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StM a Catania: 5 miliardi per il nuovo stabilimento e 2mila posti di lavoro

Un piano da 5 miliardi di euro per Catania e per circa 2mila nuovi posti di lavoro. La strategia Italiana sulla Microelettronica passa dalla città dell'Elefante. Oltre al nuovo stabilimento anche una Linea pilota già approvata ad aprile dalla Commissione europea

La StM annuncia un maxi investimento da 5 miliardi di euro per il nuovo stabilimento produttivo che offrirà a Catania 2000 posti di lavoro, con un sostegno finanziario di circa 2 miliardi di euro da parte dello Stato italiano nel quadro del Chips Act. “Si realizza così il secondo più grande progetto mai approvato dalla Commissione Europea all’interno del pacchetto normativo sul settore che punta a raddoppiare la quota di mercato globale dell’UE nel settore dei semiconduttori entro il 2030, dal 10 ad almeno il 20%”. È quanto affermano dal Mimit, il ministero del Made in Itay guidato da Adolfo Urso che ha visitato il nuovo impianto di STMicroelectronics di Catania insieme a Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva della Commissione Ue e Commissario Europeo per la Concorrenza, alla presenza di Jean-Marc Chery, Ceo di STMicroelectronics. Presenti anche il sindaco di Catania, Enrico Trantino e il rettore dell’Università di Catania, Francesco Priolo.

La rilevanza internazionale del lavoro di St a Catania

Il nuovo sito – spiegano dal ministero – contribuirà a rafforzare la sicurezza nell’approvvigionamento, la resilienza e la sovranità digitale dell’Europa nei semiconduttori e avrà come focus produttivo la realizzazione in grandi volumi di carburo di silicio per dispositivi e moduli di potenza, nonché per attività di test e packaging. Come riportato dall’azienda, “gli obiettivi per il nuovo impianto sono l’avvio della produzione nel 2026 e il ramp-up alla piena capacità entro il 2033, con una produzione a regime fino a 15.000 wafer a settimana”. Soddisfazione arriva anche da parte dei sindacati.

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StM di Catania: “esempio per l’Europa”

Urso ha sottolineato come “il nuovo sito di produzione di Stm a Catania è un esempio per l’Europa, un modello di cooperazione tra Italia e Francia, un campione europeo che può diventare mondiale. Questa è una giornata storica, per la Sicilia che diventerà la terra del futuro, per il nostro Paese che si avvia a essere leader nella microelettronica e per l’intero continente che si appresta a far nascere player internazionali e competitivi nel mondo”. “Ci tengo a sottolineare, ancora una volta, che l’investimento di STMicroelectronics è il secondo più grande all’interno del Chips Act e la Commissione non approva qualsiasi investimento. Approva solo quelli primi nel loro genere: in grado di generare tecnologia all’avanguardia, di essere essenziali per la strategia europea, di farci risalire la graduatoria nella competizione globale sui chips. Il Campus STM di Catania fa tutto questo”.

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Strategia Italiana sulla Microelettronica

Il ministro ha sottolineato come il progetto non è isolato ma parte della Strategia Italiana sulla Microelettronica che stanzia 4 miliardi per attrarre in Italia grandi investimenti. Un piano che per Catania, oltre al nuovo stabilimento prevede anche una Linea pilota già approvata ad aprile dalla Commissione europea. Un impegno per “360 milioni di euro di cui più di 200 a Catania per la realizzazione di una Linea Pilota su chips con nuovi materiali, essenziali per automotive“, si legge nella nota sulla microelettronica della Strategia italiana. “L’annuncio di oggi è coerente con quanto stiamo facendo sin dall’insediamento di questo Governo con un piano nazionale sul settore, oramai in piena attuazione. Oggi l’Etna Valley diventa protagonista nel futuro dell’innovazione tecnologica”.

Non solo Catania per gli investimenti strategici

“In questo contesto – ha evidenziato il ministro – rientrano anche la creazione della fondazione ChipsIT di Pavia e l’annuncio a marzo di un investimento di 3,2 miliardi da parte della società di Singapore Silicon Box per un sito produttivo nel Nord Italia. Ecco, con l’annuncio di oggi, arriviamo dunque a un totale di circa 8,3 miliardi di euro messi a terra in Italia nel settore, ma andremo oltre. Puntiamo a 10 miliardi entro l’anno, perché crediamo che l’Italia possa essere competitiva nelle tecnologie green e digitali”. Una strategia per la quale, come sottolinea Urso, “Urso ha ribadito come “sarà sempre più importante lavorare in sinergia con la Commissione con cui stiamo stringendo un rapporto, anche in chiave G7, che ci porta a una comunanza di vedute sulla strategia del continente sui semiconduttori”.

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Business, Lavoro, Ambiente, Legalità e Sicurezza. FocuSicilia ha l'obiettivo di raccontare i numeri dell'isola più grande del Mediterraneo. Valorizzare il meglio e denunciare il peggio, la Sicilia dei successi e degli insuccessi. Un quotidiano che crede nello sviluppo sostenibile di una terra dalle grandi potenzialità, senza nasconderne i problemi.

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