ULTIM’ORA Crans-Montana, dieci ore nel vuoto | Gli inquirenti denunciano manomissioni sulle prove: Moretti è nei guai

Indagini sull’incendio di Crans-Montana si concentrano su Jacques Moretti e dieci ore misteriose. Documenti spariti, testimonianze divergenti e finanze sotto esame.

ULTIM’ORA Crans-Montana, dieci ore nel vuoto | Gli inquirenti denunciano manomissioni sulle prove: Moretti è nei guai

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Indagini sull’incendio di Crans-Montana si concentrano su Jacques Moretti e dieci ore misteriose. Documenti spariti, testimonianze divergenti e finanze sotto esame.

Il devastante incendio che ha colpito Crans-Montana ha lasciato dietro di sé non solo distruzione, ma anche una scia di domande irrisolte e documenti svaniti. Nel caos post-incendio, le tracce digitali del locale sono inspiegabilmente finite nel nulla, spingendo l’avvocato Romain Jordan a richiedere formalmente a Facebook la consegna di tutti i dati utili. Una richiesta, tuttavia, respinta lo scorso 6 gennaio dalla pm, successivamente sostituita da tre colleghi, alimentando ulteriori dubbi sulla gestione iniziale delle indagini.

Al centro dell’attenzione, Jacques Moretti, figura chiave nella vicenda. Agli investigatori, Moretti ha sostenuto che i documenti relativi alla ristrutturazione del 2015 – quella che, secondo le accuse, avrebbe portato all’installazione della schiuma infiammabile – sarebbero andati irrimediabilmente perduti. Le motivazioni addotte? Prima una “inondazione” durante il periodo Covid, poi una seconda alluvione che avrebbe colpito l’ufficio solo tre mesi fa, costringendo a gettare «molti documenti contabili danneggiati». Spiegazioni che sollevano significativi interrogativi sulla custodia delle prove e sulla loro eventuale manipolazione.

Le versioni divergenti e le manovre sospette

Mentre Jacques Moretti si trovava in carcere e la moglie sottoposta a divieto di espatrio, un’altra scena sospetta si consumava. Le telecamere del Tg1 hanno ripreso membri dello staff intenti a svuotare scatoloni e mobili da Le Vieux Chalet, un altro locale della coppia. Questo trasloco, avvenuto in un momento così delicato, è coinciso con una segnalazione anonima che invitava le autorità a investigare sulla fonte dei finanziamenti dell’intero impero commerciale dei Moretti, suggerendo una possibile rete di operazioni finanziarie occulte.

La notte dell’incendio è stata ricostruita dagli inquirenti minuto per minuto, ma le testimonianze presentano discrepanze notevoli. Jacques Moretti ha raccontato di essere stato avvertito dalla moglie Jessica e di essersi precipitato al Constellation, forzando una porta di servizio chiusa a chiave, dove avrebbe trovato «cinque o sei persone a terra». Una versione parzialmente simile, ma con dettagli cruciali diversi, è arrivata da Paolo Campolo, soccorritore italiano. Campolo ha fatto riferimento a un’altra uscita, una porta a vetri nella galleria laterale, dove c’erano «corpi contro il vetro» e che è stata forzata per l’apertura. Ancora più inquietante il ricordo di Campolo: «Un tavolo bloccava il passaggio. Ho avuto l’impressione che fosse stato messo lì per impedire l’evacuazione dei feriti». Campolo non ha mai citato Jacques, ma le testimonianze sono state incrociate e analizzate dagli investigatori, aggiungendo un elemento inquietante all’intera narrazione dell’evento.

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Gli spostamenti di Moretti, arrestato sei giorni dopo l’incendio e ora in attesa di una decisione sulla libertà su cauzione, sono stati analizzati con meticolosa attenzione. La procura ha iniziato a setacciare il suo patrimonio, scoprendo una villa a Lens del valore di 820 mila franchi, una seconda proprietà da 410 mila e una ristrutturazione del locale che era costata 324 mila franchi, il tutto sorprendentemente senza ricorrere a mutui o prestiti. Secondo quanto riportato da Le Nouveliste, i coniugi Moretti fatturano circa 750 mila franchi all’anno, con un utile di 190 mila. In Svizzera, la cauzione è proporzionata al reddito e potrebbe raggiungere la cifra di un milione di franchi, evidenziando la gravità delle accuse.

Per fare piena luce su questa intricata vicenda, la procura ha ordinato una “radiografia completa” dei beni dei Moretti, richiedendo a sei comuni di verificare l’eventuale possesso di terreni e, in caso positivo, di procedere con un blocco cautelare. Questo dimostra la volontà degli inquirenti di andare a fondo per capire l’origine di un patrimonio così ingente e le possibili connessioni con le presunte tentate manovre per inquinare le prove. Come ha sottolineato l’avvocato Albert Habib, che rappresenta alcune delle famiglie vittime, «Per le vittime è fondamentale un’inchiesta completa e preservata da distruzioni di documenti o manovre collusive». Solo una trasparenza totale potrà avvicinare tutti alla verità e garantire giustizia per le vittime del disastro di Crans-Montana.