Allarme rosso, evitate gli spostamenti nelle prossime ore | La Sicilia nell’occhio del ciclone: raffiche a 100 km/h e onde di 7 metri
L’Italia affronta una tempesta eccezionale con venti a 100 km/h e onde di 7 metri. Scatta l’allerta massima. Scopri le zone a rischio e le misure preventive.
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Un’ondata di maltempo estremo sta flagellando l’Italia, con previsioni di un picco tra il 19 e il 21 gennaio 2026, interessando in particolare il Sud e le isole maggiori. La causa di questa perturbazione è un ciclone mediterraneo che si è formato tra la Tunisia e il Canale di Sardegna, spingendo verso il nostro Paese masse d’aria calda e molto umida. Questo fenomeno sta alimentando una serie di eventi meteorologici violenti, tra cui temporali intensi, piogge torrenziali e venti di burrasca che stanno mettendo a dura prova diverse regioni. Le autorità hanno già lanciato un’allerta massima, invitando la popolazione alla massima cautela e a seguire attentamente le indicazioni.
La situazione è considerata di grave rischio, con implicazioni significative per la sicurezza del territorio e dei cittadini. Le previsioni indicano condizioni meteo critiche che richiedono un’attenta preparazione e risposta da parte di tutti, sia delle istituzioni che della popolazione.
Precipitazioni record e venti di burrasca: Le aree più colpite

Le aree più colpite da precipitazioni record e venti di burrasca.
Le conseguenze di questo ciclone mediterraneo sono allarmanti, con previsioni di precipitazioni che potrebbero superare i 200 millimetri in poche ore, una quantità equivalente a oltre due mesi di pioggia concentrati in un brevissimo lasso di tempo. Questa intensità aumenta notevolmente il rischio di allagamenti, frane ed esondazioni, soprattutto in aree già vulnerabili.
Le zone più esposte a questi fenomeni sono:
- Il versante orientale della Sicilia, che include le province di Messina, Catania, Siracusa e Ragusa.
- I settori ionici della Calabria.
- La Sardegna sud-orientale, dove è già scattato il codice rosso per rischio idrogeologico elevato.
A rendere il quadro ancora più critico è la situazione del vento, con raffiche che si prevede possano superare i 100 km/h, in particolare lungo le coste. Il mare sarà estremamente agitato, con onde che potrebbero raggiungere i 6-7 metri nel Mar Ionio. Queste mareggiate non solo minacciano le coste con effetti distruttivi, ma possono anche ostacolare il deflusso delle acque dai fiumi verso il mare, aggravando ulteriormente il pericolo di inondazioni costiere interne.
La risposta delle autorità e i consigli per la popolazione
Intervento delle autorità: consigli e indicazioni per i cittadini.
Di fronte a questa emergenza, la Protezione Civile ha prontamente attivato piani di emergenza su scala nazionale e locale. Le misure includono il monitoraggio costante delle principali arterie stradali, la valutazione di possibili chiusure, la presenza di presidi nei punti considerati più critici e interventi mirati su fiumi, canali e foci per ridurre il rischio di esondazioni. L’obiettivo primario è salvaguardare la vita umana e mitigare i danni al territorio.
Le autorità locali, in particolare nel Sud Italia, stanno adottando specifiche misure preventive. Ad esempio, a Taormina sono state chiuse le scuole di ogni ordine e grado e l’accesso a ville, musei, cimiteri e palazzi storici è stato interdetto. Sono stati inoltre avviati interventi urgenti lungo il litorale per contenere l’impatto delle mareggiate. Città come Catania e Messina stanno valutando provvedimenti analoghi, con decisioni che verranno aggiornate ora dopo ora in base all’evoluzione del maltempo.
La popolazione è caldamente invitata a seguire alcune regole fondamentali di sicurezza: limitare gli spostamenti, evitare spiagge, moli e aree costiere, prestare massima attenzione alla guida – soprattutto su viadotti e tratti esposti al vento – e mettere in sicurezza oggetti e animali che si trovano all’esterno delle abitazioni. Rimanere informati tramite i canali ufficiali è cruciale per affrontare al meglio questa fase critica.
