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Scuola, allarme dei presidi sulle regole: “Non abbiamo i dati delle vaccinazioni”

Il governo Draghi ha previsto protocolli differenziati per gli studenti immunizzati in caso di contagio. Molti istituti, però non sono a conoscenza dei dati. Intervista alla presidente del sindacato Dirigenti Scuola Maria Trovato e al segretario di Slc Cgil Adriano Rizza

Il rientro a scuola rischia di essere “un disastro”, malgrado la proroga a giovedì 13 gennaio decisa dalla Regione siciliana. Il motivo è semplice: “I nuovi protocolli decisi dal ministero dell’Istruzione si basano sulla vaccinazione degli studenti, ma noi non abbiamo ancora questi dati”. La dottoressa Maria Trovato, presidente regionale di Dirigenti Scuola, sindacato dei dirigenti scolastici, racconta a FocuSicilia “lo sconforto” dei presidi siciliani alla vigilia della riapertura. I giorni aggiuntivi concessi dalla Regione “sono preziosi”, perché permetteranno di organizzare la ripartenza “meglio di quanto sarebbe avvenuto il dieci gennaio”, secondo le prescrizioni del governo Draghi. I problemi del settore però restano, dalla gestione degli spazi ai dispositivi di protezione, dai trasporti alle carenze di personale. “Sopra tutti, ci viene chiesto di applicare un protocollo senza avere i dati necessari a farlo”. Quelli delle vaccinazioni, appunto. Lo conferma Adriano Rizza, segretario di Slc Cgil, il ramo del sindacato che si occupa, tra le altre cose, di scuola. “È il governo per primo a non avere queste informazioni. Però chiede alla scuola di comportarsi come se li avesse. Un paradosso, a dir poco”.

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I ritardi del decreto ministeriale

Come spiegato nei giorni scorsi da FocuSicilia, il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri del cinque gennaio – quello che ha introdotto l’obbligo vaccinale per gli over 50 – prevede nuove regole per il rientro in classe. In particolare, per la scuola secondaria, “in presenza di due casi positivi, le misure previste sono differenziate in funzione dello stato vaccinale”. Per la prima volta le scuole “sono abilitate a prendere conoscenza dello stato vaccinale degli studenti in questo specifico caso”. Un compito non semplice, visti anche i tempi di pubblicazione del decreto. “Il testo è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il sette gennaio, la circolare [in allegato, ndr] è arrivata giorno otto. Il tutto con l’apertura fissata il per il dieci”, ricorda la dottoressa Trovato. Appena 48 ore – peraltro di fine settimana – per prepararsi a verificare lo status sanitario di milioni di studenti. Controlli che nelle scuole siciliane avverranno nei prossimi giorni, cercando di sfruttare il più possibile il “vantaggio” dato dalla Regione con il differimento dell’apertura. La riunione per aggiornare il governo Musumeci si terrà la mattina di mercoledì 12. “Comunque vada, è difficile che arrivino altre proroghe”, dice Trovato.

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Il numero dei contagi nell’Isola

L’assessore regionale all’Istruzione Roberto Lagalla, infatti, ha già chiarito che Palermo non intende adottare provvedimenti restrittivi autonomi. “Ciò che si vuole evitare è che siano impugnati dallo Stato centrale, come avvenuto con l’ordinanza di chiusura delle scuole di De Luca”, spiega la presidente di Dirigenti Scuola. Nella conferenza stampa di ieri, il premier Mario Draghi ha confermato che il Governo intende tenere le scuole aperte ed evitare la didattica a distanza. “Non sarà semplice, perché a quanto mi risulta c’è già una media di 40 o 50 contagiati per istituto”, prosegue Trovato, in costante contatto con molti presidi dell’isola. Una percentuale significativa, “visto che la popolazione scolastica media è tra i 700 e gli 800 ragazzi per scuola”. C’è poi da considerare il dato del personale, che si ammala anch’esso di Covid. Per la dirigente “si tratta di numeri non trascurabili”, visto che insegnati e personale ATA non sono invulnerabili al virus “è c’è inoltre una piccola parte di irriducibili che, malgrado le sanzioni e l’obbligo recentemente introdotto, hanno deciso di non vaccinarsi”. E che dovranno essere rimpiazzati, complicando ulteriormente la situazione alla vigilia del rientro.

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Insegnanti vaccinati “al 95 per cento”

A dettagliare le dimensioni del fenomeno è Rizza. “La stragrande maggioranza dei docenti, tra il 90 e il 95 per cento, ha effettuato il vaccino”, chiarisce il segretario di Slc Cgil. Lo zoccolo duro di ‘no vax’ è intorno al cinque per cento, “ma diventa significativo se rapportato alla popolazione complessiva degli insegnanti, che in Sicilia sono circa 130 mila, e oltre un milione e 200 mila a livello nazionale”. Per quanto riguarda l’obbligo vaccinale, Rizza sottolinea che la Cgil “è sempre stata d’accordo”, ma che il provvedimento è arrivato tardi “e con delle multe che sono troppo basse”. In particolare, la sanzione amministrativa di cento euro per chi sceglie di non vaccinarsi “è ben poca cosa per persone che hanno deciso di rinunciare a tutti gli emolumenti”. A fronte di ciò, il governo non ha provveduto ad ampliare gli organici. “Solo dopo il nostro sciopero i contratti Covid, in scadenza il 31 dicembre 2021, sono stati rifinanziati al 31 marzo 2022”, dice il sindacalista. Anche questi rinforzi, però, appaiono insufficienti a fronteggiare le carenze di prossimi giorni.

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Verso una riapertura al buio

Anche per Rizza è difficile che salti l’apertura di giovedì. “La Sicilia è l’unica regione ad aver trovato l’escamotage dell’aggiustamento del calendario scolastico“. Per ritardare ulteriormente l’inizio delle lezioni “servirebbe un intervento generale del governo nazionale”, a cui Draghi ha ribadito di essere contrario. “Oppure il cambio di colore della Sicilia, attualmente in zona gialla, che darebbe a Musumeci i poteri per intervenire”. Un vero e proprio paradosso, visto che “nessuno si augura la zona arancione, per le conseguenze sui lavoratori e le imprese”. Quello dei contagi, precisa il segretario di Slc Cgil, non è l’unico problema. “Nulla è stato fatto sul fronte dell’areazione delle aule, dello sdoppiamento delle classi pollaio, della fornitura dei dispositivi sanitari”. C’è poi il tema dei trasporti, mezzo di diffusione del virus, mai potenziati malgrado il protrarsi dell’emergenza. Tutti fattori che avrebbero contribuito a limitare la circolazione del Covid. Per Rizza, insomma, si va verso una riapertura al buio, “nella speranza che il contagio non esploda”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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