Bollo: sbagliare mese fa male | Le regole dell’Agenzia ti salvano da sanzioni inutili: eviti una multa da 400€

Bollo: sbagliare mese fa male | Le regole dell’Agenzia ti salvano da sanzioni inutili: eviti una multa da 400€

Bollo-auto-attenzione - focusicilia.it-

Pagare il bollo auto nel mese sbagliato può costare caro, ma conoscere le regole giuste permette di evitare multe salate e sanzioni che arrivano anche a 400 euro. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito come comportarsi per non cadere in errore.

Molti automobilisti, ogni anno, commettono un errore in buona fede: pagano il bollo auto con qualche giorno o mese di ritardo, convinti di poterlo regolarizzare in un secondo momento. In realtà, il sistema di riscossione regionale è rigido, e anche pochi giorni di ritardo possono generare more e interessi che si accumulano nel tempo. Tuttavia, le ultime indicazioni dell’Agenzia delle Entrate offrono una via d’uscita per chi si trova in difficoltà o ha sbagliato la data di versamento, consentendo di mettersi in regola senza incorrere in sanzioni eccessive.

Il bollo, ricordiamo, è una tassa di proprietà legata al veicolo, e va corrisposto entro l’ultimo giorno del mese successivo alla scadenza dell’ultimo pagamento. Ciò significa che, per un’auto con bollo scaduto a ottobre, il termine per saldarlo senza penali è il 30 novembre. Superata quella data, scatta la mora, ma con una particolarità importante: chi regolarizza entro pochi giorni può usufruire del cosiddetto “ravvedimento operoso”, pagando solo una piccola maggiorazione.

Le regole da conoscere per non sbagliare

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una guida pratica per chiarire i dubbi più comuni sul calendario del bollo. Il mese corretto di pagamento, spiegano, dipende dal periodo di validità del veicolo e dalla data di immatricolazione, non dalla data di acquisto o di rinnovo dell’assicurazione. È proprio su questo punto che molti automobilisti si confondono, finendo per versare in un mese sbagliato e risultare quindi non in regola.

Un errore di questo tipo può comportare una sanzione fino a 400 euro in caso di controlli automatizzati, soprattutto se l’irregolarità viene scoperta dopo mesi o anni. Tuttavia, grazie al ravvedimento operoso, chi corregge spontaneamente la posizione entro 30 giorni può limitare la sanzione a pochi euro. La regola d’oro è conservare sempre la ricevuta di pagamento e verificare i dati sul portale dell’Agenzia o sul sito della Regione di residenza, dove è possibile controllare l’esatta scadenza e la regolarità del bollo in tempo reale.

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Chi non deve pagare e quando scatta l’esenzione

Accanto ai chiarimenti sui termini di pagamento, restano attive le esenzioni per determinate categorie di veicoli. Come ricordato anche da RenteDrive, sono esenti dal bollo auto i mezzi elettrici e ibridi per un periodo che varia da tre a cinque anni, a seconda della regione. Alcuni territori, come Lombardia e Piemonte, offrono agevolazioni più lunghe, proprio per incentivare la mobilità sostenibile. Anche i veicoli destinati a persone con disabilità o a enti di volontariato continuano a beneficiare di esenzioni totali o parziali.

Gli esperti raccomandano di verificare sempre la propria posizione prima della scadenza, evitando di rimandare l’operazione agli ultimi giorni del mese. Un solo errore nella data o nel codice targa può far risultare il pagamento “non valido” e generare automaticamente un avviso di mancato versamento. Conoscere le regole e seguire i canali ufficiali, invece, consente di evitare sanzioni inutili e dormire sonni tranquilli. Il messaggio dell’Agenzia è chiaro: pagare il bollo è un dovere, ma farlo con precisione può davvero fare la differenza.