Orrore dopo l’omicidio, Carlomagno confessa cosa ha fatto subito dopo aver ammazzato Federica | Doppio orrore |

La confessione di Claudio Carlomagno scuote l’Italia, ma le azioni dopo l’omicidio di Federica Torzullo celano un orrore inimmaginabile. Le zone d’ombra…

Orrore dopo l’omicidio, Carlomagno confessa cosa ha fatto subito dopo aver ammazzato Federica | Doppio orrore |

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La confessione di Claudio Carlomagno scuote l’Italia, ma le azioni dopo l’omicidio di Federica Torzullo celano un orrore inimmaginabile.

Le zone d’ombra sulle ore successive al delitto lasciano senza fiato. Scopri i dettagli inquietanti.

Il silenzio è stato rotto da una confessione agghiacciante: “Ho ucciso mia moglie”. Claudio Agostino Carlomagno ha ammesso l’omicidio di Federica Torzullo, sua moglie. Ma è ciò che è accaduto nelle ore successive a scuotere gli inquirenti e a lasciare un’ombra di gelida incredulità. Le sue parole, pronunciate nell’udienza di convalida, hanno aperto uno scenario che va oltre il singolo atto di violenza, rivelando una sequenza di eventi che sfidano la comprensione comune.

La crisi e l’atto fatale

Durante la deposizione di quattro ore e mezza, Carlomagno ha tentato di ricostruire gli eventi, descrivendo una relazione tormentata. La crisi matrimoniale tra lui e Federica era profonda, con lei che desiderava la separazione e, secondo il suo racconto, aveva minacciato di portargli via il figlio e limitargli la possibilità di vederlo con frequenza. Una prospettiva che, a suo dire, lo avrebbe spinto all’estremo.

È in questo contesto di disperazione e rabbia che, sempre secondo la sua versione, Carlomagno avrebbe afferrato un coltello custodito nel bagno, dove la coppia stava discutendo, colpendo Federica con almeno due fendenti. Il corpo della donna si è poi accasciato, privo di sensi.

Tuttavia, le dichiarazioni dell’uomo non hanno pienamente convinto gli inquirenti. Il procuratore di Civitavecchia, Alberto Liguori, ha espresso chiaramente i dubbi: “Non siamo completamente soddisfatti della ricostruzione fornita, c’è qualcosa che non quadra. Ci sono delle zone d’ombra su cui vorremmo fare luce”. Questa reticenza o incompletezza del racconto apre a interrogativi inquietanti sulle reali dinamiche e su possibili moventi celati.

Le ore buie: un tentativo di cancellare ogni traccia

Le ore buie: un tentativo di cancellare ogni traccia

Il tentativo di cancellare ogni traccia durante le ore buie.

 

Ciò che emerge con maggiore orrore sono le azioni compiute da Carlomagno dopo aver spento la vita di Federica. Resosi conto dell’accaduto, la sua prima reazione, stando al suo racconto, sarebbe stata quella di pensare al suicidio, non trovando però il coraggio. Da quel momento, si sarebbe innescata una sequenza di gesti volti a eliminare ogni traccia del delitto.

L’uomo ha meticolosamente ripulito l’immobile, avvolgendo poi il corpo della moglie per trasportarlo nel bagagliaio della sua auto, diretto verso il deposito della ditta di famiglia. Qui, in un tentativo agghiacciante di disfarsene, ha spostato il corpo nel cassone di un autocarro e ha provato a darle fuoco. Un tentativo fortunatamente fallito, ma che ha sfruttato per bruciare il telefono cellulare della vittima, dopo aver addirittura risposto al posto di Federica a un messaggio della madre sul figlio.

Dopo aver coperto il corpo con materiale e detriti, Carlomagno si è aggirato senza meta precisa in stato confusionale. L’arma del delitto, il coltello, è stata gettata in un corso d’acqua. E nel culmine di questa macabra normalità, l’uomo è poi andato a scuola a prendere suo figlio. Un comportamento che solleva interrogativi sulla sua lucidità e sulla natura della sua freddezza in quei momenti successivi all’omicidio, lasciando gli inquirenti e l’opinione pubblica a interrogarsi sulle vere motivazioni e sulla piena consapevolezza di ogni singolo gesto.