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Terme, il piano regionale dietro l’acquisto di Acireale

Deciso l'acquisto delle strutture che, insieme a quelle di Sciacca, rappresenteranno il fulcro del nuovo sviluppo termale in Sicilia

La Regione siciliana ha approvato il “Programma di sviluppo del turismo termale” in Sicilia per cui l’impianto di Acireale, insieme al complesso di Sciacca, saranno gli elementi costitutivi. Questo significa che la Regione ha deciso di acquistare e provvedere alla riapertura e valorizzazione di entrambe le strutture. “Con questa iniziativa vogliamo restituire al territorio acese un bene che ha una valenza storica e turistica inestimabile. Dopo anni di abbandono, gli impianti in Sicilia potranno tornare ad essere un punto di forza e un motivo di attrazione per il turismo termale. Investiremo in questo progetto strategico che ci consente di diversificare e destagionalizzare l’offerta turistica, con evidenti benefici per il territorio”, è il commento del governatore Nello Musumeci.

Acquisto possibile per la legge regionale 20 del 2016

Il programma è stato approvato nella riunione di giunta dello scorso 4 settembre a seguito della relazione dell’assessore dell’Economia Gaetano Armao che ne ha seguito l’iter istruttorio. Grazie all’approvazione del programma, si potrà procedere all’acquisto, con mutuo, delle Terme di Acireale spa secondo quanto consentito dall’articolo 2 della legge regionale numero 20 del 29 settembre 2016. Una scelta nata dalla volontà di rimpossessarsi del complesso ormai da molti anni abbandonato a se stesso e ai vandali e puntare allo sviluppo del turismo termale in Sicilia, in crisi dagli anni ’90. Le potenzialità, secondo gli amministratori regionali, ci sono. La sfida, inoltre, rappresenta un’opportunità sia dal punto di vista occupazionale che di attrattività del territorio siciliano.

La gestione delle terme

In passato ci sono stati due tentativi di vendita da parte dei commissari liquidatori, ma sono andati entrambi deserti. Adesso vuole diventarne proprietaria la Regione pagandolo meno dei 13 milioni di euro determinati quale volere del complesso dall’agenzia del Demanio. “L’amministrazione regionale, su disposizione della giunta regionale, potrà avviare una trattativa privata, con il supporto anche dell’ufficio legale, come suggerito dalla stessa Agenzia del Demanio, ciò consentendo, come primo risultato, l’acquisizione di un immobile a costo inferiore al valore accertato”, come si legge sul documento di giunta. Una volta acquisiti i beni in liquidazione di Acireale e Sciacca, la Regione vorrebbe affidare la gestione in concessione tramite procedure di evidenza pubblica. La locazione sarebbe gratuita per i primi tre anni.

Opportunità di destagionalizzazione

“Grazie alla volontà di destagionalizzare l’offerta turistica, il turismo termale può conoscere un nuovo sviluppo, offrendosi come complemento del turismo balneare”, scrive l’assessore all’economia della Regione, Gaetano Armao, nella sua relazione. Un obiettivo che si vuole raggiungere pensando a una strategia di promozione che sappia integrare diverse componenti: “dalla cure e prevenzione delle malattie, alla promozione del vivere sano e bene, inclusi la gastronomia, il relax, il divertimento, lo sport, distinguendo tra prodotto specifico e prodotto integrato e complementare rispetto agli altri turismi”, scrive ancora Armao.

I numeri

Dalla regione hanno stimato un mutuo con Cassa depositi e prestiti, con tasso fisso, che permetterebbe di pagare l’investimento in circa 19 anni con rate mensili da poco più di 320 mila euro. Una spesa che secondo l’assessore Armao “non determina, nel breve-medio termine, un onere a carico della Regione dal momento che, mettendo a valore il ritorno dell’investimento, questo può soddisfare l’investimento stesso”. Diversi i fattori considerati ritorno per la Regione. Innanzitutto i canoni di affitto che se ne potrebbero ricavare sia dal Palace hotel Terme di Acireale, quasi 540 mila euro, sia dai 4 locali commerciali nello spazio del centro polifunzionale, circa 50 mila euro, che dalla collocazione di una antenna Vodafone per 18 mila euro. Il flusso minimo stimato ammonta a poco più di 607 mila euro. Ci sono poi, le prestazioni sanitarie che difficili da quantificare, fanno considerare sottostimati i flussi finanziari ipotizzati.

Desirée Miranda
Desirée Miranda
Nata a Palermo, sono cresciuta a Catania dove vivo da oltre trent'anni. Qui mi sono laureata in Scienze per la comunicazione internazionale. Mi piace raccontare la città e la Sicilia ed è anche per questo che ho deciso di fare la giornalista. In oltre dieci anni di attività ho scritto per la carta stampata, il web e la radio. Se volete farmi felice datemi un dolcino alla ricotta

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