Lukoil di Priolo: “Americani interessati ad acquisirla”, scrive il Financial Times

Lukoil di Priolo: “Americani interessati ad acquisirla”, scrive il Financial Times

“Una società di private equity statunitense in prima linea per acquisire una raffineria Lukoil in Sicilia”. Lo scrive il Financial Times in unarticolo pubblicato ieri. Secondo quanto riportato dagli autori – Silvia Sciorilli Borrelli da Milano, David Sheppard e Tom Wilson da Londra e James Fontanella-Khan da New York -, la Crossbridge Energy Partners avrebbe trascorso 12 giorni per svolgere le verifiche necessarie all’investimento presso l’Isab di Priolo, citando “tre persone a conoscenza della situazione”. L’azienda americana, informa il quotidiano economico, “affiliata di Postlane Capital Partners, ha acquistato una vecchia raffineria danese da Shell nel 2021”. Le due società, Crossbridge e Lukoil, non hanno rilasciato al Financial Times commenti sull’ipotesi di vendita. Leggi anche –Priolo, sfuma l’area di crisi complessa. Per i lavoratori “serve garanzia statale” Isab, di proprietà dal 2008 del colosso russo Lukoil tramite la controllata con sede in Svizzera Litasco che la rilevò da Erg, è in Sicilia la prima società di capitali con sede nell’Isola per fatturato,superando i 2,5 miliardi di euro anche nel 2020, anno nel quale i ricavi si sono ridotti di oltre la metà sul 2019 a causa della pandemia da Covid-19. La società, come riportato sempre da Financial Times, “fornisce il 22 per cento del carburante stradale in Italia”, e nonostante impieghi direttamente solo mille persone è al centro del complesso sistema del petrolchimico di Priolo, con aziende interconnesse tra di loro e che pesa in Sicilia oltre che per quasi la metà dell’export anche per un totale di diecimila posti di lavoro. Leggi anche –Petrolchimico di Augusta, nel 2020 persi 5 miliardi. “Area di crisi o chiusura” Negli scorsi mesi l’invasione russa in Ucraina ha aggravato con le sanzioni economiche la situazione del polo, al quale è statonegato dal governo italiano lo status di “area di crisi industriale”, richiesta dalle imprese e dai sindacati insieme al governo regionale. Secondo il Financial Times la vendita potrebbe quindi essere una soluzione alla nazionalizzazione dell’impianto, ipotesi per ora non presa in considerazione dal governo Draghi uscente anche per quello che il quotidiano economico ritiene uno “stallo politico” ancora in atto in vista delle imminenti elezioni, riportando in merito anche una dichiarazione del ministro per la Transizione energetica Roberto Cingolani per cui la vendita “sarebbe l’ipotesi migliore”. La nazionalizzazione di “tre raffinere” è invece stata adottata dal governo tedesco. Un’ipotesi di vendita, mai concretizzata, era infine emersa nel settembre 2017. E, tra le società che hanno preso informazioni sull’acquisto, ci sarebbero sia il colosso olandese Vitol, che avrebbe anche contattato Crossbridge per una eventuale “offerta congiunta”, e anche la società energetica norvegese Equinor. La condizione, viste le problematiche potenziali di una trattativa diretta con una società russa, è che le trattative si svolgano sotto la regia del governo italiano.