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Fillea e Cgil sull’ex Ove

La camera del Lavoro etnea, insieme al sindacato dei lavoratori edili, chiede chiarezza su fondi e tempi per la nuova destinazione in museo dell'ex ospedale Vittorio Emanuele di Catania

“Per la realizzazione del Polo museale nei vecchi locali del Vittorio Emanuele di Catania, auspichiamo tempi brevi, chiarezza sulla provenienza dei fondi da destinarsi ma anche un incontro con la Presidenza della Regione”. La Cgil e la Fillea Cgil di Catania prende atto della notizia della nascita del futuro Museo dell’Etna e della Vulcanologia nei locali del vecchio ospedale Vittorio Emanuele di Catania, e dunque della relativa acquisizione della Regione e della firma di convenzione, ma chiede tempi brevi per la realizzazione del nuovo Polo e “condivisione del progetto con le forze sociali e ovviamente con i cittadini del territorio, i diretti interessati alle decisioni che saranno prese”. 

Il rischio degrado per l’area

“Confidiamo nella celerità dell’iter, visto che il Comitato che era stato istituito nel 2018 non si riunisce da tempo, anche perché parte della struttura ospita ancora reparti ospedalieri. Ci preoccupa dunque che un immobile così ampio sito in una zona popolare, unitamente alla struttura del’ ex ospedale Santo Bambino, oramai quasi vuota, e dell’ex Santa Marta, possa diventare un nuovo ricettacolo di degrado nel cuore della città. Il rischio è dunque quello dell’abbandono in attesa che vengano eseguiti i lavori”. Cgil e Fillea Cgil di Catania, tengono a sottolineare che “ciò che oggi appare una semplice acquisizione da parte della Regione siciliana, domani rappresenterà di certo una grande mole di lavoro in edilizia e dell’indotto, nonché una vera attrazione turistica proprio in centro città. Restiamo infine in attesa dell’apertura del Polo museale di via Crociferi da parte del Comune di Catania, con distaccamento del Museo egizio”.

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Redazione
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