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Zes Sicilia orientale, “investiti già 55 milioni”. Gli industriali: rivedere le aree

Il punto sulla Zona economica speciale nel corso di un incontro alla presenza di associazioni di categoria, stakeholders e associazioni ospitato da Ance e Confindustria. La Sicilia è "una piattaforma logistica naturale", ma sulle aree si chiede la riperimetrizzazione

Nei primi mesi di attività, la Zes Sicilia orientale “ha già attirato investimenti per 55 milioni di euro”. Di questi, “ben 54 milioni si sono concentrati nel catanese, che copre 1.700 dei 3.600 ettari complessivi dell’area”. Sono i numeri snocciolati dal commissario Alessandro Di Graziano, nel corso di un incontro dedicato alla Zona economica speciale organizzato in collaborazione con Confindustria Catania, Cna Catania e l’Ordine dei Commercialisti etneo, ospitato stamattina presso la sede di Ance Catania. “La Zes della Campania, attiva da più tempo rispetto a quella siciliana, ha attirato finora investimenti per 300 milioni di euro. In proporzione, il nostro risultato è molto significativo”, ha aggiunto Di Graziano. A intervenire sulle potenzialità delle Zes rappresentanti degli industriali, dei costruttori, dei commercialisti e degli artigiani. A chiudere l’incontro, l’assessore regionale alle Attività produttive Mimmo Turano e il presidente della Regione siciliana nello Musumeci.

La strategia delle Zes

A illustrare le caratteristiche della Zona economica speciale il commissario Alessandro Di Graziano. La Sicilia orientale rappresenta “una piattaforma logistica naturale”, che la Zes si propone di potenziare “integrando la rete logistica, connettendo al meglio i porti con i territori e migliorando l’offerta delle aree retro portuali”. La parte orientale dell’Isola può inoltre contare “sul secondo mercato agritech Italia”, nonché su importanti stabilimenti “nell’ambito della farmaceutica e della tecnologia”. Il commissario ha inoltre sottolineato la presenza di tre poli industriali importanti – Milazzo, Priolo e Gela – ai quali la Zona economica speciale si propone di “dare una spinta energetica”. Per farlo la Zes Sicilia orientale metterà a disposizione lo Sportello unico digitale – attraverso il quale si potrà accedere alle particelle catastali e conoscere la disponibilità delle varie zone – ma anche opportunità fiscali come il credito d’imposta, i contratti di sviluppo e altre iniziative regionali.

Il tema della riperimetrizzazione

Il tema delle Zes non è slegato da quello dei fondi in arrivo. “Nei prossimi mesi ci saranno a disposizione circa 50 miliardi di euro, tra fondi europei e Pnrr”, ha detto il presidente di Confindustria Catania Antonello Biriaco. La Zona economica speciale può essere lo strumento per rilanciare il tessuto economico locale, “caratterizzato per il 90 per cento da piccole e medie imprese” ma che al contempo vanta “un’importante area portuale, un’importante industria manifatturiera e dell’alta tecnologia”. A sottolineare la necessità di una riperimetrizzazione della Zes Gaetano Vecchio, vicepresidente di Confindustria Catania. “Alcune aree andrebbero rimosse, mentre altre andrebbero inserite”. Un lavoro da compiere urgentemente, ha aggiunto Vecchio, “evitando particolarismi, con un pressing sulla politica da parte di tutti gli interessati”. Sul punto ha risposto il commissario Di Graziano. “Se qualcosa non dovesse funzionare ci porremo il problema, tra sei mesi, non tra due anni”, ha assicurato il commissario.

La posizione degli artigiani

A sottolineare l’importanza dello strumento per gli artigiani del territorio la presidente di Cna Catania Floriana Franceschini. Quello siciliano “non è un ambiente favorevole alle piccole imprese” a causa delle difficoltà legate “alla carenza nei servizi, nelle infrastrutture e nell’accesso al credito”. In particolare la burocrazia “è un laccio soffocante che non ci consente di crescere” mentre per quanto riguarda la pressione fiscale “il nostro territorio ha un record negativo”. Per la presidente di Cna Catania la Zona economica speciale potrebbe rappresentare una soluzione a questi problemi. “È importante che delle 69 Zes italiane due si trovino in Sicilia, questo deve darci la forza per portare avanti i nostri progetti”. La crescita delle pmi non è slegata da quella della grande industria, visto che esiste “un rapporto sinergico” tra grandi e piccole imprese. Per questo la presidente degli artigiani ha invitato ad attenzionare alcune situazioni complesse, “come quella della zona artigianale di Acireale, alle prese con gravi problemi burocratici”.

La sinergia con Irfis e Autorità portuale

Presente anche il presidente di Irfis, Giacomo Gargano, che ha sottolineato come l’istituto abbia avviato “un percorso di sostegno alle imprese siciliane, non solo sul piano finanziario, ma anche su quello dei servizi”. Irfis si muoverà in sinergia con i Commissari delle Zes, per fare in modo che diventino “volano per lo sviluppo del nostro sistema imprenditoriale”. In questo modo, ha aggiunto Gargano, le imprese italiane “potranno guardare alla Sicilia quale terreno di crescita”. Altra partnership importante quella tra Zes e Autorità portuale del Mare di Sicilia Orientale, come sottolineato dal dirigente Massimo Scatà. Quest’ultimo ha ricordato come le Zes “gravitino attorno ai porti di Augusta e Catania”, che hanno un ruolo strategico sia in chiave europea che mediterranea. A fornire altri dettagli tecnici Massimo Cartalemi, project manager della Zes Sicilia orientale e Alberto Maria Fichera, delegato tecnico giuridico per le Zes di Confindustria Catania dello studio legale Vocati.

Attrare investimenti esteri

A chiudere l’incontro l’assessore regionale alle Attività produttive Mimmo Turano e il presidente della Regione Nello Musumeci. L’istituzione delle Zes rappresenta “un risultato estremamente importante per lo sviluppo dell’economia regionale”, ma il percorso è soltanto all’inizio. “Non possiamo e non dobbiamo accontentarci, è fondamentale far funzionare le Zone economiche speciali per attrarre e consolidare gli investimenti esteri”. L’assessore alle Attività produttive ha ricordato il protocollo recentemente sottoscritto con Confindustria Sicilia, finalizzato proprio a supportare le imprese a capitale estero che investono in Sicilia. Le Zes, ha aggiunto Turano, rappresentano “la punta di diamante” della strategia anticrisi della Regione. “Si tratta di un’opportunità per la Sicilia di ritrovata centralità e attrattività per gli investitori esteri”. “Le Zone economiche speciali”, ha dichiarato il presidente Musumeci, “sono una opportunità strategica a disposizione di tutti, ma per essere raccolta ha bisogno delle imprese in grado di utilizzarla”.

Il ruolo della Regione

“Servono imprenditori vocati al rischio, competenti e strutturati, che producono merci richieste dal mercato”, ha aggiunto Musumeci. “Naturalmente dobbiamo considerare il contesto in cui le Zes si trovano ad operare in Sicilia, all’interno di un territorio dove la rete infrastrutturale non è mai stata pensata e realizzata in funzione delle imprese, come invece al Nord. Dobbiamo cambiare dunque approccio, anche culturale, per ottenere risultati concreti dalle Zes, che non dobbiamo guardare come la soluzione immediata di tutti i nostri problemi. La Regione si è data finalmente uno strumento di programmazione come il Piano industriale regionale, ma questa è una partita che si vince tutti assieme. Il governo regionale”, ha concluso il governatore, “è al fianco degli industriali per le iniziative già messe in cantiere, per quelle che prenderanno il via nei prossimi mesi e per quello che potremo avviare nel futuro”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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