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L’appello dei tour operator: la crisi vale 100 milioni

Sono trenta le agenzie che si occupano di incoming: portare i turisti dall'estero in Sicilia. Per ripartire, attendono già l'estate 2021. I voucher garantiti dal governo, però, scadranno prima

Lotta agli abusivi, più programmazione, e voucher di rimborso validi fino al termine del 2021. Sono le proposte fatte da trenta tour operator a governo regionale e albergatori con due lettere inviate negli scorsi giorni. Negli appelli, dal titolo #ripartiamoinsieme, ribadiscono il proprio ruolo, fondamentale, nella promozione del territorio siciliano. Sono, infatti, professionisti specializzati in incoming, portare i turisti dall’estero alla Sicilia. “Ci occupiamo sia di leasure, il gruppo viaggi classico, che di mice, ovvero gli eventi aziendali e congressuali”, spiega Anna Maria Ulisse, presidente regionale di Assoviaggi e titolare dell’agenzia Ulisse con sedi a Catania e Palermo.

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La proposta agli alberghi: voucher validi tutto il 2021

Il settore turistico è stato il primo ad essere colpito dalla crisi economica da coronavirus, con il blocco delle gite scolastiche. Un settore “con il quale noi non lavoriamo” specifica Ulisse in rappresentanza dei 30 tour operator, 25 dei quali siciliani, ma che ha anticipato di poche settimane “la cancellazione totale della stagione 2020”. Tra i primi provvedimenti del governo per rispondere alla crisi di un settore azzerato, c’è stato proprio quello di creare un voucher per i turisti. “La validità di un anno, però, a noi non cambia nulla. La stagione turistica in Sicilia inizia praticamente ad aprile, e finisce a ottobre”. Il turista straniero, che tipicamente gira l’intera isola, dall’Etna alle principali città d’arte, passando per le proposte enogastronomiche e arrivando al mare, insomma, non tornerebbe mai nel corso dell’inverno in Sicilia. Un vero e proprio “circuito, che coinvolge quattro o cinque alberghi per un tour di otto giorni. Per questo ci siamo rivolti agli albergatori, chiedendo di fare valere i voucher per le caparre normalmente non rimborsabili fino alla fine del 2021”.

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Le richieste alla Regione: coordinamento, e no abusivi

L’appello dei tour operator non si ferma però agli alberghi. Chiedono alla Regione siciliana un vera e propria riforma del sistema turistico. Caratterizzato, si legge nella lettera rivolta al presidente della Regione e titolare ad interim dell’assessorato ai Beni Culturali Nello Musumeci, oltre che agli assessori Manlio Messina (Turismo), e Girolamo Turano (Attività produttive), da “mancato coordinamento anche nella promozione”. Il fulcro del problema evidenziato nell’appello è però una moltitudine di soggetti che, senza l’autorizzazione di legge da tour operator, organizzano gite e viaggi. La lettera cita “categorie quali alberghi, guide turistiche, autoservizi e persino parrocchie oggi illegalmente promotori di turismo organizzato, impoverendo in tal modo le opportunità di lavoro che negli anni abbiamo già visto depauperate dal web e dalla disintermediazione”.

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La “valuta estera” in Sicilia vale in euro centinaia di milioni

Il valore aggiunto andato perduto è difficile da calcolare, ma l’impatto è certamente “da centinaia di milioni”. I 30 tour operator firmatari dell’appello contano circa 500 dipendenti, per un fatturato complessivo da 100 milioni. Una cifra alla quale aggiungere l’indotto. “Siamo nel mercato internazionale realtà medio piccole, ma la mia agenzia – prosegue Ulisse -, ha da sola 15 dipendenti e un fatturato di 4 milioni. Aggiungiamo a questo che per un tour di 8 giorni diamo lavoro almeno a 5 guide locali, a un pullman a un accompagnatore, a sei o sette ristoranti, oltre che agli alberghi”. All’elenco delle attività direttamente definite dai tour operator si aggiungono “le aziende vinicole che fanno degustazioni, i locali per le serate organizzate, gli autonoleggi”. E senza considerare gli acquisti nei negozi. Per ogni singola persona che viene in Sicilia c’è quindi “un grande indotto che non si vede. Siamo noi a portare la ‘valuta straniera’ in Sicilia, portando qui i turisti”, conclude Anna Maria Ulisse.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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