Ancora un deragliamento, giornate nere per le ferrovie | Anche qui manca la manutenzione: è una strage
La rete ferroviaria spagnola è nel caos dopo due tragici deragliamenti. Indagini in corso tra Adamuz e Barcellona rivelano problemi strutturali e manutenzione carente. Una crisi profonda.
Un’ombra inquietante si allunga sulla Spagna, dove la fiducia nella rete ferroviaria è stata scossa da una serie di incidenti che hanno riacceso i timori sulla sicurezza delle infrastrutture. Pochi giorni dopo la strage di Adamuz, in Andalusia, che ha causato decine di vittime, un nuovo drammatico episodio ha colpito la Catalogna. Un treno regionale della linea R4 è deragliato tra Sant Sadurní d’Anoia e Gelida, nella provincia di Barcellona, portando alla morte del macchinista e lasciando sul campo almeno 37 feriti, di cui 4 in condizioni gravi. L’incidente, avvenuto intorno alle 21, è stato innescato dal crollo di un muro di contenimento sui binari, probabilmente a causa delle piogge torrenziali che avevano colpito la regione, per le quali era stata diramata un’allerta rossa per rischio massimo di inondazioni.
Un sistema sotto esame: infrastrutture e indagini
Infrastrutture al microscopio: analisi e indagini approfondite per la sicurezza.
Mentre la Catalogna faceva i conti con il suo dramma, un secondo deragliamento si verificava quasi contemporaneamente nella stessa regione, anche in questo caso a causa della caduta di massi sui binari. Fortunatamente, in quest’ultimo episodio non si sono registrate vittime, ma l’accaduto ha contribuito ad aumentare la pressione su una rete già sotto shock. Tutte le attenzioni sono ora rivolte alle indagini in corso sulla strage di Adamuz. Il ministro dell’Interno ha ribadito che “tutte le ipotesi restano aperte”, anche se i tecnici sembrano concentrarsi sulle infrastrutture, escludendo per il momento l’errore umano. Sarebbe stato individuato un giunto rotto nel punto del cambio di binario ad Adamuz, ma è cruciale determinare se sia stata la causa o la conseguenza del deragliamento. La Commissione d’inchiesta sta analizzando l’interazione tra rotaie e convogli, con il supporto delle scatole nere, la cui importanza è capitale per la ricostruzione degli eventi.
Nel frattempo, montano le polemiche sulla manutenzione della rete AVE, in particolare sulla storica linea Madrid-Siviglia, inaugurata nel 1992 e oggetto di recenti investimenti. Nonostante ciò, i sindacati dei macchinisti avevano segnalato da mesi numerosi guasti e criticità. Dopo la strage, il gestore delle infrastrutture Adif ha imposto una riduzione della velocità su diverse linee, inclusa la frequentatissima Madrid-Barcellona. Le denunce sindacali parlano di buche, disallineamenti e problemi alle linee elettriche, descrivendo una rete messa sotto stress.
Il boom dell’alta velocità e le ombre della gestione
Il boom dell’alta velocità: luci e ombre della sua complessa gestione.
Negli ultimi anni, la rete ad alta velocità spagnola, seconda al mondo solo dopo la Cina per estensione con circa 4.000 km di linee, ha registrato un boom di traffico. Dopo la liberalizzazione e l’ingresso di operatori privati, il numero di passeggeri annui ha superato i 40 milioni. Questo successo, tuttavia, ha sollevato forti critiche da parte di esperti e sindacati. Secondo queste voci, la crescita rapidissima del traffico non sarebbe stata accompagnata da adeguati investimenti strutturali e di manutenzione. Il risultato sarebbe un sistema sempre più fragile, dove quello che un tempo era il fiore all’occhiello del Paese rischia ora di trasformarsi in un punto di vulnerabilità.
La Spagna si trova ora di fronte a un bivio cruciale: è imperativo non solo accertare le responsabilità per i recenti disastri, ma anche e soprattutto avviare una revisione profonda e immediata delle politiche di gestione e manutenzione delle sue infrastrutture ferroviarie. La sicurezza dei passeggeri e l’affidabilità di un servizio essenziale dipendono da scelte rapide e lungimiranti, per scongiurare che la “locomotiva” spagnola non deragli nuovamente.
