Omicidio Paganelli, un nuovo indagato riapre scenari inattesi | Arriva la svolta tanto attesa
Nuova indagata nell’omicidio Pierina Paganelli: Valeria Bartolucci accusata di false dichiarazioni e favoreggiamento. Le sue bugie riscrivono l’inchiesta.
Omicidio_Pierina_Paganelli_-_focusicilia.it
Le indagini sull’efferato omicidio di Pierina Paganelli, avvenuto nel vano tecnico dei garage del suo condominio a Rimini, conoscono una svolta significativa. Gli inquirenti hanno iscritto nel registro degli indagati Valeria Bartolucci, vicina di casa della vittima e moglie di Louis Dassilva, finora unico imputato per il delitto. Le accuse a suo carico sono di false dichiarazioni al pubblico ministero e favoreggiamento, come rivelato in esclusiva dalla trasmissione Quarto Grado. Questa mossa processuale riapre scenari e interrogativi, mettendo in discussione alibi e testimonianze finora ritenute salde.
Il ruolo di Bartolucci, inizialmente ascoltata come persona informata sui fatti e poi come moglie dell’imputato, è ora al centro dell’attenzione. La sua posizione assume un peso cruciale nell’intricata tela investigativa che cerca di far luce su uno dei casi di cronaca più discussi degli ultimi tempi. Le presunte incongruenze nelle sue deposizioni potrebbero gettare nuova luce sui fatti del 3 ottobre 2023, quando Pierina Paganelli fu brutalmente assassinata.
Le dichiarazioni di Valeria Bartolucci sotto la lente
Valeria Bartolucci è stata ascoltata dagli inquirenti per ben tre volte, ribadendo in ogni occasione l’alibi del marito Louis Dassilva. Quest’ultimo ha sempre sostenuto di essere rimasto in casa la sera dell’omicidio, una versione costantemente confermata dalla moglie. Tuttavia, questa ricostruzione è stata messa seriamente in discussione da alcune intercettazioni ambientali, che hanno evidenziato una serie di contraddizioni giudicate gravi dalla magistratura.
In una conversazione intercettata, la Bartolucci si rivolge al marito dicendo: “Lo so che sei stressato, lo vedo, però ho bisogno di capire: se mi richiamano dovevo vedere se ero sveglia a quell’ora, io questa cosa non la so”. Questa affermazione è in netto contrasto con le sue dichiarazioni ufficiali, dove aveva descritto il proprio sonno come “molto leggero”, tale da permetterle di accorgersi di qualsiasi eventuale assenza del marito dall’abitazione. In un’altra intercettazione, la donna avrebbe addirittura sostenuto il contrario, dichiarando di dormire profondamente.
Per i magistrati, queste incongruenze e le affermazioni discordanti rendono le dichiarazioni di Valeria Bartolucci “costellate di bugie e contraddizioni”, minando la credibilità delle sue testimonianze e potenzialmente compromettendo la posizione processuale del marito, Louis Dassilva.

Tra alibi fragili e prove elusive
Nonostante le evidenti contraddizioni nelle dichiarazioni di Valeria Bartolucci, collocare con certezza Louis Dassilva sulla scena del crimine rimane un compito arduo per gli investigatori. La complessità del caso è amplificata dalla mancanza di prove dirette e inconfutabili. Un tentativo di trovare riscontri attraverso una perizia fonica sull’audio di una telecamera di sorveglianza, che avrebbe registrato le urla della vittima, non ha permesso di attribuire con certezza la voce maschile all’imputato, lasciando un vuoto cruciale nell’impianto accusatorio.
Anche un’altra ipotesi investigativa è caduta: quella che vedeva Dassilva come l’uomo ripreso dalla telecamera Cam 3 della farmacia sotto il palazzo. Le analisi hanno mostrato che l’imputato risulterebbe più alto rispetto alla persona inquadrata, e un altro condomino si è dichiarato di riconoscersi nelle immagini, escludendo così Dassilva da quel particolare fotogramma. Resta, infine, la testimonianza di Manuela Bianchi, nuora di Pierina Paganelli, che ha raccontato di aver incontrato Dassilva la mattina del 4 ottobre. Gli inquirenti ritengono che tra i due potesse esserci stata una relazione extraconiugale, un elemento considerato centrale e un possibile movente per l’omicidio, ma che non ha ancora fornito la chiave definitiva per la risoluzione del caso.
