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Treni siciliani, da gennaio ’23 aumento del 10%. Tratte e servizi restano al palo

L'aumento delle tariffe, previsto dal Contratto di servizio, era stato bloccato dal governo Musumeci per il 2022, su richiesta dei pendolari. Da inizio anno l'incremento è stato riproposto, ma la situazione economica è ancora peggiore. E l'offerta langue

Un aumento del prezzo del biglietto del 10 per cento, scattato da gennaio 2023. Senza nessuna spiegazione da parte di Trenitalia, che gestisce il servizio ferroviario nell’Isola, e nemmeno dalla Regione siciliana, che con l’azienda ha sottoscritto un contratto decennale. “I cittadini pagheranno di più, in compenso i chilometri treno disponibili sono rimasti gli stessi. Anzi, le tratte sono diminuite”, denuncia a FocuSicilia Giosuè Malaponti, presidente del Comitato pendolari siciliani. “Dal 23 dicembre scorso e fino al cinque gennaio diverse linee sono state soppresse e sostituite con navette bus, creando seri disagi all’utenza”, aggiunge Malaponti. L’auspicio è che “questo disservizio termini per l’Epifania”, anche perché “non è chiaro se le corse in autobus costino più o meno di quelle in treno”. Eventuali extracosti, sottolinea il presidente, “ricadrebbero come sempre sulle spalle dei cittadini”. Questioni che il Comitato ha posto all’assessore regionale ai Trasporti Alessandro Aricò, “che però, nelle sue uscite, non ha mai affrontato il tema del trasporto su ferro”.

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Cosa prevede il Contratto di servizio

La questione dell’aumento dei biglietti ferroviari si trascina da tempo. A prevederli è l’articolo 14 del Contratto di servizio regionale 2016/2027, che ha fissato un incremento del 10 per cento per gli anni 2020, 2022 e 2024. L’adeguamento delle tariffe, si legge nel documento, “contribuisce all’equilibrio economico del presente Contratto e, pertanto, qualora la Regione deliberi di non effettuarlo, la stessa si impegna a compensare i minori ricavi individuando le risorse necessarie”. Proprio quello che è successo lo scorso anno, spiega Malaponti. “A dicembre 2021 abbiamo chiesto al governo Musumeci di azzerare l’aumento, facendo presenti i disagi dell’utenza in un periodo reso già difficile dalla pandemia”. La risposta della Regione è arrivata con la delibera di Giunta 563/2021, che ha disposto “la sospensione dell’incremento tariffario dal primo gennaio 2022, compensando i minori ricavi con l’adeguata rimodulazione del Piano Economico Finanziario”.

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“Aumento del 37,5% in pochi anni”

Da quel momento, secondo il presidente del Comitato, non ci sono altre notizie. “Non sappiamo se la Regione ha compensato Trenitalia, se l’incremento è stato spostato sull’anno successivo, se è stato raggiunto un accordo diverso”. Quel che è certo è che “la situazione economica di quest’anno è ancora peggiore rispetto al 2022”, e in oltre l’aumento “sarebbe seguito a ruota da un altro, il primo gennaio 2024, come previsto dal Contratto di servizio”. Le tariffe, aggiunge Malaponti, sono salite molto negli ultimi anni. “Considerando gli aumenti previsti nel contratto “Ponte” 2015/2016 e nel contratto decennale 2017/2026, parliamo del 37,5 per cento”. Un incremento ben superiore a un terzo, che per il rappresentante dei pendolari non ha comportato un miglioramento corrispondente del servizio. Il trasporto su ferro in Sicilia rimane “deficitario rispetto alle necessità dell’utenza, sia a livello di chilometri treno che di servizi a bordo”.

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Le richieste dei pendolari siciliani

Sul primo fronte, secondo Malaponti, “i chilometri treno sono fermi a quota 10,9 milioni, in leggera crescita rispetto agli anni passati, ma ben al di sotto di quanto necessario”. Per garantire gli spostamenti, infatti, “servirebbe un aumento di almeno due o tre milioni di chilometri, per effettuare un servizio cadenzato nelle dorsali, nei nodi di Messina, Catania e Palermo e in quei territori dove il trasporto ferroviario è del tutto inesistente”. Da questo punto di vista, sottolinea inoltre il presidente del Comitato, “non si capisce perché la Regione abbia concesso 25 treni pop in comodato d’uso gratuito a Trenitalia, visto che quest’ultima non ha incrementato le tratte”. Sul fronte dei servizi, infine, il contratto di servizio non sarebbe rispettato. “Per dirne una, la connessione gratuita a internet in modalità Wi-Fi prevista dall’articolo 17 è del tutto assente dai treni siciliani. Vorremmo sapere dall’assessore Aricò quando sarà attivata”, conclude Malaponti.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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