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Imprese artigiane, arrivano i fondi. Dubbi di Confartigianato

In arrivo 11 milioni di euro per 540 aziende siciliane. I rappresentanti di categoria però sono preoccupati per il futuro: il nuovo istituto di credito, previsto da un anno, ancora non c'è

Una boccata d’ossigeno da 11 milioni di euro a tasso agevolato per circa 540 aziende artigiane siciliane. È quanto erogherà la Crias, la Cassa regionale per il credito alle imprese artigiane, al fine di garantire sostegno alle piccole aziende. Una notizia importante che fa anche riflettere sul futuro, quando la Cassa verrà sostituita da Irca, l’istituto regionale per il credito agevolato, che vuole mettere insieme cooperative e artigiani, adesso gestiti da due casse diverse, rispettivamente Ircac e Crias.

Crias, una macchina che funziona

“Per noi nulla di nuovo, sono state deliberate una serie di pratiche che aspettavano di essere esitate”, afferma il direttore di Confartigianato Andrea Di Vincenzo. “Sappiamo già che la Crias, rodata da anni, funziona. È una macchina vincente per funzionamento al di là delle vicende che ha vissuto nell’ultimo periodo con vari commissariamenti. Certo, hanno portato la macchina ad essere meno oleata, ma ha sempre funzionato”. I fondi messi a disposizione della Crias, come spiega Di Vincenzo, sono fondamentali per le piccole imprese. “I prodotti sono tarati per le piccole aziende come il credito d’esercizio per l’esistenza dell’azienda stessa. Non si può immaginare quanto possa significare per un parrucchiere avere 25 mila euro per potere comprare una dotazione di arredamenti per il proprio locale, oppure quanto possa essere utile per una azienda che si occupa di manutenzioni avere le attrezzature per potere svolgere la propria attività. Si tratta di liquidità fondamentali a tassi molto agevolati che consentono all’artigiano di avere un piano di ammortamento a tassi bassissimi e in tempi brevissimi”.

I dubbi sulla nascita di Irca

Il problema per Confartigianato è il futuro, in particolare per tempi e modalità. Nel collegato alla legge di bilancio regionale dello scorso anno, l’amministrazione Musumeci ha inserito la formazione di un nuovo istituto di agevolazione che metta insieme cooperative e artigiani. L’Irca – Istituto regionale per il credito agevolato, sostituirà in tutto le attuali casse di gestione del credito Ircac e Crias. Tra la deliberazione della nascita dell’Istituto e il via della giunta al regolamento, lo scorso settembre, però, è passato più di un anno e per questo dall’associazione di categoria guidata da Giuseppe Pezzati, si dicono preoccupati. “Non comprendiamo bene quando metterà le sue orme in spiaggia”, afferma Di Vincenzo. “Se ci hanno messo più di un anno a partorirlo, fa pensare che sia qualcosa di davvero complesso, ma al contempo ci dicono che invece è semplicissimo. Allora ci chiediamo perché non parte? Vorremmo anche sapere perché cambiare una cosa che funziona? Il nuovo Istituto, poi, avrà anche bisogno di essere oliato prima di procedere spedito. Stiamo cambiando il vecchio provato con il nuovo a provare”, aggiunge il direttore di Confartigianato.

I problemi del comparto artigiani

Nell’attesa che l’amministrazione regionale riesca a disincagliare la nave e finalmente avviare il nuovo consiglio di amministrazione di Irca, dove ci sarà anche una componente in rappresentanza delle categorie produttive interessate, rimangono da affrontare i problemi del settore. “Tanti ed enormi”, li definisce Di Vincenzo. “Vorremmo cercare di allineare il tema dell’artigiano locale con quello del nord, subiamo una doppia velocità”, dice. Oltre alle difficoltà di accesso al credito, con le banche, secondo Di Vincenzo c’è anche il problema della ripartenza dei consorzi Fidi “sistema che si è un po’ incancrenito da un po’ di tempo a questa parte”.

Piccoli passi avanti, ma…

Il direttore di Confartigianato parla poi del problema della burocrazia e dell’innovazione “Su cui ci giochiamo la carta del futuro”, dice. Non tutto sembra essere fermo ma tanto è ancora da fare e la strada è in salita. “Vediamo che ci sono dei tentativi da parte della Regione per cercare di migliorare, anche in campo di innovazione, ma forse non abbastanza. Parliamo sempre di aziende di dimensioni piccole o piccolissime, quindi dobbiamo stare attenti a questo. Non abbiamo i grandi numeri del comparto industriale, ma siamo quella forza, quel motore vincente dell’economia, che ogni giorno alza la saracinesca. Secondo Confartigianto il problema non è solo di tipo regionale. Si attendono notizie in merito all’Iva per esempio. “Siamo spesso additati come i primi evasori del mondo ma non è così. Sono i grandi ad evadere, non i piccoli. In più occorre fare attenzione perché i piccoli artigiani hanno la scritta: fragile”, afferma Di Vincenzo.

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Desirée Miranda
Desirée Miranda
Nata a Palermo, sono cresciuta a Catania dove vivo da oltre trent'anni. Qui mi sono laureata in Scienze per la comunicazione internazionale. Mi piace raccontare la città e la Sicilia ed è anche per questo che ho deciso di fare la giornalista. In oltre dieci anni di attività ho scritto per la carta stampata, il web e la radio. Se volete farmi felice datemi un dolcino alla ricotta

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