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Zfm, comuni ricevuti all’Ars

Una rappresentanza dei sindaci dell'unione dei comuni delle Madonie è stata ricevuta all'assemblea regionale per discutere della legge sulle zone franche montane

Alcuni sindaci rappresentanti dell’unione dei comuni del comprensorio delle alte Madonie che ultimamente  hanno voluto intraprendere  in modo serrato la questione delle Zone Franche Montane (Zfm), sono stati ricevuti dalla commissione Attività produttive all’Assemblea regionale siciliana in un incontro che in una nota inviata alla stampa definiscono “positivo”. I sindaci, parte insieme ad associazioni e sindacati di un ampio comitato che richiede la votazione di un disegno di legge sul tema fermo dal 2015, hanno rimarcato “le difficoltà commerciali che stanno pian piano scomparendo e dunque a maggior ragione, una problematica che certamente non può passare inosservata”.

“La politica siciliana – prosegue la nota – ha interloquito questa mattina con la rappresentanza apposita che ha chiesto audizione per cercare di intraprendere un percorso univoco e risolutivo ad una questione che mette il territorio madonita con le spalle al muro”. Assieme a Pietro Macaluso, presidente dell’Unione dei comuni delle Madonie e sindaco del comune di Petralia Soprana, c’erano i sui colleghi Francesco Migliazzo di Gangi, Franco Calderaro di Castellana Sicula, Pier Calogero D’Anna di Bompietro e Calogero Puleo vice sindaco di Blufi. Con loro anche il rappresentante del comitato promotore della Zfm delle Madonie Giuseppe Cità. Dal lato regionale presenti  gli assessori all’Economia Armao e alle Attività produttive Turano che “hanno seguito e portato avanti l’interlocuzione con il territorio montano”.

Conclusioni? “Benevole alla fine della giornata, ma il tutto è però limitato alle poche risorse disponibili e, problema sempre legato a quei fondi che potranno essere reperiti da altri canali come quelli europei, che devono avere però il placet del governo nazionale. Commercianti vecchi e soprattutto nuovi che, vorrebbero avere delle agevolazioni fiscali tali da poter “respirare” e/o continuare o intraprendere nuove attività, con giovani che si scoraggiano nell’avventurarsi a mantenere il piccolo negozio di paese, vitale per l’economia delle Madonie. Disponibilità data dal governo regionale ma, come spesso accade il dio denaro dirà e darà la parola alle questioni in merito”, conclude la nota dell’unione dei comuni delle Madonie.

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Redazione
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