Ponte sullo Stretto, dietro l’angolo espropri da centinaia di milioni di euro
Con ilPonte sullo Stretto, si riapre anchela partita degliespropri. Tra Sicilia e Calabria, ci sono più di310edificida demolire e unalistainterminabile con centinaia diparticellecatastaliche la società Stretto di Messina Spa dovrà acquisire. Proprietà private ma anche pubbliche e demaniali, dove sorgeranno letorrida 400 metri del Ponte, gliancoraggidei cavi di acciaio, glisvincolistradali, le infrastruttureferroviariee ogni altra opera necessaria. Per far questo bisognerà spazzare viaterreni, cabine elettriche, porzioni distrade, case evilletteda uno a sei piani, locali commerciali, persino duecappelledel cimitero messinese di Granatari. È tutto stabilito dal ‘vecchio’ progetto preliminare del Ponte sullo Stretto che risale al 2011. Tra le decine di elaborati, c’è anche un corposopiano di espropriazioni. Che adesso dovrà essere aggiornato. Il nuovo progetto è infatti atteso permetàfebbraio. Leggi anche –Ponte sullo Stretto, vertice con la città di Messina: “Collaborazione su espropri” Il piano di espropriazioni non è mai andato oltre lafase iniziale. Nel 2003 vennero apposti i “vincoli preordinati all’esproprio“. Furono cioè delimitate tutte le aree da riservare a cantieri e opere del Ponte. La ricognizione da 600 pagine con elenchi, fotografie e descrizioni è allegata alprogettodel Ponte. Ivincoli, di durata quinquennale, vennero confermati nel2008. Nel 2013 l’opera venneaccantonatadal governoMonti. La Legge di bilancio 2023, che hariattivatolaStretto di Messina Spa(era inliquidazione), ha anchereiteratoivincoli. È solo primo passo. Con l’adozione del nuovo progetto, la Stretto di Messina Spa avvierà laproceduravera e propria, con ladichiarazionedipubblicautilità. IlCipess(Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) dovrà approvare il progetto definitivo edichiararela pubblica utilità dell’opera. Questo consentiràl’avviodegliespropricon le comunicazioni ufficiali aiproprietaridegli immobili. Leggi anche –Espropri, previsti per opere di utilità pubblica. Indennizzi “da mercato” I ‘vincoli‘, seppur in qualche modo “dormienti“, però, in questi anni qualcheeffettopratico l’hanno prodotto. Nonostante l’eternaincertezzarispetto alla realizzazione del Ponte, i vincoli hanno comunque congelato ognisviluppo urbanistico. I proprietarinon hanno potuto sfruttare i propri immobili. I valori di mercato sonoprecipitati, perché nessuno ha interesse a comprare immobili su cui pende il rischio di unesproprio. La svalutazione è un danno economico vero e proprio. In alcuni casi ha anchescatenatoazionilegalicontro laStretto di Messina Spa. Per la precisionedue causeinnanzi al Tribunale di Messina. La società, come risulta dallarelazione al bilancio 2022, finora ha dovuto sborsare313 mila europer indennizzare proprietari di terreni vincolati per esproprio, dopo le sentenze dellaCorte di Appello civile di Messina. C’è stata, inoltre, una diffida legale presentata nel 2014 da un gruppo di 34 proprietari di terreni. Per il resto lasocietà, si legge sempre negli atti di bilancio, ad ogginon ha ricevuto dallo Statoalcuna somma da destinare agliesproprie non ha avviato formalmente alcunaproceduradi esproprio. Come aveva ricostruitoFocuSicilia,il rischio di contenziosi avrebbe potuto raggiungere i sette milioni di euro. Una pagina ormai superata dai nuovi eventi. Leggi anche –Ponte sullo Stretto: meno soldi dallo Stato. Pagano di più Sicilia e Calabria Una voltaaggiornato il censimentodi edifici e terreni da espropriare, i proprietari dovranno essereindennizzati. Le relative somme dovranno essere riconosciute secondo gli attualivalori di mercato degli immobili, come avviene per ogni tipo di esproprio. Solo per quanto riguarda gliedifici, si può stimare che ciascuna delle proprietà possa valere, con una stima che oggi è solo orientativa,tra 100 mila e 600 mila euro. Fatta quindi una media di300 mila europer ciascun immobile, solo sulle proprietà dislocate in Sicilia potrebbero non bastare65 milioni di euro. Altri 30 milioni di euro potrebbero servire per un centinaio di edifici da espropriare sulla sponda calabra. Vanno poi aggiunti tutti iterreni. Servirannocentinaiadi milioni di euro, oltre aicosti extradovuti a richieste integrative,trattativesul prezzo e prevedibilicontenziosie accordi transattivi tra le parti. Forse anche per questo, in un recente incontro a Messina,l’amministratoredelegatodella Stretto di Messina Spa, l’ex AnasPietro Ciucci, ha dichiarato che “l’obiettivo è lamediazionee il confronto fra le parti. Per raggiungere accordiconsensualicon ciascunespropriatofinalizzati a una tempestiva individuazione delgiusto indennizzoin tempi congrui, per trovare altre soluzioni abitative o produttive”.