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Il turismo cresce in tempo di crisi. “Grazie al brand Sicilia”

L'economia dell'isola è in calo, ma i visitatori non accennano a diminuire. Giuseppe Cassarà di Federturismo invita però a "non dormire sugli allori"

Economia in calo, disoccupazione ai massimi storici e una emigrazione che ha portato la Sicilia a perdere oltre 100 mila abitanti in un anno. Ma mentre i siciliani scappano, i turisti aumentano. Secondo il recente rapporto di Banca d’Italia sulla Sicilia, il turismo è l’unico settore in crescita, proprio grazie alla clientela internazionale. Palermo fa registrare un 10,3 per cento di aumento, così come la Ragusa di Montalbano che tocca il 13,2 per cento. Dati che per Giuseppe Cassarà, presidente di Federturismo Sicindustria hanno una spiegazione semplice: “In due parole: il brand Sicilia”.

“Sicilia brand che funziona. Ma non dormiamo sugli allori”

Per l’albergatore – suoi il grand hotel Wagner di Palermo e il Florio park hotel di Cinisi –, “quest’Isola è uno scrigno che racchiude beni di valore inestimabile che si chiamano natura, cultura e enogastronomia. Questo è il brand Sicilia”. Caratteristiche uniche che permettono “anche in un momento non floridissimo di avere una buona tenuta nel mercato nazionale e internazionale. Questo non significa, però, dormire sugli allori. Per sostenere la crescita – prosegue Cassarà – è necessario gestire tutto con una visione, anche economica, d’insieme: una sola dorsale coordinata attraverso una strategia unica. Cosa che in Sicilia, attualmente, non c’è”.

La proposta: una Authority regionale per il turismo

Come sottolineato dal presidente di Federturismo Sicilia, l’attuale politica turistica della Regione siciliana è infatti divisa tra ben sei assessorati: attività produttive, agricoltura, turismo, beni culturali, formazione e territorio e ambiente, con altrettanti dipartimenti. “Per questo – ribadisce Cassarà -, sarebbe utile un coordinamento inter-assessoriale, con lo schema dell’Authority o con altre più informali. Ma chiediamo una effettiva organicità della progettazione ed attuazione delle politiche di sviluppo che rispondano in modo essenziale alla natura complessa del brand Sicilia”.

Nonostante AirBnB e irregolari, gli investimenti crescono

L’economia è in crisi e manca un coordinamento, ma il turismo è cresciuto in maniera costante. E tra i dati del rapporto di Banca d’Italia emerge come i posti letto tra il 2000 e il 2017 siano aumentati del 60 per cento, a un ritmo doppio rispetto alla media italiana. Il numero di posti totali rimane però sotto la media nazionale. E nonostante il forte aumento di turisti che si rivolge a soluzioni come AirBnb, per Cassarà non significa necessariamènte che ci sia ancora spazio per altre strutture. “Spesso alle statistiche ufficiali sfugge il dato del sommerso che, in questi anni, ha drogato il mercato a danno delle imprese. Ma il mondo è cambiato ed è in continuo divenire per cui occorre adeguarsi ai nuovi standard e anche ai nuovi modelli di competizione. Un imprenditore è sempre per il libero mercato, ma un mercato non regolamentato crea solo caos e concorrenza sleale. Ma nonostante questo – prosegue Cassarà – viviamo comunque un momento di fermento per il comparto: ci sono importanti investimenti che si stanno materializzando ad esempio a Palermo. Solo per fare qualche nome, penso a Rocco Forte con Villa Igiea, al fondo Alebris che sta ristrutturando il grand hotel Des Palmes, ai francesi di B&b hotels che hanno acquistato l’hotel Sole o, ancora, alla famiglia Giotti di Firenze che ha rilevato l’Excelsior”.

15 milioni di turisti. E un mercato per la crescita: la Cina

Gli investimenti sembrano essere supportati dai numeri: secondo i dati di Federturismo, oggi in Sicilia ci sono circa 15 milioni di presenze annue, quanto Malta. “Abbiamo però un problema di stagionalità – aggiunge Cassarà – con l’attività concentrata nei 180 giorni tra aprile e ottobre, con una evidente sottoutilizzazione degli impianti. Si devono valorizzare gli altri ‘turismi’ diversi da quello estivo sea-sun-sky“. Primo obiettivo è naturalmente il turismo culturale “che ha una naturale tendenza a distribuirsi in tutti i periodi dell’anno. Ma – prosegue -, è quanto mai opportuno garantire una attenzione massima al turismo di alta fascia, ossia quello disposto a spendere molto e attento alla sostenibilità del territorio. In quest’ottica rientra anche il rapporto con la Cina su cui Sicindustria, grazie anche alla rete Enterprise Europe network di cui è partner, lavora da anni e che presenta un enorme potenziale per il futuro: nel 2020 l’Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni unite (Unwto) stima che i cinesi dotati di passaporto saranno 250 milioni, facendo della Cina il primo Paese per numero di turisti al mondo. Una occasione che non possiamo perdere”, conclude il presidente di Federturismo Sicindustria.

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Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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