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Tracollo del trasporto aereo: perso un milione di passeggeri

A marzo le persone che hanno preso un aereo nell'isola sono state 200 mila in totale, oltre l'80 per cento in meno sul 2019. La perdita peggiore per l'aeroporto di Comiso: meno 95 per cento

Il settore che ha subito più di tutti la crisi da coronavirus è il trasporto aereo. Numeri alla mano è Istat ad affermarlo, con un nuovo rapporto nel quale si evidenzia un calo dell’85 per cento su base nazionale rispetto al 2019. A rischio, secondo l’istituto di statistica, oltre nove miliardi di fatturato, ma soprattutto 20 mila lavoratori di 190 imprese, quasi tutti dipendenti. I dati sono stati raccolti da Assaeroporti sui voli passeggeri nel mese di marzo, il primo del lockdown dovuto all’epidemia da Covid-19, e messi a raffronto con lo scorso anno. E, in una Sicilia che vede gli aeroporti di Comiso e Trapani chiusi dal 15 marzo, i pochi voli quotidiani rimasti disponibili per gli spostamenti urgenti negli scali di Catania e Palermo portano il totale dei passeggeri in Sicilia poco sopra quota 200 mila: dodici mesi prima erano quasi un milione in più.

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A Comiso perso il 95 per cento dei passeggeri

A Fontanarossa a marzo 2020 i passeggeri in transito sono stati 119 mila, in calo del 81,8 per cento rispetto ai 650 mila del marzo 2019. Un risultato, percentualmente, simile a quello del Falcone Borsellino di Punta Raisi, che si ferma a 84 mila passeggeri, in flessione di poco meno dell’82 per cento rispetto ai 460 mila di dodici mesi prima. Dati ben peggiori, anche a causa della chiusura forzata da metà mese, sono invece quelli di Comiso e Trapani. Nello scalo ibleo sono stati appena 3 mila e 71 passeggeri a marzo, contro i 62 mila del 2019, un calo del 95 per cento. Birgi ha visto invece un calo meno severo: 88 per cento per cento, con 4 mila e 371 passeggeri, mentre un anno prima erano oltre 40 mila. La flessione è comunque inferiore alla media nazionale: in Italia a marzo inviaggiatori in totale sono stati 2 milioni, in calo dell’85 per cento rispetto gli oltre 13 milioni di 12 mesi prima. E proprio il 2019, come sottolineato dai dati Assaeroporti, era stato particolarmente positivo per il settore in Italia, con una crescita del 4 per cento. In Sicilia Palermo aveva guadagnato il 5,9 per cento, Palermo il 2,9. Da sottolineare poi come nel marzo 2019 Comiso aveva più che raddoppiato i passeggeri rispetto a un anno prima: più 118 per cento, dovuto all’apertura di nuove tratte per il nord Italia.

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Movimenti merci, una flessione meno severa

Meno severo, se confrontato ai passeggeri, è invece il calo nel settore cargo: meno 66,6 per cento su base nazionale. Il dato, come sottolineato da Istat nella sua relazione, è comunque ben più drastico rispetto al trasporto di beni via terra e via nave per via delle misure restrittive particolarmente severe adottate, e non era prevedibile. I primi due mesi del 2020 sono infatti stati più che positivi, con un incremento anche nei movimenti merci superiore all’uno per cento, mentre il settore passeggeri continuava la propria crescita intorno al 4 per cento come nell’anno precedente. Quello che Istat definisce un “crollo improvviso e verticale del settore” ha visto in Sicilia particolarmente vulnerabili, ancora una volta, i piccoli aeroporti di Comiso (meno 88 per cento, con solo 54 movimenti cargo), e Trapani (meno 74 per cento, con solo 116 movimenti). Relativamente meglio fa Catania, con mille e 584 movimenti, ovvero un calo 66,9 per cento in linea con la media nazionale, mentre Palermo si ferma a mille e 365 movimenti, un calo del 60 per cento sul 2019.

Turismo internazionale e voli, un rapporto diretto

Istat sottolinea infine come il settore aereo sia stato, nell’ultimo decennio, in forte e continua espansione, passando dai 7 milioni e 700 mila passeggeri totali del gennaio 2009 agli oltre 12 milioni del gennaio 2020. Una crescita che è andata di pari passo con quella delle presenze dei turisti stranieri nelle strutture ricettive. Una indagine Eurostat sui viaggi e le vacanze dei residenti nei 27 Paesi dell’Unione europea conferma che nel 2018 oltre la metà (il 51,5 per cento) dei viaggi all’estero per scopi personali e lavorativi era realizzato utilizzando l’aereo e che tale quota era cresciuta di ben 4 punti percentuali in soli due anni. Evidenze che per l’istituto di statistica, oltre a confermare come il turismo internazionale e il trasporto aereo siano fortemente correlati, sottolineano come dopo l’arrivo del Covid-19 entrambi i settori siano sposti al rischio di vedere pesantemente ridimensionate le proprie prospettive di crescita nel breve e medio periodo.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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