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Turismo, per Ragusa vent’anni di “effetto Montalbano”

Il commissario di Andrea Camilleri ha donato alla provincia iblea una notorietà internazionale. E dalla prima messa in onda l'incremento di visitatori ha toccato l'85 per cento

Salvo Montalbano, il commissario dell’immaginaria Vigata creata da Andrea Camilleri, è stato dalla prima messa in onda il 6 maggio 1999 un ambasciatore della Sicilia turistica, mostrata a centinaia di milioni di spettatori in ogni angolo del mondo. E se lo scrittore, morto a 93 anni, ha spesso dichiarato che la città protagonista delle vicissitudini del poliziotto interpretato da Luca Zingaretti era ispirata alla suo paese d’origine, Porto Empedocle, nell’immaginario collettivo Vigata corrisponde ai luoghi visti nel serial televisivo. La provincia di Ragusa, con Donnalucata, Ibla, Marina di Ragusa, Scicli, la fornace Penna di Sampieri e soprattutto la casa di Montalbano nella frazione marinara di Santa Croce Camerina Punta Secca, sono diventate in Italia e all’estero i simboli di una Sicilia da scoprire. Con conseguenti effetti positivi sul turismo.

Sicilia, in quattro lustri più 35 per cento di presenze

Analizzando i flussi negli ultimi 20 anni, pubblicati dall’assessorato regionale al Turismo su elaborazione dei dati Istat, l’intera Sicilia è stata protagonista di un positivo aumento di visitatori, con presenze passate dagli 11 milioni e 204 mila del 1998 ai 15 milioni e 135 mila del 2018, un incremento del 35 per cento. Vent’anni nei quali i 32 episodi hanno scandito un aumento anche negli arrivi in Sicilia, con un incremento di 1 milione e 500 mila turisti, ovvero il 45 per cento dai 3 milioni e 436 mila del 1998 ai quasi 5 milioni al termine del 2018 (4 milioni 998 mila, per la precisione).

Boom del ragusano: 85 per cento di turisti in più

E se il dato dell’Isola è estremamente positivo considerando l’intero arco temporale delle avventure del commissario più amato dal pubblico televisivo, l’andamento del turismo nel ragusano è anche migliore. Nel 1998 le presenze registrate nel territorio, sia alberghiere che extralberghiere, erano appena 612 mila, contro 1 milione e 137 mila presenze al 31 dicembre 2018. L’incremento, dell’85,6 per cento, è accompagnato da una presenza media di 3,6 giorni, rimasta pressoché invariata nel corso di questi quattro lustri di Montalbano, e un incremento degli arrivi che tocca il 141 per cento, passando dai 129 mila del 1998 ai 312 mila dello scorso anno.

“Effetto Montalbano”? Una suggestione suggerita dai dati

All’interno della serie numerica si notato però delle forte variazioni annuali. La prima già nel 1999, anno della prima messa in onda del commissario, che ha visto rispetto all’anno precedente un incremento delle presenze di quasi 57 mila unità, il 9,3 per cento. L’anno record è però il 2016, che ha visto 1 milione e 263 mila presenze registrate sul territorio e una permanenza media di ben 5,8 giorni. Un incremento, sull’anno precedente fermo a 849 mila presenze, che ha raggiunto il 48,8 per cento. E l’ipotesi che l’effetto Montalbano, con la messa in onda di due nuovi episodi nel 2016 dopo due anni di pausa, abbia influito sulla performance turistica resta pur nella totale assenza di evidenze una tesi suggestiva nel giorno della morte del grande scrittore Andrea Camilleri.

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Leandro Perrotta
Trentasei anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Da quindici scrivo della cronaca di Catania, e da due anni sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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