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STM, 2022 da record. E i sindacati sperano: “Nuovi investimenti a Catania”

Quattro miliardi di utili per il colosso della microelettronica. Con Catania al centro: a metà 2023 aprirà il nuovo impianto, con 700 assunzioni. Per Angelo Mazzeo, segretario di Ugl Metalmeccanici, potrebbe essere il preludio a un nuovo investimento "da duemila assunzioni". Fiom sottolinea la necessità di adeguare l'area industriale

Il 2023 porterà 700 posti di lavoro con un impatto occupazionale importante anche per l’indotto di STmicroelectronics Catania. Il nuovo impianto per la produzione di carburo di silicio (Sic) vedrà infatti l’inizio delle produzioni nella seconda metà del 2022, come annunciato questa mattina nel corso della presentazione dei risultati finanziari della multinazionale dal presidente e amministratore delegato Jean-Marc Chery. E i grandi risultati raggiunti dall’azienda a livello globale nell’anno appena trascorso – introiti oltre i 16 miliardi di dollari, utili vicini ai quattro – fanno ben sperare anche i sindacati.

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La soddisfazione di Ugl Metalmeccanici e Fiom

Per Angelo Mazzeo, segretario di Ugl Metalmeccanici Sicilia, si tratta non solo di una conferma “di quanto già anticipato dall’azienda nei mesi precedenti”, ma di “dati superiori rispetto a quelli delle attese”. Risultati che lasciano “ben sperare anche dal punto di vista occupazionale”. Una posizione condivisa anche dalla segreteria del sindacato Fiom Catania, che però avverte: “Non bisogna dormire sugli allori, senza trascurare quindi la cura di lavoratori e lavoratrici”.

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Fiom Catania: “Nel 2007 evitata la delocalizzazione”

L’azienda raccoglie nel 2022, nonostante una crisi globale del settore, i frutti di un rinnovato impulso avviato “da quando Chery è al vertice”, a detta del sindacato Fiom. Il Ceo di STMicroelectronics avrebbe avuto il merito di “puntare molto sulle produzioni, e in queste Catania ha un ruolo determinante”. Quello che ST rappresenta oggi per il territorio etneo è però anche “frutto dell’attività dei sindacati, Nel 2007 abbiamo evitato il rischio della delocalizzazione, che all’epoca era il trend dominante”, sottolineano. Adesso è quindi ora “di rafforzare questo patrimonio. Innanzitutto tutelando i lavoratori, con la definizione di una piattaforma di secondo livello già in programma”. Ma l’aspetto salariale “non basta, servono anche i servizi nella zona industriale, al momento non è all’altezza del livello europeo”, conclude la segreteria Fiom etnea.

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Mazzeo: “Duemila assunzioni con produzioni a 12 pollici”

Un concetto ribadito anche da segretario di Ugl Metalmeccanici Mazzeo, secondo cui “è un prestigio avere per il nostro territorio un’azienda così florida, ma gli enti locali devono lavorare sulla riqualificazione dell’area, in modo da attirare nuovi investitori”. Nell’area industriale di Catania del resto, oltre agli investimenti di ST – pari a un totale di 730 milioni tra fondi privati e pubblici per il nuovo impianto -, sono previsti nei prossimi anni grandi novità nel settore tecnologico, a partire dalla nuova fabbrica di pannelli solari annunciata da Enel Green Power. A questi si aggiungono gli annunciati investimenti europei del cosiddetto “Chips Act“, approvato ieri dalla Commissione Industria ed Energia del Parlamento europeo e che dovrebbe valere per il settore almeno 15 miliardi di euro. La partita Intel, che ha annunciato un nuovo stabilimento in Italia, non è inoltre ancora chiusa. E “sulla spinta dei grandi risultati di cassa”, come sottolinea Mazzeo, per la stessa STMicroelectronics potrebbe essere arrivato il momento di investire ulteriormente con “un nuovo stabilimento per la produzione a 12 pollici, che potrebbe portare ad ulteriori duemila assunzioni. Sarebbe veramente importante per il nostro territorio”.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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