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Zona industriale di Catania, manca ancora il tavolo tra Regione e Comune

Annunciato a luglio, non si è insediato ad agosto. La visita istituzionale alla 3 Sun del ministro delle Imprese Adolfo Urso ha fatto incontrare l'assessore regionale Tamajo e il sindaco Trantino. Nonostante le comunicazioni ufficiali dopo 7 mesi non c'è ancora una data ufficiale

A luglio della scorsa estate a Catania l’assessore regionale alle Attività Produttive, Edy Tamajo, dopo l’incontro con il sindaco di Catania Enrico Trantino, aveva comunicato la convocazione di un tavolo operativo per la zona industriale di Catania da lì ad un mese. Un tavolo che a febbraio non è ancora stato convocato, mentre nel frattempo due vertici di Stato e governo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro delle Imprese e il Made in Italy Adolfo Urso, hanno percorso la zona industriale a distanza di una settimana l’una dall’altro. Senza un nuovo incontro tra Regione siciliana e Comune di Catania non sarà possibile programmare i promessi interventi sulla zona industriale. Interventi che comunque, come ha spiegato il sindaco Trantino, saranno finanziati con il Fondo di Sviluppo e Coesione. Quest’ultimo non è ancora stato approvato dalla regione nonostante faccia parte della programmazione partita nel 2021.

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Da una zona in ginocchio nasce il 19% del pil siciliano

Confindustria Catania, con l’ex presidente Antonello Biriaco, lo ha spesso ripetuto. Dalla Zona industriale di Catania proviene il 20 per cento del pil regionale. Era il 15 per cento nel 2020. Nei 1900 ettari di insediamento industriale, sono vicini ferrovia e aeroporto, ma arrivare al porto è complesso considerata la qualità delle strade. Non esiste un collegamento stabile alla città, considerata l’essenzialità della linea Amt. Mancano strade percorribili non solo per i tir ma per tutti. Mancano videosorveglianza, luci, indicazioni stradali. La zona industriale di Catania è da sempre soggetta ad allagamenti e quest’anno solo la siccità ha scongiurato il problema. In estate il forte caldo e la mancanza di scerbatura hanno reso necessaria l’evacuazione anche delle sedi ammnistrative di Sibeg a causa di un incendio. In questo contesto persistono realtà come St Microlettronics e aprirà tra qualche mese la 3 Sun Gigafactory. Quest’ultimo polo di produzione di pannelli fotovoltaici di ultima generazione che è scommessa del governo e dell’Italia per fare concorrenza alla Cina nel mercato europeo. In meno di due settimane la Zona industriale di Catania è stata percorsa dalla presidente Meloni e dal ministro Urso pur essendo uno dei centri meno ospitali della provincia. Urso ha visitato anche lo stabilimento di Fratelli Arena, altra impresa di riferimento tra gli oltre 300 che svolgono attività con i servizi ridotti al minimo. Vicino 3Sun c’è lo stabilimento di Leonardo. Vicino l’Innovation Lab di Enel, si trova Parmalat. La lista di eccellenze che continuano a scegliere la Zona industriale di Catana resta importante.

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La fase d’investimento doveva essere accelerata

“Con l’assessore Tamajo – aveva sottolineato il sindaco Trantino lo scorso luglio – abbiamo condiviso l’idea di accelerare la fase di programmazione dei lavori da compiere, anticipando ai primi giorni di agosto l’interlocuzione con i tecnici che dovranno stabilire gli interventi da eseguire per la soluzione ai problemi di natura idraulica“. Durante la recente visita del ministro Adolfo Urso a Catania il sindaco Trantino ha parlato però di “interlocuzioni provvisorie” avviate con la Regione. “Questa mattina abbiamo concordato con l’assessore Tamajo di vederci se non in settimana, la prossima settimana” ha aggiunto il sindaco Trantino. In attesa dell’incontro con i vertici regionali, l’amministrazione ha deciso di avviare un dialogo con le aziende che hanno sede alla Zona industriale per concordare il da farsi. “Nel frattempo non siamo rimasti fermi – ha evidenziato Enrico Trantino – abbiamo chiesto un contributo di idee alle imprese maggiori per creare una progettualità che ci possa essere d’aiuto a definire le priorità di intervento“.

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Fondi coesione per Pantano d’Arci. La Regione in ritardo

Il Comune di Catania ha proprietà e competenze per intervenire sulle reti idriche, le fogne, gli impianti di depurazione grazie alla concessione firmata con Irsap nel 2020. Può anche intervenire sul verde e potrà farlo in questo caso già con 1,5 milioni di euro messi a bando. Rispetto alle opere infrastrutturali, “una volta concordate le linee di intervento – ha specificato il sindaco di Catania – utilizzeremo il piano di Sviluppo e Coesione, ma non possiamo recuperare in due anni un problema frutto della difficoltà amministrativa degli ultimi 40 anni. Abbiamo intenzione di fare tanto – ha proseguito Trantino – e per questo ho mantenuto per me la delega alla zona industriale”. Il piano di Sviluppo e Coesione 2021 – 2027 non però è ancora stato approvato e la Regione siciliana è in ritardo. “Il piano sta per essere approvato dalla giunta regionale, quando questo avverrà potremmo individuare le risorse e collocarle per gli interventi”. L’amministrazione etnea ha però già ottenuto un finanziamento attraverso il vecchio sistema delle Zes. “Abbiamo 1,5 milioni di euro da utilizzare per la manutenzione del verde della zona industriale. Faremo lavori di scerbatura, poteremo alberi non curati da 30 anni. Ci sono distese immense da sistemare e poi passeremo alla piantumazione” ha spiegato l’assessore al Verde pubblico del Comune di Catania Salvo Tomarchio. “Siamo alle fase di espletamento della gara quindi tra due mesi potrebbero iniziare gli interventi”.

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L’assessore Tamajo: “Io in carica solo da un anno”

Stabiliremo una data per insediare un tavolo e individuare i problemi” ha dichiarato da Catania, ancora nel giorno della visita del ministro Urso, l’assessore alla Attività Produttive Edy Tamajo. In base alle dichiarazioni dell’assessore devono ancora essere “verificati i problemi che riguardano il territorio a Catania”. Imbeccato dalla stampa sulle note necessità della zona, Tamajo ha risposto: “Sono assessore da un anno. Ho trovato un po’ di problemi. Stiamo andando abbastanza veloci perchè abbiamo riqualificato diverse aree industriali della Sicilia nel corso di un anno. Come Termini Imerese a Palermo. Lavoreremo per riqualificare l’area industriale di Carini, per cui abbiamo avviato un percorso in tutta la regione. Mi sentirò con il sindaco Trantino domani (martedì 13 febbraio ndr) per dare agli industriali che operano a Catania decoro, strade, fognature, videosorveglianza. Il biglietto da visita importante”. Non c’è ancora una cronoprogramma dei lavori, in base a quanto comunicato l’assessore regionale alle Attività Produttive, che però spiega: “Lo stileremo alla prossima riunione”. Da quanto appreso non è stata stabilita ancora una data sulla convocazione del tavolo per la Zona Industriale di Catania promesso durante la visita alla 3 Sun.

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Chiara Borzì
Chiara Borzì
Sono una giornalista specializzata nei temi di economia, impresa, ambiente, cultura e sport. Attualmente dottoranda di ricerca e cultrice della materia di "Storia Contemporanea" presso l’Università degli Studi di Enna "Kore".

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