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Turismo, il grande potenziale inespresso della Sicilia

Lieve crescita dalle presenze turistiche: il tre per cento. Ma l’Isola resta indietro rispetto alle regioni del Nord e ad alcune realtà europee. Con mancati introiti per due miliardi di euro

“Siamo la regione del Mezzogiorno che ha registrato la maggior crescita turistica in arrivi e presenze”. Così il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, è intervenuto all’apertura di Bit di Milano, la Borsa internazionale del turismo che ogni anno diventa l’occasione per fare il punto sullo sviluppo territoriale del settore. “Siamo fra le prime mete preferite al mondo e vogliamo farci trovare pronti all’appuntamento con questa straordinaria opportunità. Siamo sulla buona strada”, ha affermato. Quanto si può essere d’accordo con le parole del presidente? A guardare i dati su pernottamenti e presenze turistiche il quadro, seppur in miglioramento, vede la Sicilia, regione più estesa d’Italia e, almeno sulla carta, a grande vocazione turistica, molto distante dalle maggiori mete italiane.

Solo il 3,5 per cento dei turisti d’Italia

I flussi turistici verso la Sicilia aumentano e a certificarlo è, tra gli altri, l’Istituto nazionale di statistica. Secondo l’Istat, infatti, nel 2018 nella nostra isola si sono registrate 15 milioni e 135 mila presenze negli esercizi ricettivi: il 3 per cento in più rispetto all’anno precedente. Il dato è equamente distribuito tra turisti italiani (7 milioni e 400 mila) e stranieri (7 milioni e 700 mila), ma rappresentano appena il 3,5 per cento di un totale nazionale di 429 milioni. Se si guarda alla classifica dei primi cinquanta comuni italiani per numero di presenza negli esercizi ricettivi troviamo una sola città siciliana: Palermo, al 34esimo posto con 1 milione e 454 mila presenze.

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Decima regione d’Italia per presenze

Il confronto numerico tra la Sicilia e le regioni del Nord spiega meglio il divario. In Veneto, ad esempio, l’Istat ha certificato nel 2018 69 milioni e 229 mila presenze, il 16 per cento del totale italiano. In Lombardia i turisti sono 39 milioni e 115 mila (il 9 per cento). E ancora: in Toscana i turisti sono stati 47 milioni e 618 mila (11 per cento), in Emilia-Romagna 40 milioni e 648 mila (il 9,5 per cento). Nel “piccolo” Trentino-Alto Adige (che ha una superficie di 13 mila e 605 chilometri quadrati contro i 25 mila e 832 della Sicilia) i turisti sono stati 51 milioni e 416 mila, il 12 per cento del totale nazionale.

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L’esempio della minuscola Malta

Non va meglio guardando all’estero. Malta, ad esempio, ha accolto nel 2018 circa 2,6 milioni di turisti, il 15 per cento in più rispetto all’anno precedente secondo il National Statistic Office dell’arcipelago. Vale la pena di ricordare che Malta ha una superficie di “appena” 316 km quadrati. In proporzione i numeri della Sicilia appaiono insignificanti. In Spagna, invece, Gran Canaria da sola (1.560 chilometri quadrati) ha accolto nel 2018 circa 4 milioni e 500 mila turisti (fonte Istac, Istituto Canario di statistica).

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Quanto pesa la “sconfitta”, in miliardi di euro

Le motivazioni della “sconfitta” siciliana sono tante e complesse: dalle ben note carenze infrastrutturali di strade, autostrade e linee ferrate, alla pessima qualità del servizio di trasporto pubblico, passando per l’eterno cruccio del caro voli. Tutti fattori che, inevitabilmente, frenano i flussi turistici penalizzando l’enorme potenziale dell’Isola. Quanto ci costa questo “potenziale mutilato”? In termini economici, parecchio. Facciamo qualche esempio prendendo come benchmark regioni simili alla Sicilia per superficie. Volendo colmare il gap Sicilia-Veneto, l’Isola avrebbe dovuto ospitare circa 54 milioni di turisti in più. Secondo l’Istat, in media un turista spende 83 euro al giorno. Significa che, se ognuno dei circa 54 milioni di turisti “ipotetici” menzionati, si fosse fermato in Sicilia anche un solo giorno, nell’Isola sarebbero circolati oltre quattro miliardi di euro in più. Ancora: la differenza con l’Emilia-Romagna è di 25 milioni e 500 mila turisti, più di due miliardi di euro in meno per la Sicilia. Volendo volare più bassi potremmo puntare alla Lombardia, il gap è di 23 milioni e 980 mila presenze, poco meno di un miliardo di euro. Si tratta di cifre considerevoli che, verosimilmente, vanno viste al rialzo. La presenza media dei turisti in Sicilia, infatti, è di circa due giorni e mezzo per i residenti in Italia e di 3 e mezzo circa per i residenti all’estero. Alla luce di tutto questo, siamo davvero sicuri di essere “sulla buona strada”?

Eleonora Fichera
Eleonora Fichera
Classe ‘89, trent’anni vissuti ai piedi del Vulcano. Giornalista pubblicista, ho studiato Comunicazione e Sociologia.

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