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Vacanze, confronto tra Grecia e Sicilia: “L’Isola costa circa duemila euro in più”

Conviene fare le vacanze in Sicilia? Il rapporto qualità prezzo è giusto? Il livello dei servizi giustifica il costo di una vacanza? Per il lettore Blochin Cuius La risposta è "decisamente no"

Nelle ultime settimane diverse testate online hanno ripetutamente postato degli articoli dai quali emerge una lamentela generalizzata sull’aumento dei prezzi nel ragusano, in particolare a Marina di Ragusa. Come in ogni polemica che si rispetti, c’è chi conferma che l’aumento dei prezzi è inaccettabile e chi dice che il prezzo sia giustificabile. Questo tema è a me molto caro, sia perché Marina di Ragusa è stata per me e la mia famiglia per anni la meta standard per le vacanze in Sicilia, sia perché nella mia vita precedente, ho avuto una splendida esperienza lavorativa proprio a Ragusa e ho conosciuto migliaia di ragusani, per cui credo di poter dare un’opinione fondata. Faccio una premessa dovuta: questa è una mia opinione personale per cui non ho la pretesa di avere la verità in tasca, ma sia per la il mia esperienza internazionale come turista e come professionista, credo di avere i mezzi per poter argomentare la mia tesi e sono sempre disponibile al confronto.

Conviene fare le vacanze in Sicilia?

Punto di partenza: il mio punto di vista è quello di un turista che vuole farsi 18 giorni di vacanze al mare in famiglia, quindi quattro persone, due adulti e due bambini. A questa configurazione si aggiungono altre due persone, quindi un totale di sei. Credo che sia una configurazione abbastanza comune, per cui il mio caso può fungere da metro di paragone per tante famiglie. Parto dalla conclusione finale: conviene fare le vacanze in Sicilia? Il rapporto qualità prezzo è giusto? Il livello dei servizi giustifica il costo di una vacanza in Sicilia? La risposta è decisamente no. Ma facciamo un passo alla volta: innanzitutto, come ho spiegato in maniera più completa nel video dedicato alla pizza di Briatore, non esiste un prezzo giusto, ma esiste l’incrocio tra domanda e offerta, per cui se qualcuno è disposto a pagare un prezzo X per un bene o servizio, quello sarà il prezzo giusto. Per cui, se qualcuno è disposto a pagare 60 euro per una pizza o 45 euro per un ombrellone, quello sarà il prezzo giusto. Ma se ragioniamo in termini di sistema e non di singola transazione, bisogna analizzare più variabili e mettersi nei panni del consumatore medio, che al giorno d’oggi ha tante opzioni, può informarsi via internet e soprattutto in tempi di crisi, ha un budget limitato.

Mare stile San Lorenzo

Tornando all’esempio della mia famiglia, il mio scopo era quello di farmi 18 giorni al mare, in un appartamento con giardino e spazio per i bambini (quindi giochi, piscina gonfiabile, etc) doccia esterna per evitare di sporcare casa quando si torna dalla spiaggia, parcheggio interno e all’ombra e soprattutto accesso diretto al mare, senza bisogno di attraversare la strada. Per quanto riguarda la spiaggia, volevo avere un mare stile San Lorenzo, tutta l’infrastruttura di beach bar, ombrelloni, lettini, docce, etc, perché venendo da fuori, voglio avere meno bagagli possibile. Per darvi un’idea del tipo di appartamento, considerate Case Iblee o Pomelia a Marina di Ragusa e come mare appunto San Lorenzo. Il confronto nel mio caso è Marina di Ragusa contro Amolofi in Grecia, che si trova vicino kavala, in quel tratto di mare compreso tra l’isola di Thassos e la penisola del monte Athos. Per intenderci, quello che si vede nelle pubblicità della Grecia.

Servizio di alto livello

E ora vediamo la differenza in termini budget, voce per voce: Biglietto dell’aereo: Stoccarda Catania, a parità di data, costava 350 euro a persona, andata e ritorno. Stoccarda Kavala, 320. A occhio, questo prezzo è simile se si viaggia dal nord italia, per cui questo confronto vale anche per il pubblico italiano. Differenza: 120 euro. Fra le altre cose, sia l’aeroporto di Kavala che quello di Thessaloniki sono gestiti da Fraport e sono estremamente moderni ed efficienti, puliti e offrono un servizio di alto livello. Una cosa sfiziosa: al checkin puoi prendere gratis la bustina per i liquidi che oltre ad essere brandizzata, ha pure il manico. una piccola attenzione per il consumatore che costa 3 centesimi, ma che nel complesso della customer experience, fa. E in aeroporto la bottiglia di acqua da mezzo litro costa 50 centesimi. Una volta atterrato, serve il taxi. Partendo dalla Germania non ho l’opzione di arrivare a Comiso, ma sono costretto ad viaggiare su Catania, per cui si aggiungono 150 euro a tratta per il taxi, contro i 60 che pago da Kavala o che pagherei da Comiso. In Grecia il prezzo del taxi per le tratte intercittadine è esposto sul cartello, per cui non c’è trattativa o possibilità di fregatura. Fra le altre cose, il taxi ha il pos per la carta di credito e non ho chiesto se accettassero o meno carta di credito. Ho pagato e basta. Quindi aggiungiamo 90 euro per tratta, che fanno 180 euro. Siamo a 300 euro.

Le case in Grecia e in Sicilia

Casa: In Grecia ho avuto una casa di ca. 80 mq climatizzata, con tv, internet, Netflix, due stanze da letto, divano letto nel salone cucina dove dormivano i bambini, giardino con alberi, giochi, doccia e wc supplementare fuori, posto auto all’ombra e vista sul mare, con accesso diretto alla spiaggia e senza strade da attraversare. Prezzo per il periodo dal 29 Luglio al 16 agosto: 120 euro al giorno, da dividere in 2, quindi 60 euro al giorno per il mio nucleo familiare. Totale: 1.060 Una location equivalente, per lo stesso periodo a Marina di Ragusa, che possa ospitare comodamente 2 famiglie e con tutte le comodità che ho avuto in Grecia, costa 1500 euro la settimana che sono 214 euro al giorno. Facciamo 200 per semplificare, moltiplichiamo per 18 e dividiamo per due. Totale 1800, per cui aggiungiamo la differenza di 740 all’extrabudget e siamo già a 1040 euro.

Consumazione obbligatoria

Adesso vogliamo andare in spiaggia e mi servono due ombrelloni e quattro lettini. La spiaggia di Amolofi è la classica spiaggia di quelle che si vede nelle cartoline e possiamo considerare un testa a testa con San Lorenzo. A San Lorenzo, la prima fila costa 45 euro al giorno, altrimenti in tutta la costa il prezzo medio è 25 euro, quindi prendiamo questa tariffa come riferimento. 25 x 2 x 18= 900 euro. In Grecia, nella spiaggia in cui ero io, l’ombrellone e i lettini sono gratis e c’è solo la consumazione obbligatoria. I beach club sono molto belli e curati, hanno tutti i servizi come si deve, hanno anche il dj, fra le altre cose, proprio nel mio beach club, il primo sabato è venuta Korolova, quindi grandi nomi internazionali. I prezzi: un frappè costa 4.50 euro e ti danno anche una bottiglietta di acqua a corredo, una birra in bottiglia cinque euro, la cola 3,50 euro, l’hamburger con le patatine 8.50, l’insalatona di couscous o con il pollo 9 euro, quindi diciamo che nella somma, prezzi onesti per un beach club e noi spendevamo circa 30 euro al giorno, però ti risparmi il fastidio di cucinare, pulire, etc.

Gastronomia siciliana imbattibile

Al netto di cibo e bevande, dobbiamo aggiungere i 900 euro dei lettini al budget, per cui siamo a 1.960 euro. Avendo a disposizione la cucina, i supermercati e le varie gastronomie, l’aspetto del cibo quotidiano può andare in pari con Marina di Ragusa. A voler essere onesti, qui Marina vince a mani basse, perché almeno sul lato gastronomia, non ci batte nessuno. Qui mi permetto di fare pubblicità gratuita al Duke, al panificio San Giuseppe o al Delicatessen se andate a Ragusa alta. Ma se vogliamo andare al ristorante, anche qui incidiamo sul budget. C’è da fare una considerazione: quando si parla di ristoranti, non si può mai fare un confronto 1 a 1, perché ci sono tanti fattori da considerare: location, livello dell’arredamento, servizio, materie prime, etc. L’altro fattore è che in Grecia generalmente si prendono tante portate e si condivide, per cui non si ha il classico piatto per la singola persona. Ma volendo fare un paragone tra la classica trattoria greca della mia zona di riferimento e quella nostrana, quindi costiera ragusana, in Grecia, mangiando un misto di verdure, formaggi, carne e pesce e bevendo acqua e vino locale, siamo a 15 massimo 20 euro a persona. Per una cosa equivalente sia in termini di quantità che di qualità, in Sicilia credo che spenderesti almeno 30 euro a persona. Ma volendo calcolare solo 10 euro a persona, per due uscite alla settimana e quattro persone, e siamo ad altri 240 euro che si aggiungono all’extra budget. Siamo a 2.200 euro.

Pulizia e sicurezza

Per semplificare faccio un altro sconto e scendo a 2.000 euro di differenza. Ora la domanda che ci dobbiamo porre è: per una famiglia “normale” come può essere la mia e credo ce ne possano essere tante, vale la pena spendere 2000 euro in più a parità di fattori? Per me, la risposta è decisamente no. E poi se proprio vogliamo calcare la mano, ci sono altri fattori che per me sono fondamentali. Pulizia: in Sicilia, appena esci dall’aeroporto, fino ad arrivare a qualsiasi destinazione, hai una discarica a cielo aperto che è degna dei paesi del terzo mondo e non di una destinazione premium. La Grecia, pur essendo più povera dell’Italia e altrettanto corrotta, perché i politici greci come corruzione sono una razza e una faccia con noi, è pulita. Tu non trovi assolutamente immondizia per strada, la gente che fuma in spiaggia butta le cicche negli appositi contenitori e per me questo è un fattore importantissimo. Calcolando anche che siamo nel 2022 e ancora oggi si sta discutendo o meno se costruire i termovalorizzatori, noi rivedremo questo video nel 2030 e ancora staremo discutendo dell’immondizia e delle discariche a cielo aperto. Si accettano scommesse! Sicurezza e ordine pubblico: in Sicilia tu devi avere paura di scippi e rapine, se parcheggi la macchina non sai se la ritrovi o se ti manca qualche pezzo, in Grecia tu puoi stare tranquillo, lasciare le porte aperte, la borsa in spiaggia e sei sicuro che nessuno toccherà nulla, nessuno ti importuna. Questo è un fattore importantissimo, perché se subire un furto o un danneggiamento a casa tua è un trauma, figuratevi in terra straniera, dove ti ritrovi poliziotti che non parlano inglese, senza documenti, senza soldi…meglio evitare!

Differenze tra turista e visitatore

Per me, se una destinazione turistica vuole posizionarsi come premium e farsi pagare come tale, deve anche offrire un servizio premium. E il servizio premium deve iniziare nel momento in cui esci dall’aereo e finire nel momento in cui rientri. Se invece vuoi farti pagare come premium ma non offrire un servizio adeguato al prezzo, puoi fregare il turista una volta, sperando che al prossimo giro venga un altro turista da spennare. Ma questa tattica miope danneggia tutto l’ecosistema del turismo e fa si che la famosa frase “la Sicilia potrebbe vivere solo di turismo” rimarrà sempre una frase con il verbo al condizionale. Potrebbe, ma non ci riuscirà mai! Molti potranno ribadire che in ogni caso, se il posto è pieno di turisti, tutto va bene. Ma in realtà non va bene per nulla, per un paio di motivi molto semplici: innanzitutto bisogna fare la distinzione tra turista e visitatore. Se volete una spiegazione tecnica di questo concetto, vi consiglio il video di Ficarra e Picone (ponte sullo stretto), ma per farla breve, c’è una fetta di siciliani o proprio dell’entroterra ragusano che fa un calcolo: se devo andare fuori dalla Sicilia o dall’Italia, devo spendere x in voli o trasporto, per cui preferisco pagare un po’ di più in Sicilia, ma risparmio sul viaggio. Qui ci sono due fattori immediati: il primo è che chi è del luogo, spende di meno, sperimenta di meno, perché conosce il posto, non compra regali o souvenir. Tipo se io vengo da Comiso e vado a Marina di Ragusa, non porterò a casa il pensierino o manderò una cartolina. Probabilmente mi porto pure cibo e bevande da casa, nonché ombrelloni, stuoie, lettini, per cui anche questo è fatturato che manca sul posto. Al contrario, chi viene da fuori, oltre a spendere di più e contribuire all’economia del luogo sul momento, se scopre dei prodotti buoni e che lasciano una buona impressione, e poi rivede gli stessi prodotti a casa sua, li ricompra e li raccomanda. Quindi l’azienda siciliana si risparmia pure le spese di marketing all’estero.

L’opportunità della serendipità

Io ho un esempio eclatante proprio nella mia famiglia e nel mio giro di amici: quando mi sono sposato, ho organizzato una settimana di vacanze per 63 persone a Marina di Ragusa. I miei ospiti erano tutti stranieri. Uno degli ospiti ha conosciuto la salsa in bottiglia ed è rimasto sopreso per il format nella bottiglia della birra. L’ha assaggiata e si è innamorato del gusto. Io mi sono sposato nel 2015 e ancora oggi questo amico mio consuma la salsa in bottiglia Agromonte. Siamo nel 2022, quindi da sette anni Agromonte fattura con l’amico mio senza aver speso un euro di pubblicità in Germania. In teoria Agromonte dovrebbe pagarmi la commissione, ma oggi facciamo pubblicità gratis! Un altro esempio fresco fresco e riguardante la Grecia è mio figlio che si è fissato che nell’insalata di pomodoro vuole la feta. In realtà piace pure a me, per cui mi va bene, e anche io contribuirò all’economia greca comprando chili e chili di feta nei prossimi anni. Questi sono degli esempi banali che possono essere moltiplicati milioni di volte se crei l’opportunità della serendipità, dell’incontro casuale tra beni e servizi nostrani e potenziali acquirenti.

Una clientela fidelizzata

Poi rimanendo nel tema della serendipità, quando si incontrano persone di posti e culture diverse, nascono sempre belle cose, amicizie, amori, opportunità, scambio di idee, si impara dall’altro, per cui coccolare e fidelizzare il turista è sempre una scelta vincente e da preferire alla mentalità predatoria di spennare il pollo e aspettare il prossimo, perché prima o poi il giocattolo si rompe e poi sono lacrime e stridor di denti! Fra le altre cose esistono decine di studi e evidenza empirica a quintali che avere una clientela fidelizzata è molto più redditizio nel lungo termine che procurare sempre nuovi clienti. Forse un giorno questa cosa verrà capita anche in Sicilia, ma piano piano sto perdendo le speranze.

Blochin Cuius

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1 commento

  1. Parole santissime caro Blochin cuis, purtroppo chi la pensa in un certo modo è costretto ad emigrare al nord o all’estero e le decisioni rilevanti per la nostra Sicilia sono prese da chi ha il potere di farlo: imprenditori “furbi” e politici corrotti sostenuti da masse ignoranti che diventano sempre più numerose per la demolizione sistematica del sistema scolastico e l’abbandono dei migliori che contribuiscono al successo delle società di approdo. Qualcuno ha la ricetta per stoppare questo ciclo negativo e magari invertire la rotta ? G. D.

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