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Superbonus 110%, un incubo per le aziende. Resta il problema crediti

Il Parlamento ha nuovamente modificato la norma per il credito d'imposta al 110%, eliminando di fatto la responsabilità delle banche in eventuali truffe. Ma ormai il tempo potrebbe non bastare per chi ci ha puntato, come spiega l'architetto Mario Caruso, delegato dall'Ordine etneo in tema di bonus edilizi

Da grande promessa di rigenerazione del territorio, a incubo per tecnici e aziende. Sembra questa la parabola del Superbonus 110%: la misura come noto mette totalmente a carico dello Stato gli oneri di ristrutturazione degli edifici per il miglioramento delle prestazioni dal punto di vista energetico. E in Sicilia a fine agosto 2022 erano quasi 3 miliardi gli euro da investire in lavori totalmente a carico della misura. Ma le cose, come puntualmente denunciato nel corso del 2022 da tecnici e imprese, sono sempre più complicate. A bloccare il meccanismo è stato soprattutto il cambiamento del sistema della cessione del credito, passato da un sostanziale “assegno circolare” a un sistema che prevede la cessione solo tramite gli operatori finanziari accreditati, e per un’unica volta. La cessione multipla è poi ritornata, ma con l’introduzione della responsabilità delle banche in eventuali truffe. La norma è stata modificata proprio nelle scorse ore, con l’introduzione nella legge di conversione del Decreto Aiuti bis (il numero 115/2022) di due modifiche all’articolo 14 del precedente omonimo Decreto Aiuti, il numero 50 del 2022, che aveva introdotto le limitazioni. Ai nuovi commi “1 bis 1” e “1 bis 2”, vengono di fatto eliminate le responsabilità degli istituti di credito sia per il Superbonus che per le altre agevolazioni edilizie. Riaprendo, potenzialmente, il mercato della compravendita dei crediti d’imposta.

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Gli ultimi dati di Enea sull’utilizzo del Superbonus 110 per cento in Sicilia

Truffe: “Solo pochissime per il Superbonus”

Il nuovo decreto aiuti aggiunge, di fatto, solo poche parole all’impianto precedente, con la responsabilità solidale delle banche solo “nel caso di dolo e colpa grave”. Una assicurazione non da poco per gli istituti di credito, punibili così solo nel caso di oggettiva e dimostrata responsabilità. “Ma non è detto che basti per sbloccare la situazione, anche perché i tassi di interesse sono aumentati molto in questi mesi, e un credito potrebbe essere rivenduto non più al 110 ma anche a meno del 90 per cento”, commenta l’architetto Mario Caruso, delegato per la Transizione Energetica e Bonus dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Catania. Dall’introduzione nel maggio del 2020, si sono succedute “quasi trenta modifiche di normativa, finalizzate alle possibili truffe che, guardando i numeri dell’Agenzia delle Entrate, sono state a oggi solo di circa 143 milioni su oltre 20 miliardi di lavori già eseguiti. Una inezia”.

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Nel computo delle truffe anche gli altri bonus

Caruso esplicita un problema di fondo nella diffusione dei dati sul Superbonus, una misura "nata già con un bassissimo rischio per lo Stato, anche perché per operare le asseverazioni i professionisti dovevano dotarsi obbligatoriamente di una assicurazione con beneficiario lo Stato". La confusione, soprattutto sui numeri delle truffe, è quindi legata non tanto al Superbonus, ma "agli altri bonus, come quello facciate ed ecobonus, che anche in assenza di asseverazioni e obblighi hanno usufruito comunque del sistema di credito d'imposta". Da qui, secondo quanto spiegato dall'architetto Caruso, i numeri esorbitanti circolati sulla stampa, ovvero 5,6 miliardi di euro di truffe ai danni dello Stato: "Relativamente al Superbonus sono pochissime", conferma.

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Lavori in forte crescita nell'ultimo anno

Nonostante le difficoltà create dai continui cambi normativi, che hanno portato anche alle richieste di istituti come Deloitte di "prove video" a conferma delle asseverazioni dei tecnici, il Superbonus sembra però essere ancora una misura molto richiesta. Dai dati ufficiali di Enea, l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile che ne gestisce le pratiche, le asseverazioni in un anno sono cresciute in tutta Italia dalle 37 mila dell'agosto 2021 alle oltre 243 mila dell'agosto 2022, per un totale di investimenti ammessi a detrazione cresciuto da 5 miliardi e 685 milioni agli oltre 43 miliardi di un anno dopo. In questo quadro la Sicilia "pesa" per due miliardi e 970 milioni di euro di lavori già ammessi a detrazione (erano 387 milioni di euro un anno prima), e il numero di asseverazioni è cresciuto costantemente nel corso dei mesi, passando da 2.751 a 16.743. Poco sotto la media italiana è invece il numero di "lavori conclusi ammessi a detrazione", ovvero il 68,3 per cento contro il 70,7 per cento a livello nazionale, pari a due miliardi e 27 milioni di euro. Ma questi dati non bastano a raccontare la realtà di imprese e professionisti, che nonostante i crediti riconosciuti non possono cederli: secondo una stima di Cna a fine giugno 2022 nella sola Sicilia i crediti riconosciuti da rimborsare erano ancora oltre mezzo miliardo, un terzo del valore totale dei lavori conclusi.

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A rischio soprattutto i lavori sulle unifamiliari

Così Caruso chiarisce ulteriormente una situazione paradossale: "Nonostante le dieci modifiche in otto mesi del 2022, la situazione sembrava essersi sbloccata con la cosiddetta quarta cessione del credito, che consente nuovamente alle banche di cedere il credito a un proprio cliente. Ma a luglio una circolare dell'Agenzia delle Entrate ha introdotto la possibilità per le banche di essere accusati di omissione di controllo, cosa non presente nella norma", racconta Caruso. L'interpretazione ha quindi ulteriormente complicato il quadro per le imprese, che avevano già crediti certificati da enti terzi. Di fatto "la modifica legislativa di questi giorni viene solo dall'esigenza di superare questa interpretazione dell'agenzia delle Entrate, che poteva ritirare la circolare". La modifica dovrà comunque scontrarsi anche con i tempi strettissimi: se per i condomini c'è ancora oltre un anno per la conclusone dei lavori, per le unifamiliari, che solo in Sicilia rappresentano a oggi la maggior parte degli interventi (oltre 11 milia asseverazioni), e circa 1,3 miliardi di euro di importo totale dei lavori, i tempi sono più stretti. "La scadenza per lo Stato avanzamento lavori è stata prorogata al 30 settembre, ma resta il termine del 31 dicembre 2022 per la fine dei lavori", conclude l'architetto Caruso.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Catanese, mai lasciata la vista dell'Etna dal 1984. Dal 2006 scrivo della cronaca cittadina. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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