Riforma ISEE 2026, cambiano le regole e molte famiglie rischiano di perdere i bonus | Non li avrà quasi nessuno
La riforma ISEE entra in vigore dal 1 gennaio 2026. Controlli incrociati, stop a finte residenze e criptovalute: scopri tutte le novità per le famiglie.
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La riforma ISEE entra in vigore dal 1 gennaio 2026. Controlli incrociati, stop a finte residenze e criptovalute: scopri tutte le novità per le famiglie.
Controlli più severi e nuove dichiarazioni
Controlli più stringenti e dichiarazioni aggiornate: il nuovo panorama delle verifiche.
Le nuove disposizioni prevedono un inasprimento dei controlli volti a scovare le irregolarità. Una delle novità più significative riguarda lo stop alle finte residenze. Dal 2026, i controlli sull’ISEE saranno incrociati con la banca dati dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR). Questo permetterà di individuare e contrastare i finti cambi di residenza o la creazione artificiale di nuclei familiari separati, pratiche spesso adottate per abbassare l’ISEE e accedere indebitamente a benefici.
Non solo residenze: l’INPS avrà ora la facoltà di accedere al Registro Automobilistico dell’ACI. Questo consentirà di verificare se i beneficiari delle prestazioni dichiarano correttamente il possesso di veicoli come automobili, moto e imbarcazioni, prevenendo così la frode legata a beni non dichiarati. Un’altra stretta importante riguarda la dichiarazione di criptovalute e capitali all’estero. Dal prossimo anno, nel calcolo dell’ISEE verranno considerati anche gli investimenti in valuta all’estero e le giacenze in criptovalute, assicurando una maggiore trasparenza e completezza del quadro economico familiare.
Nuovi limiti e sostegno alle famiglie numerose
Nuovi limiti e sostegno alle famiglie numerose: i dettagli.
La riforma non si limita solo ai controlli, ma introduce anche modifiche significative ai limiti di esclusione e alle scale di equivalenza per un supporto più mirato alle famiglie. Il limite per l’esclusione della prima casa dal calcolo dell’ISEE è stato considerevolmente innalzato, passando dagli attuali 52.500 euro a 91.500 euro. Per chi risiede nelle grandi città metropolitane, la soglia sale ulteriormente, raggiungendo i 200.000 euro, un cambiamento che riflette il maggior valore immobiliare in queste aree.
Per i beneficiari di strumenti come l’assegno unico, l’assegno di inclusione, il bonus nido e il bonus bebè, è previsto un incremento di 2.500 euro per ogni figlio successivo al primo. Questa modifica, che sposta l’inizio del bonus dal secondo figlio in poi, mira a fornire un sostegno economico più consistente alle famiglie più numerose. Inoltre, per garantire maggiore equità, saranno rimodulate le scale di equivalenza, ovvero i coefficienti che collegano reddito, patrimonio e numero dei componenti familiari. Le scale verranno maggiorate con coefficienti specifici: 0,1 per famiglie con due figli, 0,25 per tre figli, 0,40 con quattro figli e 0,55 dai cinque figli in su, per le famiglie che ricevono assegno di inclusione, bonus nido, bonus bebè o supporto domiciliare per bambini con meno di tre anni e patologie croniche. Queste modifiche mirano a un sistema ISEE più giusto e trasparente.
