È successo anche in Italia, ha preso fuoco come il Constellation di Crans-Montana | Ancora le candele sulle bottiglie
Un principio di incendio in un club di Crema riaccende l’allarme sicurezza nei locali notturni. Scopri le irregolarità e i provvedimenti presi per evitare tragedie.
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Il Questore di Cremona, a seguito di un’attenta valutazione dell’accaduto, ha prontamente disposto la chiusura immediata del locale per otto giorni. Tale provvedimento non è stato solo una risposta all’incendio, ma un chiaro segnale della percezione di una gestione superficiale dei rischi antincendio da parte della dirigenza del club. L’episodio si inserisce in un contesto di controlli intensificati sulla movida, attuati su scala provinciale nel fine settimana del 16-17 gennaio 2026, volti a garantire la sicurezza e il rispetto delle regole in tutti i locali pubblici.
Le gravi carenze emerse al Moma Club
Il Moma Club sotto esame per le gravi carenze emerse.
Le ispezioni condotte dalle autorità al Moma Club di Crema hanno portato alla luce una serie impressionante di irregolarità, che vanno ben oltre il semplice incidente pirotecnico. Innanzitutto, è stata accertata la presenza di minorenni all’interno del locale, nonostante la serata fosse esplicitamente dedicata a un pubblico maggiorenne. A ciò si aggiunge la somministrazione di bevande alcoliche a giovani di età inferiore ai diciotto anni, una violazione grave delle normative vigenti sulla tutela dei minori e sulla salute pubblica.
Il quadro si è ulteriormente aggravato con la scoperta di dieci lavoratori impiegati “in nero”, senza alcuna forma di contratto o tutela legale, evidenziando una gestione del personale irregolare e illegale. Sul fronte della sicurezza antincendio, la situazione era altrettanto critica: il personale addetto alla prevenzione e gestione degli incendi è risultato insufficiente rispetto alla capienza del locale e alle normative di legge. Inoltre, le condizioni igienico-sanitarie riscontrate al bar erano gravemente carenti, mettendo a rischio la salute dei clienti.
Le violazioni relative alla sicurezza delle vie di fuga erano particolarmente preoccupanti: le uscite di sicurezza erano oscurate e una porta di emergenza, fondamentale in caso di evacuazione rapida, è stata trovata difficilmente apribile. A completare il quadro delle illegalità, anche il parcheggio adiacente al locale è risultato non conforme alle normative, aggiungendo un ulteriore tassello a una gestione complessivamente negligente. Queste problematiche hanno giustificato pienamente la severa decisione di sospensione delle attività.

Il caso Juliette: violenza e irregolarità strutturali
Contemporaneamente ai controlli sul Moma Club, un’altra situazione ben più grave è emersa nella discoteca Juliette di Cremona, la cui licenza è stata sospesa per quindici giorni. Qui, oltre a gravissime carenze strutturali e antincendio, l’attenzione è stata calamitata da un episodio di violenza avvenuto pochi giorni prima, il 6 gennaio. Una lite tra due clienti è degenerata in modo drammatico, culminando con il ferimento al collo di uno dei giovani tramite un taglierino, che ha richiesto il ricovero in ospedale. Questo episodio ha rivelato una palese inefficacia dei controlli interni e la preoccupante facilità con cui armi improprie possono accedere ai locali.
Le verifiche congiunte di Polizia, Vigili del Fuoco e Polizia Locale hanno accertato al Juliette una serie di violazioni sistemiche, tra cui:
- Assenza del documento di valutazione dei rischi (DVR), fondamentale per la sicurezza.
- Irregolarità sulla licenza di esercizio.
- Arredi interni privi di certificazione antincendio.
- Uscite di emergenza ostruite da tavoli e barriere in legno, rendendo impossibile una fuga sicura.
A queste già pesanti violazioni si è sommato un ulteriore provvedimento di sospensione dell’attività da parte dell’Ispettorato del Lavoro. Le autorità hanno imposto prescrizioni estremamente severe per entrambi i locali: in caso di mancato adeguamento, scatterà la sospensione definitiva dell’attività. Gli eventi di Crema riaccendono così, in modo prepotente, il dibattito sulla sicurezza nei locali notturni, sottolineando come dinamiche potenzialmente letali, simili a quelle di Crans-Montana, possano tristemente ripetersi anche in Italia, richiedendo un’attenzione e controlli sempre maggiori per tutelare l’incolumità pubblica.

