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Conti e racconti d'impresa

Ulissux, per navigare in incognito. “La sicurezza in rete è un diritto”

Oscurare il proprio comportamento online non è solo roba da hacker. Significa scegliere quali dati mettere in rete. L'idea del catanese Salvo Mannanici ispirata al primo uomo anonimo narrato: Ulisse

La vendita dei dati personali è uno tra i business più grandi al mondo. C’è anche chi investe nel senso opposto: la loro protezione. Una scelta garantita dal Gdpr, il regolamento europeo sulla protezione della privacy. Navigare in incognito è una scelta, non un’attività da hacker. Non è detto infatti che si abbia per forza qualcosa da nascondere. Con il sistema operativo made in Catania chiunque può navigare oscurando i propri dati personali. Anche chi non è esperto. Salvo Mannanici, co-fondatore, ci racconta la storia di Ulissux. Cinquantaquattro anni non ancora compiuti, una laurea in Economia e Commercio, una lunga esperienza professionale come responsabile prima e manager poi nel commerciale. Dopo si è convertito al digitale, in tutte le sue varianti. Si definisce un piccolo imprenditore, umile idealista e padre amorevole.

Come è nata la business idea di Ulissux?
Nell’autunno del 2018 subii un reato informatico attraverso un virus che bloccò l’accesso sul mio dispositivo e causò una massiccia perdita di dati e informazioni, alcuni indispensabili per il mio lavoro, altri ad uso esclusivamente personale e privato. Iniziai a riflettere su cosa volesse dire e fu qui che si accese la scintilla.

Ovvero?
Mio fratello mi parlò della possibilità di poter navigare il web in modo anonimo, privatamente, sfruttando un sistema (Tor) che permette di far rimbalzare le informazioni che trasmettiamo attraverso diversi nodi (computer, server e router), garantendo la loro non tracciabilità grazie alla crittografia, evitando così che qualche malintenzionato possa spiare le nostre attività e i dati sensibili che inseriamo nei vari form (registrazione, login etc.).

Un modo alternativo per eludere la riconoscibilità?
Navigare oscurando le proprie attività non vuol dire aver qualcosa da nascondere; piuttosto, controllare quali particolari della nostra vita desideriamo tenere per noi e quali invece vogliamo condividere con il resto del mondo. Siamo convinti che la sicurezza informatica debba essere considerata un servizio di pubblica utilità. Da questa riflessione ebbe inizio la nostra storia.

Il nome Ulissux non è stato scelto a caso.
È nato pensando al primo caso di anonimato narrato tra i miti della nostra cultura, ovvero Ulisse, l’uomo che, quando Polifemo gli chiese chi fosse, rispose: “Il mio nome è Nessuno!”. Essendo questo sistema basato su Debian/GNU Linux, abbiamo combinato i due nomi “Ulisse” e “Linux” dando origine ad Ulissux, conferendo un doppio significato alla desinenza UX: distribuzione Linux e “User eXperience”.

È un’evoluzione di ciò che facevate prima oppure è un progetto ex novo?

Ulissux è il primo passo verso un’evoluzione più articolata e globale per consentire a qualunque utente di oscurare il proprio comportamento online. Abbiamo investito due anni di studi e test per riuscire a creare un sistema con l’obiettivo di far vivere un’esperienza d’uso del computer e di Internet in sicurezza e soggetta solo a regole di buon senso.

Ci dà qualche specifica tecnica?
Questo sistema converte il web in uno spazio più sicuro dove, anche chi non ha competenze informatiche, finalmente potrà: oscurare le attività svolte con il computer e le tracce della navigazione in Internet; preservare i dati personali; non rivelare il proprio indirizzo IP, MAC Address, DNS e altro, aggirando gli strumenti di tracciamento e di profilazione; impedire di rivelare la posizione geografica evitando pedinamenti online; controllare la presenza di software malevoli; eludere la censura e accedere ai siti bloccati da governi e ISP.

Quanto ha influito sulla fattibilità del vostro progetto l’entrata in vigore della normativa sul GDPR?
Anche nella dichiarazione dei diritti in Internet è stato preso in considerazione il diritto all’anonimato specificamente trattato all’articolo 10/1, nel quale si evidenzia la possibilità per l’utente di utilizzare sistemi che proteggano l’anonimato ed evitino la raccolta di dati personali. Il GDPR supporta questa ideologia ed avvalora i principi base del nostro progetto, cioè evitare la divulgazione di dati personali senza il diretto consenso dell’utente.

In cosa vi differenziate rispetto ai competitors?
Per evitare errori umani, Ulissux lavora solo ed esclusivamente utilizzando il circuito Tor, mentre altri sistemi permettono di operare con software che non sfruttano tale circuito, aumentando il rischio della perdita di anonimato. Un’altra differenza è la semplicità di configurazione che avviene tramite due semplici click del mouse. Inoltre Ulissux permette una serie di funzioni, tra cui modificare l’hostname (nome computer); escludere (quando possibile) i Paesi che monitorano il traffico Internet senza compromettere l’accesso alle informazioni cercate; eliminare file e cartelle scrivendo ripetutamente informazioni nulle che ne cancellano definitivamente l’esistenza.

I grandi colossi dell’online, che sul traffico e sulla tracciabilità dei dati fondano i loro guadagni, vi renderanno la vita difficile?
Certamente, anche perché esistono delle partnership tra loro. Raccolgono e condividono le informazioni, quindi è sicuro che i nostri dati finiscano in qualche data center che li elabora profilando l’utente per conoscerne abitudini e preferenze. Inoltre vengono sperimentate e utilizzate tecnologie sempre più avanzate che sfruttano le debolezze dei software per fare in modo di bypassare eventuali sistemi di protezione. Lo dimostra il fatto che, in anonimato, non è possibile utilizzare molti social network o servizi legati a questi colossi perché non possono prelevare informazioni, loro principale fonte di guadagno.

Quali sono i prossimi passi della vostra azienda?
Ulissux lo consideriamo il nostro punto di partenza. Ci siamo concentrati nel voler costruire un ecosistema, per le persone che hanno a cuore il proprio futuro digitale. Stiamo lavorando su un altro importante progetto, una periferica hardware che avrà lo scopo di anonimizzare il traffico di qualunque dispositivo.

Da chi è formato il team di Ulissux e quali sono le competenze?
Le persone sono Christian Viglianisi, ingegnere informatico; Giovanni Alfano, graphic designer; mio fratello Maurizio Mannanici, ideatore e sviluppatore dei progetti informatici ed io Salvo, responsabile commerciale e marketing. Nella nostra prospettiva di crescita uno dei principali obiettivi è poter creare nuova occupazione.

Catania si conferma una piazza vivacissima sul versante dell’informatica. Da cosa dipende secondo lei tutto ciò?
Vivo a Catania da quando sono nato ed ho assistito all’evoluzione di numerose iniziative imprenditoriali, alcune delle quali hanno raggiunto un grande successo. Non mi stupisce che questa città sia la culla di promettenti imprenditori, che motivati anche da un desiderio di “riscatto” sociale, formano un tessuto imprenditoriale costituito da persone intraprendenti, capaci, coraggiose e dotate di uno forte spirito di inventiva.

In cosa vi aspettate che l’ecosistema delle start up di Catania possa risultare utile alla crescita di Ulissux?
Ci aspettiamo l’apertura verso nuove opportunità di dialogo e collaborazione con altre imprese del panorama locale e nazionale. Abbiamo svolto un duro lavoro ed affrontato grandi sacrifici per promuovere il nostro progetto e attraverso la condivisione vogliamo presentare le nostre idee d’impresa a coloro che potrebbero supportarne la crescita, apportando innovazione e valorizzando il made in Italy, soprattutto nel nostro settore.

Un suggerimento che si sente di dare ad un giovane informatico catanese, anche studente al limite?
Se dovessi dare un suggerimento ai giovani che vogliono introdursi nel mondo imprenditoriale, direi che l’unica strada che può portarli dove desiderano è quella tracciata dall’impegno costante, dal sacrificio, dalle relazioni costruttive e dalla condivisione, senza mai abbattersi quando qualcosa non va per il verso giusto. Noi di Ulissux facciamo il tifo per loro, sono sempre avanti, vanno veloci e sono inarrestabili.

Rosario Faraci
Rosario Faraci
Rosario Faraci è Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese all’Università degli Studi di Catania e tiene gli insegnamenti di Principi di Management, Marketing, Innovation and Business Models. È delegato del Rettore aIl’Incubatore di Ateneo, Start-up e Spin-off, presidente del comitato scientifico di Start Cup Catania e consigliere nazionale dell’associazione PNI Cube. E’ stato Visiting Professor di Strategic Management alla University of Florida. È giornalista pubblicista dal 1987.

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