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Tumori: in Sicilia uccidono di più. Al colon-retto, seno e cervice i più letali

"Fin dai primi confronti nazionali del 1997, la sopravvivenza nel Sud Italia ed in Sicilia è risultata inferiore al resto dell’Italia": i dati dell'Atlante sanitario regionale, che è il riferimento principale del settore e riporta le informazioni dei cinque registri attivi nell'Isola

In Sicilia si sopravvive meno ai tumori rispetto al resto d’Italia, ma il trend di mortalità è in diminuzione. Emerge dall’Atlante sanitario della Regione Siciliana, secondo cui “fin dai primi confronti nazionali del 1997, la sopravvivenza nel Sud Italia ed in Sicilia è risultata inferiore al resto dell’Italia. Questa differenza si è confermata anche quando la rete dei registri è diventata al Sud più rappresentativa”. Secondo dati Airtum (Associazione italiana registri tumori) ripresi dall’Atlante, “per tutti i tumori (esclusa la cute) il Sud presenta un deficit di sopravvivenza di tre punti percentuali sia per gli uomini che per le donne. Per molti tumori la sopravvivenza in Sicilia è coerente con il valore medio italiano, per uomini e donne assieme questo vale per i tumori della testa e del collo, fegato, colecisti, pancreas, corpo dell’utero, rene, vescica, cervello, tiroide, linfomi di Hodgkin, mieloma e per le leucemie”. Le differenze sono maggiormente concentrate in quei tumori oggetto di screening: colon-retto, mammella femminile e cervice uterina. “Inoltre – si legge sempre nel report – valori inferiori della sopravvivenza si osservano per tumori che pur non essendo oggetto di programmi organizzati di screening risentono della diversa intensità di interventi di diagnosi precoce, questo può essere il caso del melanoma e della prostata”.

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Tassi di sopravvivenza, si nota un miglioramento

I confronti restano però ancora indicativi. I dati ufficiali non sono recenti e del resto i registri dei tumori in Italia e soprattutto al Sud fino a qualche anno fa non avevano ancora una vasta copertura. In Sicilia invece è coperto il cento per cento del territorio regionale, con dati raccolti ed elaborati costantemente soprattutto negli ultimi dieci anni. Cinque i registri regionali popolati di dati sui tumori e ciascuno comprende più province. C’è poi un “Registro tumori tiroidei” (2002-2006) mentre il report più recente in assoluto è il “Registro regionale del mesoteliomi” del 2021. Questa evoluzione nella raccolta dei dati è stata accompagnata anche da innovazioni nelle metodologie e nella casistica utilizzata negli studi collaborativi con l’Airtum per la valutazione della sopravvivenza. Premessa indispensabile, precisa l’Atlante, prima esprimere un concetto determinante, ovvero che nel tempo la sopravvivenza “sia nel Sud che in Italia fa notare un miglioramento, in entrambi i sessi e per tutte le sedi tumorali esaminate”.

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La mortalità segue l’andamento dell’incidenza

Anche la mortalità, determinata dal rapporto tra l’incidenza di nuovi casi e la sopravvivenza, vede tassi standardizzati che decrescono, in uno scenario europeo, man mano che ci si sposta verso Sud. I tumori per i quali è “attesa una minore mortalità nel Sud”, si legge nell’analisi regionale, sono quelli allo stomaco (-22 per cento uomini e -14 per cento donne), colon-retto (- dieci per cento uomini), pancreas (-20 per cento), polmone tra le donne (-30 per cento), melanoma (-18 per cento e -14 per cento), rene (circa -25 per cento) e linfomi non-Hodgkin (-20 per cento). Dove l’incidenza è superiore al Sud ci aspettiamo che a parità di prognosi anche la mortalità sia superiore al Sud”. Per il tumore della prostata l’eccesso osservato di mortalità non è dovuto alla Sicilia che ha valori di mortalità inferiori a quelli medi italiani e “anche per la mortalità per tumore della vescica per gli uomini, la Sicilia ha valori prossimi a quelli medi italiani e di molto inferiori a quelli della Puglia e soprattutto della Campania ai quali va soprattutto attribuito il valore elevato del pool Sud”. Infine, anche per la tiroide i tassi di mortalità siciliani “sono inferiori alla media italiana, mentre quelli della Calabria, circa doppi dei siciliani, hanno presumibilmente spinto verso l’alto il tasso complessivo della macro area. Gli andamenti della mortalità non presentano, in generale – prosegue l’analisi regionale – situazioni opposte a quelle medie nazionali. Ciò che si osserva, piuttosto, è una fase epidemiologica anticipata in Italia rispetto alla Sicilia, anche in termini d’incidenza, che lascia immaginare in Italia quello che in Sicilia osserveremo in futuro”.

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Tumori delle donne: trend ancora stabile

Nel complesso per il totale dei tumori nelle donne il trend è in Sicilia ancora stabile mentre in Italia in riduzione. “In parte può aver contribuito l’andamento del colon-retto che è stabile in Sicilia (così come nell’Italia meridionale e insulare). Tra le donne si segnala un aumento della mortalità per tumori delle vie aereo digestive superiori, inoltre i trend per la mammella mostrano un andamento ancora piatto mentre in Italia è iniziata una fase di decremento. Aumenta la mortalità per melanoma (così come nel centro Italia) e tumori del rene tra gli uomini siciliani mentre è stabile nella media italiana”. Il coordinatore della Rete oncologica siciliana (Reos, informazioni e documenti consultabili sul sito della Regione, “Costruire Salute”) ha fatto sapere a FocuSicilia che anche il comparto dei Registri tumori è tra le attività sulle quali si sta maggiormente puntando.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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