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Sicilia al banco dei pegni. “Ma niente picco da Covid”

Con Lombardia e Lazio, la Sicilia è la regione in cui si fa più ricorso al pegno. Per liquidità immediata, ma anche per la custodia del bene

Nessun assalto al banco dei pegni. Sono sempre stati aperti seppur con orario ridotto, perché considerati essenziali, ma in pochi lo sapevano. E soprattutto non si poteva uscire se non per motivi urgenti. Ecco perché non c’è stato l’assalto alle agenzie di pegni, che in Sicilia sono gestite quasi esclusivamente da Affide. L’azienda ha deciso, per il periodo particolare che si sta vivendo, di bloccare le aste delle polizze scadute e di riaprire a tempo pieno. Al di là dell’emergenza, comunque, i siciliani conoscono bene il servizio. Insieme a Lazio e Lombardia, è infatti la regione dove è più diffuso. “Abbiamo notevoli masse di prestiti e tantissimi clienti di ogni categoria sociale. Chi conosce il nostro servizio lo utilizza sistematicamente per fare fronte alle esigenze di liquidità temporanea, ma qualcuno anche per conservare i suoi beni”, afferma a FocuSicilia il responsabile per la l’isola, Massimo Fichera.

Servizio usato tutto l’anno

Affide lavora e guadagna sui pegni. “L’interesse è dell’uno per cento al mese sul valore dell’oggetto dato come garanzia e la liquidità, dei due terzi del valore dell’oggetto, è praticamente immediata”. Fichera spiega che sono queste le caratteristiche del pegno ma anche le motivazioni per cui la gente si rivolge a questo servizio. Può anche capitare che qualcuno decida di vendere l’oggetto, ma non solo “è una quota minimale”, non è lo scopo né dell’azienda né della sua clientela. “Lo dimostra anche il fatto che, a livello nazionale, circa il 95 per cento delle polizze viene riscattato”. In Sicilia, in media, gli sportelli Affide fanno due mila operazioni giornaliere legate alle varie fasi del pegno. “Si parte dall’emissione della polizza, c’è poi il rinnovo, il ricatto e la ristima, ma si può anche venire per bloccare la polizza perché è stata smarrita”.

Liquidità e custodia

La propensione dei siciliani ad usare i pegni è “molto grande e la platea di clientela è davvero eterogenea”. Fichera spiega che le esigenze sono diverse. Se qualcuno ha bisogno di piccole somme di liquidità per fare fronte alle esigenze quotidiane, altri usano il servizio per essere certi di conservare al sicuro i propri oggetti di valore. La maggior parte dell’affluenza per Affide è all’inizio del mese, ma anche nel periodo che precede l’estate. Il picco all’inizio del mese è legato soprattutto al rinnovo delle polizze, “ovvero alla proroga del prestito che di solito è di tre o sei mesi”. Il prestito medio “è sotto i mille euro, ma ci sono anche quelli da 50 o 100 euro”. Il picco pre-estivo è invece legato sia a spese del periodo o vacanze, “ma c’è anche una parte di clientela che fa il prestito per custodire i propri gioielli nei nostri caveaux che sono in assoluta sicurezza”.

Pronti per il prossimo picco d’affluenza

In questo periodo di quarantena non è cambiato molto, anzi “in tanti avevano il dubbio che fossimo aperti”. Soprattutto tra il 20 e il 25 marzo c’è stato quasi un blocco totale per poi riprendere gradualmente “e adesso siamo tornati ai livelli pre-crisi”. A differenza di quanto si possa pensare dati i ritardi nel ricevere la cassa integrazione e altre forme di ammortizzatori sociali, nessun picco di afflusso.”Le file fuori dalle agenzie, peraltro ordinate, sono legate a questioni di sicurezza e distanziamento in base alle disposizioni di legge”. Non è detto che non ci sarà un aumento della clientela però, anche perché la crisi è praticamente appena cominciata. Da Affide si dicono “convinti che debba succedere e infatti ci stiamo preparando per fare fronte a questo maggiore afflusso e quindi maggiore richeista di liquidità”.

Aste bloccate

Proprio perché tendenzialemente “la nostra clientela tiene ai propri oggetti e li vuole riscattare” e magari in questo particolare periodo non ha potuto farlo, Affide ha deciso di bloccare le aste di vendita degli oggetti legati a polizze scadute da gennaio ad aprile 2020. Significa che “gli interessi continuano a maturare, ma gli gli oggetti non vengono posti in vendita”. Fichera dice che le aste partiranno da maggio “ma per le scadenze legate al 2019”. Inoltre, il bene “non diventa mai di proprietà di Affide”. Tolte le spese di asta e il rientro del credito dovuto all’azienda con annessi interessi maturati, “il sopravanzo rimane a disposizione del titolare della polizza per cinque anni”.
L’attività inoltre “dopo una riduzione per agevolare e tutelare i nostri dipendenti” è ripresa a tempo pieno. Au mentano dunque gli sportelli “ma rimane attivo anche il nostro servizio telefonico”. Un’opzione che permette di prendere appuntamento per evitare le file fuori dall’agenzia.

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Desirée Miranda
Desirée Miranda
Nata a Palermo, sono cresciuta a Catania dove vivo da oltre trent'anni. Qui mi sono laureata in Scienze per la comunicazione internazionale. Mi piace raccontare la città e la Sicilia ed è anche per questo che ho deciso di fare la giornalista. In oltre dieci anni di attività ho scritto per la carta stampata, il web e la radio. Se volete farmi felice datemi un dolcino alla ricotta

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