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Seus 118, c’è l’accordo

Cgil Cisl e Uil hanno sottoscritto l'accordo tra l'azienda che si occupa di servizi di emergenza e i suoi impiegati. Garantiti 4,5 milioni di euro per le ore già lavorate

Ieri a Palermo è stato firmato l’accordo tra la Seus 118 e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Ugl per la chiusura del contenzioso tra azienda e dipendenti, alla presenza dell’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza. Una vertenza lunga diversi anni, precisamente dalla fondazione della società fino al 2018, legata al servizio effettuato dagli operatori, come spiega il segretario regionale della federazione Ugl sanità, Carmelo Urzi, che ha firmato l’accordo su mandato dei lavoratori.

Un impegno da 4,5 milioni da parte dell’azienda

“Si è conclusa finalmente una vicenda paradossale che da troppo tempo vedeva contrapposti la Seus ed i suoi impiegati. Abbiamo cercato di ottenere il massimo possibile e ringraziamo il direttore generale Davide Croce, con i componenti del consiglio di amministrazione Pietro Marchetta e Gaetana Pontrelli, per averci ascoltato ed essere venuti incontro alle richieste dei sindacati per il riconoscimento dei diritti di entrambe le parti. Una concertazione abbastanza soddisfacente, che ha prodotto l’impegno da parte dell’azienda di riconoscere somme pari all’80 per cento del registrato sulle ore in più lavorate fino al 2017, con una maggiorazione fissa del 20 per cento, per un impegno di spesa pari a 4,5 milioni di euro, mentre l’intera somma sarà versata per il 2018 quale riconoscimento banca ore previsto nel contratto collettivo nazionale di lavoro – continua Urzì. In questo caso i lavoratori a credito, entro tre mesi, potranno scegliere se ricevere gli emolumenti dovuti o riposi compensativi. Per coloro che, invece, sono debitori nei confronti della società è previsto un piano di recupero ore che va da 1 anno per chi deve all’azienda 100 ore a 5 anni per chi è in debito di 500 ore, nonché ad un’intesa individuale per coloro che hanno superato le 500 ore. Al termine dell’incontro si è anche parlato dell’organizzazione del lavoro e dei lavoratori non idonei allo svolgimento dei servizi, con la direzione che ha confermato la volontà di avviare tavoli tecnici di lavoro. Adesso ci auguriamo che l’impostazione volta al confronto, avviata dal management della Seus – conclude il segretario – possa proseguire nel prossimo futuro nell’interesse della tutela delle prerogative dei dipendenti e dell’efficienza dei servizi erogati all’utenza dal 118.”

Perché Ugl Sicilia è contraria

Decisamente diversa è la posizione di Uil sicilia.
“Non esistono le condizioni per sottoscrivere l’accordo proposto dalla Seus in merito alla banca ore sul credito/debito orario. Le spettanze dei lavoratori sono state, infatti, quantificate con precisione, senza che ci siano dubbi sulla loro entità. Si tratta, quindi, di diritti acquisiti e non si capisce perché debbano essere decurtati con un atto conciliativo che appare obbiettivamente vessatorio”. Così Claudio Barone ed Enzo Tango segretari generali della Uil Sicilia e Uil Fpl Sicilia che aggiungono: “Siamo contrari all’idea di giustificare anni di mala gestione ed accettare soluzioni tampone che nulla risolvono e certamente rischiano di riproporsi per il futuro. L’Azienda deve sapere che se chiede più ore di lavoro ai dipendenti, deve farsene realmente carico. La Uil e la Uil Fpl – concludono Barone e Tango – non si limiteranno a non sottoscrivere l’accordo ma daranno seguito ad azioni sindacali e giudiziarie contro questa inaccettabile forzatura. L’efficienza del servizio emergenza-urgenza è fondamentale non solo per i suoi dipendenti ma soprattutto per i cittadini che per anni hanno subire le conseguenze di un caos organizzativo. A pagare tutto questo non possono essere i lavoratori, un’inversione di tendenza è necessaria”.

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Redazione
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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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