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Scuola e green pass. Caos a pochi giorni dal via. “Obbligo vaccinale indiretto”

Tra pochi giorni tutti in aula. Introdotto il certficato verde rimangono irrisolti i problemi della scuola. I banchi a rotelle negli scantinati. Per il sindacato Gilda i docenti sono discriminati

Sono molti i malcontenti legati all’introduzione del green pass obbligatorio. La scuola non fa eccezione. “Il mancato rispetto del requisito è considerato assenza ingiustificata e a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso”. Misure restrittive introdotte con l’ultimo decreto legge deciso dal Consiglio dei ministri n.32 lo scorso cinque agosto, pubblicato in Gazzetta ufficiale il giorno successivo con il numero 111 e in vigore dal primo settembre. Il testo è ancora in attesa di essere trasfomato in legge dal Parlamento, l’unico secondo Costituzione con questo potere, ma l’obbligatorietà non piace al mondo sindacale. A pochi giorni da suo avvio non si placano le polemiche anche perché, a differenza dei dipendenti pubblici di altri settori, le sanzioni previste sono importanti. In più c’è anche un aggravio di lavoro perché i controlli sono demandati ai singoli istituti. Dietro inoltre, ci sono tanti dubbi che rimangono legati al green pass e un “classico” scarica barile di responsabilità sulle scuole.

Problema di portata molto più ampia delle sole scuole

“Una misura eccessiva”. Non ha dubbi la segretaria regionale del sindacato Gilda Loredana Lo Re. I docenti siciliani non apprezzano questa decisione, “fermo restando che siamo consapevoli che il vaccino è l’unica arma che abbiamo ad oggi per venire fuori da questa pandemia”, specifica la segretaria regionale. Insomma vaccino sì, green pass no. Il personale scolastico si sente colpevolizzato “per un problema di portata molto più vasta”, dice Loredana Lo Re. “Quando si scrive che ogni istituzione scolastica si ritaglierà l’abito su misura significa scaricare, di fatto, sulle scuole l’organizzazione” afferma Lo Re.

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Studenti senza obbligo di green pass

Una situazione praticamente identica a quella dello scorso anno con la sola eccezione dell’introduzione del green pass per il personale scolastico. “Mi rendo conto che le famiglie manderebbero più volentieri i ragazzi sapendo che il personale docente è vaccinato”, aggiunge la segeretaria regionale, ma questo vale anche per noi, saremmo più tranquilli se sapessimo che i ragazzi e le famiglie fossero vaccinate”. Insomma, la strada del green pass vale solo a senso unico per le scuole, a differenza di quanto deciso per le università. “Inzieremo in presenza – aggiunge – ma non è dato sapere come proseguirà”.

Obbligo vaccinale indiretto

Tra pochi giorni inizia la scuola e si innescherà un meccanismo per cui chi non può fare il vaccino dovrà certificarlo, anche perché pensare di fare un tampone ogni 48 ore è difficile. Non solo dal punto di vista organizzativo e sanitario, ma anche economico visto che è previsto a carico dei non vaccinati. Numeri piccoli secondo Lo Re, “perché sono pochi quelli che non hanno fatto il vacicno”, ma comunque presenti. Docenti che in caso di assenza forzata dovranno inoltre essere sostituiti. “Mentre ancora l’organico Covid dello scorso anno non è stato pagato”, puntualizza Lo Re.

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Sviare l’attenzione dai problemi della scuola

“Sembra che ogni volta la scuola sia la causa di tutti i mali e che con queste cose si possa risolvere il problema pandemia. Mi sembra veramente eccessivo. L’obbligo vaccinale così è indiretto, ma allora lo mettano per legge. Tutto questo sembra un modo per sviare l’attenzione dell’opinione pubblica dai tanti problemi della scuola per cui non è cambiato nulla”. L’unica vera novità, racconta Loredana Lo Re, sono i banchi singoli in ogni classe. Quelli tradizionali però, perché i tanto sponsorizzati banchi con le rotelle non solo sono arrivati dopo Pasqua, quando ormai l’anno scolastico era organizzato da tempo, sono finiti negli scantinati per un problema di pericolosità. “Sono stati bocciati dal’ingegnere per la sicurezza perché in caso di terremoto non ci si può mettere sotto. Inoltre – spiega Lo Re – avendo le ruote potrebbero muoversi creando difficoltà per raggiungere le uscite”.

Spazi non adeguati

Non solo banchi. I problemi della scuola sono molteplici e ad oggi non sono stati risolti. Per Lo Re “nemmeno la pandemia c’è riuscita e si ripresenteranno puntualmente”. Gli spazi sono pochi e spesso male attrezzati, non aereati e non proporzionati al numero di alunni per classe. Le palestre e i laboratori a volte mancano del tutto. Non direttamente ma legato alla scuola è poi il tema dei trasporti dove vige solo la regola del distanziamento. E poi si tratta di trasporti cittadini, non specifici per gli studenti. “Sarebbe stata una buona occasione per una profonda revisione e invece non c’è stato nessun intervento per l’edilizia scolastica”.

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Peggio dell’anno scorso

Non solo la situazione non è migliorata, a partire dal prossimo anno scolastico, paradossalmente, sarà anche più grave. Tutti in presenza e alla luce dei problemi elencati, significa infatti che in moltissimi casi, in Sicilia, le distanze di sicurezza imposte dalla pandemia non potranno essere rispettate. Dal Governo, a quanto pare, ne sono consapevoli tanto che al punto b del comma due dell’articolo uno del decreto, è scritto che va rispettata la distanza minima di un metro, “salvo che le condizioni strutturali-logistiche degli edifici non o permettano”. È un po’ come dire: devi farlo ma se non si può non fa nulla.

Mascherina non obbligatoria se sono tutti vaccinati

Probabilmente si conta molto sull’uso della mascherina. Anche per questo dispositivo però ci sono ulteriori difficoltà. In primis perché la loro protezione è limitata e andrebbe accompagnata con la giusta aereazione dei locali. Non sono stati comprati degli aereatori e quindi occorrerà fare alla vecchia maniera: aprire le finestre. Potrebbe andare bene finché c’è caldo, ma in inverno la situazione sarà più complicata. Non solo. La mascherina non è sempre obbligatoria e questo apre la strada a ulteriori dubbi. Come prevede il decreto legge al comma tre dell’articolo uno, si può andare in deroga all’uso obbligatorio della mascherina se alle lezioni partecipano soltanto studenti vaccinati o guariti. Non solo non è previsto nessun controllo per gli studenti, secondo i dati elaborati dalla Fondazione Gimbe sui numeri del ministero della Salute, aggiornati al 30 agosto, il 43,5 per cento della fascia 12-19 anni non ha ancora ricevuto nemmeno una dose. Inoltre anche i vaccinati hanno la possibilità di contrarre il virus e contagiarlo.

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Desirée Miranda
Desirée Miranda
Nata a Palermo, sono cresciuta a Catania dove vivo da oltre trent'anni. Qui mi sono laureata in Scienze per la comunicazione internazionale. Mi piace raccontare la città e la Sicilia ed è anche per questo che ho deciso di fare la giornalista. In oltre dieci anni di attività ho scritto per la carta stampata, il web e la radio. Se volete farmi felice datemi un dolcino alla ricotta

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