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Sicurezza edifici pubblici, solo 32 milioni in Sicilia

La ripartizione di mezzo miliardo di euro per la sicurezza delle opere pubbliche privilegia il Nord: i duemila micro comuni in Piemonte e Lombardia riceveranno circa il doppio dell'intera Sicilia

Trentadue dei 500 milioni di euro assegnati dal governo nazionale per la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici andranno ai comuni siciliani. I fondi, che serviranno nel quinquennio 2020-2024 anche per patrimonio comunale, efficientamento energetico e abbattimento delle barriere, sono però divise in base alla popolazione comunale. Con una dotazione che varia dai 50 mila ai 250 mila euro, il calcolo privilegia gli interventi nei piccoli comuni, presenti soprattutto nel Nord Italia: nel solo Piemonte la dotazione per gli oltre mille comuni sotto i 5 mila abitanti supera i 52 milioni di euro, così come in Lombardia. Mentre il totale dei comuni siciliani, grandi e piccoli, si ferma a 390: Morterone, 33 anime in provincia di Lecco, riceverà 50 mila euro. Marsala, 82 mila residenti e quinta città siciliana, 170 mila.

In Sicilia solo il 6 per cento delle risorse nazionali

In totale in Sicilia arriveranno annualmente 32 milioni e 170 mila euro, equivalenti al 6,3 per cento delle risorse stanziate, per una popolazione siciliana che conta circa 5 milioni di abitanti, equivalente a oltre l’8 per cento del totale nazionale. Un calcolo che privilegia quindi i piccolissimi comuni, molto più presenti in regioni come Piemonte (1045 comuni sotto i 5 mila abitanti, per una popolazione regionale di poco superiore ai 4 milioni) e Lombardia (1033 micro comuni, ma la regione più popolosa d’Italia con oltre 10 milioni di abitanti). Il totale nelle due ricche regioni del nord per i soli micro comuni fa 52 milioni e 250 mila euro e 51 milioni e 650 mila euro. Per ottenere il contributo i comuni dovranno presentare bandi di gara, e le opere essere inserite nel sistema di Monitoraggio delle opere pubbliche (Mop). L’erogazione sarà invece in due tranche: la prima metà previa verifica dell’avvenuto inizio dei lavori, entro il 15 settembre di ogni annualità. Il restante cinquanta per cento verrà erogata “previa esibizione dell’attestato di collaudo o del certificato di regolare esecuzione”, documenti prodotti dal direttore dei lavori.

Duecentocinque i micro comuni in Sicilia

La ripartizione, in Sicilia, è presto fatta: 14 milioni e 350 mila per i 205 piccoli comuni (50 mila euro di contributo. Quattro milioni e 970 mila per i 71 comuni fino a 10 mila abitanti (70 mila euro), quattro milioni 860 mila per le 54 cittadine comprese tra 10 e 20 mila residenti, 90 mila euro a ognuna. Riceveranno 130 mila euro i 40 comuni fino a 50 mila abitanti, per un totale di 5 milioni e 200 mila: cinque nella provincia di Agrigento, due a Caltanissetta, dodici a Catania, due ad Enna, sei a Palermo, due a Ragusa, sei a Siracusa e tre in provincia di Trapani. 170 mila euro ciascuno, per un totale di un milione e 870 mila euro andrà agli 11 comuni sopra i 50 mila, ovvero Acireale, Agrigento, Bagheria, Caltanissetta, Gela, Marsala, Mazara del Vallo, Modica, Ragusa, Trapani e Vittoria. Per Siracusa e Messina, sopra i centomila abitanti, il totale è di 420 mila euro, mentre mezzo milione sarà diviso tra Catania e Palermo, uniche città siciliane a superare i 300 mila.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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