Famiglia nel bosco, è finita molto male: “Hanno rifiutato” | Abbandonati durante la crisi più grave

Famiglia nel bosco, è finita molto male: “Hanno rifiutato” | Abbandonati durante la crisi più grave

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Il legale rinuncia al mandato e denuncia pressioni esterne e decisioni contrastanti della coppia: la vicenda entra nella fase più delicata.

La storia della famiglia anglo-australiana che vive nel bosco di Palmoli torna a infiammare il dibattito nazionale. Dopo settimane di tensione, proteste e controlli incrociati, un nuovo colpo di scena cambia ancora una volta il quadro: l’avvocato Giovanni Angelucci, che aveva assunto la difesa dei genitori, ha rimesso il mandato. Una scelta improvvisa che mette ulteriormente in difficoltà la coppia, già colpita dal provvedimento con cui il Tribunale ha disposto l’allontanamento dei loro tre figli verso una casa famiglia. Il clima, già teso, ora appare più instabile che mai.

Angelucci ha spiegato la sua decisione con parole pesantissime, facendo riferimento a «troppe pressanti ingerenze esterne» che avrebbero minato la fiducia reciproca con i suoi assistiti. Nel comunicato ufficiale parla di una rottura dolorosa, maturata dopo giorni di confronti complessi e tentativi falliti di trovare soluzioni condivise. La notizia ha spiazzato sostenitori e osservatori, alimentando nuovi interrogativi sulle dinamiche interne alla vicenda e su ciò che la famiglia starebbe vivendo lontano dai riflettori.

Proposte rifiutate e rottura definitiva: il racconto dell’avvocato

Nel dettaglio, Angelucci racconta che i coniugi avrebbero respinto alcune soluzioni ritenute cruciali per accelerare il rientro dei figli o migliorare la loro posizione. Tra queste, l’offerta gratuita di un’abitazione messa a disposizione da un imprenditore della zona e una sistemazione alternativa suggerita dal sindaco. Nessuno degli incontri fissati per valutarle si sarebbe poi svolto.

Ancora più significativo, secondo il legale, il rifiuto di firmare il documento necessario a depositare presso il genio civile il progetto di ristrutturazione dell’abitazione nel bosco. Un tecnico di fiducia aveva predisposto un intervento straordinario proprio per rispondere alle criticità segnalate dal Tribunale, ma i genitori lo avrebbero giudicato «troppo invasivo». Anche la proposta di una ditta disposta a eseguire gratuitamente i lavori sarebbe stata respinta. Una somma di scelte che, secondo Angelucci, ha reso impossibile proseguire nella difesa.

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Clima tesissimo: minacce, interventi del Governo e nuovi accertamenti

Intanto, attorno alla vicenda cresce un livello di tensione senza precedenti. Nelle ultime ore insulti e minacce hanno colpito il Tribunale dei minorenni dell’Aquila e la presidente Cecilia Angrisano. Online sono circolati persino numero di telefono e indirizzo della magistrata, un’escalation che ha suscitato forte preoccupazione istituzionale e spinto le autorità a valutare misure di tutela.

Dalla casa famiglia arrivano invece le parole dei bambini, che chiedono quando potranno tornare dai genitori, mentre per il 6 dicembre è previsto un sit-in davanti al ministero della Famiglia. Nel frattempo emergono elementi che ridimensionano alcune accuse iniziali: il Ministero dell’Istruzione ha chiarito che per i tre minori l’obbligo scolastico risulta regolarmente espletato attraverso l’educazione domiciliare, pienamente legittimata e certificata dalla scuola di riferimento.

La vicenda è ora sul tavolo del Governo. La premier Giorgia Meloni e il ministro della Giustizia Carlo Nordio hanno discusso il caso, valutando l’ipotesi di inviare ispettori del ministero per verificare le modalità con cui il procedimento è stato gestito dal Tribunale dei minorenni. Un segnale di quanto la situazione sia considerata delicata e controversa anche a livello istituzionale.

Con il legale dimissionario, soluzioni abitative rifiutate, una crescente pressione mediatica e una battaglia giudiziaria ancora aperta, la strada verso una possibile ricomposizione appare più complicata che mai. E in assenza di un nuovo difensore e di una strategia condivisa, il futuro della famiglia nel bosco rimane avvolto da incertezze e tensioni ancora lontane dall’essere risolte.