Crans-Montana, hanno spento la telecamera prima del rogo | Tre minuti di buio che nascondono tutto: fiducia esaurita
Nuovi dettagli sconvolgenti emergono sulla tragedia di Crans-Montana. Le telecamere del locale si spensero poco prima dell’incendio. Un guasto o un gesto deliberato? Scopri la verità.
Crans-Montana_-_focusicilia.it_1280
La notte di Capodanno a Crans-Montana, nel locale Le Constellation gestito dai coniugi Moretti, si è trasformata in un inferno, costato la vita a quaranta persone e lasciato decine di feriti. Mentre le indagini cercano di far luce su quanto accaduto, un dettaglio emerge con prepotenza, gettando un’ombra ancora più cupa sulla vicenda: il sistema di videosorveglianza del bar si è misteriosamente spento solo tre minuti prima che le fiamme avvolgessero l’intero edificio.
Le telecamere, undici in tutto, posizionate in diverse angolazioni, hanno registrato tutto fino all’1:23. Poi, il buio più totale. Alle 1:26, l’incendio, innescato da bengala e i pannelli fonoassorbenti, ha trasformato la festa in tragedia. Una tempistica che solleva quesiti inquietanti e alimenta i sospetti: perché le telecamere si sono spente proprio in quel frangente cruciale? La notizia, ripresa dalla testata tedesca Bild che ha avuto accesso ai fascicoli dell’inchiesta, indica un punto focale che gli investigatori stanno cercando di svelare.
Il blackout inspiegabile
Jacques Moretti, il gestore del locale e l’unico finora tratto in arresto, ha fornito la sua versione dei fatti alla polizia. Durante l’interrogatorio del primo dell’anno, Moretti ha dichiarato: “A quel punto, il sistema si è bloccato. Non posso più resettarlo”. Ha anche mostrato screenshot delle registrazioni video, che si fermano, guarda caso, all’1:23. Tre minuti dopo, il disastro. Questa spiegazione, però, fatica a dissipare le perplessità.
È estremamente sospetto che un sistema di videosorveglianza così esteso e cruciale si sia “bloccato” proprio a ridosso dell’evento catastrofico, senza possibilità di ripristino immediato. Gli investigatori si chiedono se si sia trattato di un guasto tecnico improvviso o di un’interruzione deliberata. La verità dietro quei 180 secondi di buio potrebbe essere la chiave per comprendere la dinamica dell’incendio e le eventuali responsabilità.
Le immagini disponibili agli atti mostrano il bar all’1:23, ma da quel momento in poi, un velo di silenzio digitale avvolge gli eventi. Questo vuoto documentale è un elemento che complica notevolmente le indagini, lasciando spazio a molteplici interpretazioni e, soprattutto, a crescenti dubbi sulle parole del gestore. Cosa è successo davvero in quegli istanti fatali che nessuno ha potuto riprendere?
Altri inquietanti dettagli
Un ulteriore inquietante dettaglio emerso dalle indagini sulla complessa vicenda.
Oltre al mistero delle telecamere, altri particolari emersi dall’inchiesta alimentano il quadro di incertezza e sospetto. Le registrazioni pre-blackout mostrano un quadro ambiguo del locale. Sembra che il piano superiore fosse quasi deserto, mentre quello inferiore era densamente affollato, un dettaglio significativo sulla distribuzione delle persone e sulle possibili vie di fuga.
Un’altra immagine cruciale riguarda l’uscita di emergenza del bar. Dai filmati, la porta appare aperta, ma il passaggio era inspiegabilmente bloccato da un mobile. Questa ostruzione potrebbe aver impedito a molte persone di mettersi in salvo, aggravando ulteriormente il bilancio delle vittime. Un ostacolo del genere in un’uscita di sicurezza solleva interrogativi gravi sulla conformità alle norme di sicurezza e sulle intenzioni di chi ha predisposto quella situazione.
Infine, le speculazioni su possibili tentativi di fuga dei coniugi Moretti, come la presunta intenzione di usare un jet privato, aggiungono ulteriori strati di complessità. Sebbene queste voci siano ancora oggetto di verifica, il loro emergere evidenzia la gravità della situazione e la determinazione degli investigatori a non lasciare nulla di intentato. Il mistero di Crans-Montana è tutt’altro che risolto, e ogni nuovo dettaglio sembra solo infittire ulteriormente la trama di una notte che non smette di angosciare e interrogare.

