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Vigili del fuoco, situazione bollente: pochi, pagati tardi e carichi di lavoro

L'incendio in aeroporto rivela una serie di problemi: finiscono le ore di straordinario e i distaccamenti chiudono. Barbagallo (Usb Sicilia) denuncia arretrati non pagati: la stagione estiva 2022 e i buoni pasto del Consorzio autostrade siciliane

L’incendio che ha costretto alla chiusura l’aeroporto di Catania conferma le difficili condizioni in cui sono costretti a operare i Vigili del fuoco, soprattutto per la carenza di personale a disposizione. Domenica notte, proprio mentre scoppiava l’incendio nello scalo etneo, “il distaccamento Sud dei Vigili del fuoco di Catania, quello della zona industriale, era chiuso“, racconta Carmelo Barbagallo, coordinatore regionale del sindacato Usb Vigili del fuoco Sicilia. Il presidio, cioè, più vicino geograficamente alla scena del rogo, aveva di fatto chiuso i battenti. Niente uomini disponibili, perché le ore di servizio e di straordinario erano state tutte ‘consumate’ nel corso dei turni precedenti. Così, sono dovuti intervenire subito uomini degli altri distaccamenti.

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Niente personale, chiude il distaccamento

“Il distaccamento Sud ha chiuso l’anno scorso 70 volte – prosegue Barbagallo – e parliamo di un presidio che serve un’area critica come la zona industriale. Domenica sera, durante l’incendio in aeroporto, il distaccamento era chiuso per carenza di personale. Gli uomini erano stati inviati ad Adrano e nel presidio centrale di Catania per dare supporto con un’autobotte, altre due squadre erano state inviate il giorno prima a Randazzo“. In pratica, il personale viene smistato tra i vari distaccamenti territoriali a seconda delle necessità. Un evento può richiedere più ore di servizio rispetto al turno standard (che è di 12 ore, seguito dai riposi), così scattano gli straordinari. Quando i vigili del fuoco in dotazione al distaccamento hanno completato tutte le ore possibili, tra servizi ordinari e straordinari, il distaccamento si può ritrovare a corto di personale operativo. Così, chiude fin quando lo stesso personale, dopo i turni di riposo, riprende servizio.

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Mancano 300 uomini in Sicilia, 80 solo a Catania

“Domenica sera – racconta Barbagallo, intervenuto insieme ai colleghi per fronteggiare l’emergenza in aeroporto – è stato coinvolto il distaccamento centrale di Catania, al quale si sono aggiunte squadre da Paternò. Sul posto c’erano autobotti e un carro aria. Era già partita anche una squadra da Acireale, che è stata fatta rientrare perché nel frattempo era stato già domato l’incendio e non si poteva scoprire ulteriormente il territorio”. Questi problemi si ripetono quotidianamente, secondo quanto riferisce il sindacalista che ha già segnalato più volte in Prefettura la gravità della situazione: “In forza al distaccamento Sud dovrebbero esserci 33 unità di personale – spiega – ma ce ne sono solo 24. In generale, in ogni distaccamento mancano otto uomini”. Una carenza di personale di 300 uomini in tutta la Sicilia, 80 solo a Catania. L’organico attuale è composto da 2.900 uomini. “Serve richiamare personale e le ore finiscono in maniera celere. Lunedì mattina, in aeroporto, ho dovuto aspettare un’oretta perché racimolassero qualcuno per garantire i turni”. Va precisato che c’è una squadra che presidia costantemente l’aeroporto, ma “si occupa di primo intervento nella zona esterna, cioè sulla pista aeroportuale, che non può restare sguarnita. Durante l’incendio, la squadra è intervenuta subito, ma dall’esterno. Anche in aeroporto servirebbero mezzi più idonei, personale, una sede migliore”.

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Aspettando ancora gli arretrati dell’estate 2022

Ci sono delle differenze nelle ore di straordinario che i vari Comandi possono autorizzare. “A Catania ci sono poche ore di straordinario: 800 in quattro turni, per tre mesi. Sono già finite. A Palermo invece sono distribuite in modo abnorme e di ore se ne contano 3.300. Catania è un Comando trattato male“, commenta Barbagallo, che ricorda anche la questione degli arretrati. “I compensi della campagna estiva 2022 ancora non sono stati corrisposti, parliamo di somme di un milione di euro” che rientrano nella convenzione tra la Regione Siciliana e il Corpo dei Vigili del Fuoco. I vigili aiutano nello spegnimento degli incendi estivi, con squadre specifiche dislocate sul territorio (non uomini in più, ma gli stessi impegnati su più turni), pagate dalla Regione che però è in ritardo di quasi un anno. Inoltre, “dobbiamo percepire anche i buoni pasto della convenzione con il Cas, Consorzio autostrade siciliane, fatta quattro anni fa e ora non più attiva, per garantire la prevenzione nelle gallerie autostradali, come a Roccalumera o nel Palermitano. L’ultimo pagamento è stato fatto tre mesi fa, ma ancora aspettiamo i buoni pasto”, riferisce il sindacalista.

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Picco di alte temperature, crescono le difficoltà

Ecco cosa c’è alle spalle di quegli uomini in divisa che affrontano le fiamme sempre con grande professionalità, seppur con risorse spesso insufficienti. Ecco quali sono i motivi per cui a volte i camion a sirene spiegate tardano ad arrivare o i centralini hanno difficoltà a rispondere a tutte le chiamate. Adesso, nei dieci giorni estivi in cui si annuncia un picco di alte temperature, non si può escludere che questi problemi si accentuino. Già nei giorni scorsi molti episodi hanno riguardano la provincia etnea, con numerose squadre di Vigili del fuoco impegnate sul campo. “Finché non c’è vento – spiega Barbagallo – tutto si allevia. Ma è con il vento e le alte temperature che nascono i problemi, con le faville incandescenti che portano l’incendio anche a 100 o 200 metri di distanza. Noi così non possiamo andare avanti, credo che presto saremo costretti a dichiarare lo sciopero“.

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Agostino Laudani
Agostino Laudani
Giornalista professionista, nato a Milano ma siciliano da sempre, ho una laurea in Scienze della comunicazione e sono specializzato in infografica. Sono stato redattore in un quotidiano economico regionale e ho curato la comunicazione di aziende, enti pubblici e gruppi parlamentari. Scegliere con accuratezza, prima di scrivere, dovrebbe essere la sfida di ogni buon giornalista.

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