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Scuole e Pnrr: in Sicilia una goccia nel mare. Meno di un progetto per Comune

Di fronte a uno straordinario bisogno di infrastrutture, gli interventi prevedono 14 nuove scuole, 175 tra asili nido e poli dell'infanzia, 21 nuove mense, 42 palestre. Per i sindacati, si tratta di interventi marginali e manca un piano infrastrutturale serio

I fondi del Pnrr, piano nazionale di ripresa e resilienza, sembrano la panacea per tutti i mali italiani. Le scuole non fanno eccezione, ma il dubbio che rimarranno una goccia nel mare è forte e parte dai dati: su 391 comuni e 3.669 edifici scolastici in Sicilia, gli interventi del Piano indirizzati al settore Istruzione, tra cui l’edilizia scolastica, hanno registrato finora progetti per 14 nuove scuole, 175 tra asili nido e poli dell’infanzia, 21 nuove mense, 28 palestre da ristrutturare e 14 da realizzare ex novo. Un totale di 252 progetti, neanche uno per Comune. Non sono grandi numeri, soprattutto considerando lo straordinario bisogno di infrastrutture nella nostra Isola, dove nove studenti su dieci non hanno una mensa, otto su dieci non hanno una palestra e un minore su tre è in sovrappeso, mentre il tempo pieno è consentito solo al 18 per cento degli alunni e non si contano più le falle nella sicurezza degli edifici.

Le 14 nuove scuole previste in Sicilia, che verranno realizzate con fondi Pnrr

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Tutti i lavori andranno completati entro il 2026

Quasi superfluo ricordare che queste proporzioni sono molto diverse nel Centro-nord Italia, dove le dotazioni come mense e palestre coprono porzioni ben maggiori della popolazione studentesca. La dotazione del Pnrr in questo ambito è di 12,7 miliardi di euro da distribuire in tutta Italia e risorse preponderanti riservate al Sud. La Sicilia, elencando le varie voci, potrà beneficiare di 60 milioni di euro per nuove scuole, 227 milioni di euro per gli asili nido, 38 milioni di euro per il potenziamento delle infrastrutture sportive, 80 milioni di euro per le mense, 47 milioni di euro per le riqualificazioni, 163 milioni di euro per le scuole innovative 4.0, 74 milioni di euro per la dispersione scolastica. Ma il timing è stringente ed entro il 2026 ogni intervento dovrà essere completato.

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Parasporo (Uil Scuola): “Sono interventi marginali”

Secondo Claudio Parasporo, segretario regionale Uil Scuola, ci si poteva impegnare maggiormente, ma si è preferito incidere su altre cose, “marginali – sostiene – rispetto alla devastazione che c’è in Sicilia”. Perché se da una parte “è un bene che si metta mano alle infrastrutture”, dall’altra questi interventi “sono completamente insufficienti – afferma il sindacalista – rispetto alle richieste dell’Isola. Ovunque si cercano aule in affitto, come per esempio a Catania e Messina. Quel che si sta facendo è completamente miserevole rispetto alla situazione del Sud Italia e della Sicilia in particolare”. Anche rispetto ai numerosi progetti degli asili-nido, Parasporo spiega che “in realtà non fanno parte del sistema dell’istruzione, ma si tratta di un servizio erogato da Comuni e Province. A Palermo, per esempio – riferisce – la precedente amministrazione doveva presentare progetti per il Pnrr e ha tolto un edificio a un istituto comprensivo, per poterlo inserire nel Pnrr e ristrutturarlo, sottraendolo così al sistema dell’istruzione. Un modo di cannibalizzare le strutture dello Stato”.

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Rizza (Flc Cgil): “Manca un investimento strutturale serio”

“Quella del Pnrr è una spesa straordinaria – mette in evidenza Adriano Rizza, segretario Flc Cgil Sicilia – e non una spesa corrente costante nel tempo, di cui la scuola avrebbe invece bisogno e che non dovrebbe tenere conto solamente di infrastrutture, multimedialità e mense. Le risorse previste dal Pnrr vanno bene, ma non soddisfano mimimanente le esigenze della scuola siciliana. Noi chiediamo che vi sia un investimento infrastrutturale serio, che tenga conto anche di altri elementi: il tempo-scuola, gli organici e tutto quello che può aumentare la qualità dell’offerta formativa, che ci vede all’ultimo posto di tutte le classifiche nazionali ed europee”.

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I dirigenti scolastici chiedono un supporto

Flc Cgil ha incontrato a metà agosto l’ex ministra alla scuola Lucia Azzolina, che del Pnrr è stata artefice, insieme ai dirigenti scolastici. Un altro incontro si svolgerà il 13 ottobre insieme ai direttori dei servizi generali e amministrativi. Anche i progetti condotti direttamente dalle scuole, infatti, come quelli legati alla dispersione scolastica e all’innovazione digitale, fanno registrare delle difficoltà. “I dirigenti chiedono un aiuto alle organizzazioni sindacali – aggiunge Rizza – invocando una cabina di regia regionale per capire come utilizzare e spendere queste risorse, perché le linee-guida non sono sufficienti, non abbiamo un supporto dal punto di vista logistico, informatico e contabile. Adesso abbiamo finalmente il nuovo direttore dell’Ufficio scolastico regionale e presto avremo il nuovo assessore regionale dell’Istruzione, al quale chiederemo un confronto su tutte queste criticità”. L’auspicio è che i nodi possano essere sciolti in tempo per sfruttare al meglio le possibilità messe a disposizione dall’Unione europea.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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