Crans-Montana, un altro locale dei Moretti prende fuoco | Un dramma che non finisce
Nuove sconvolgenti scoperte sull’incendio di Crans-Montana che ha causato 40 vittime. Un precedente fuoco e materiali pericolosi sollevano domande cruciali.
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Crans-Montana è stata teatro di una tragedia che ha scosso la Svizzera e l’Italia, con il rogo del locale “Le Constellation” il primo gennaio. Un evento drammatico che ha purtroppo causato la morte di quaranta persone e innescato un’indagine complessa. Tuttavia, mentre gli inquirenti cercano di far luce sulle cause e le responsabilità, stanno emergendo dettagli che gettano un’ombra inquietante sul passato del locale e del suo proprietario. Le ultime rivelazioni, raccolte dagli avvocati di parte civile e diffuse dalla stampa elvetica, suggeriscono che l’incidente del nuovo anno potrebbe non essere stato un evento isolato, ma piuttosto la tragica conclusione di una serie di segnali d’allarme rimasti forse inascoltati.
Rivelazioni sconcertanti
Le sconcertanti rivelazioni del 2024: un precedente destinato a fare storia.
Tra le nuove testimonianze, spicca un episodio che avrebbe interessato “Le Constellation” già nel periodo delle festività tra Natale e Capodanno del 2024, pochi giorni prima della strage di inizio anno. Secondo quanto riportato da fonti vicine all’inchiesta, un principio d’incendio sarebbe scoppiato a causa delle fiammelle sprigionate dalle candele scintillanti, la stessa dinamica individuata per il rogo fatale del primo gennaio. Le fiamme avrebbero raggiunto il controsoffitto, interessando il materiale fonoassorbente, una mousse non ignifuga acquistata, si dice, dal proprietario Jacques Moretti presso la catena di bricolage Hornbach. Sebbene quell’episodio sia stato rapidamente domato e non abbia causato gravi conseguenze immediate, la sua conferma potrebbe mettere in discussione la difesa dei coniugi Moretti, che potrebbero difficilmente sostenere di non essere a conoscenza della pericolosità dei pannelli acustici installati nel locale. E le scoperte non finiscono qui: un ulteriore incidente incendiario avrebbe coinvolto in precedenza anche un altro locale di proprietà di Moretti, il ristorante “Le Vieux Chalet”, situato a Lens, nella stessa regione alpina.
L’indagine si espande e le questioni irrisolte
Indagine in crescita: il quadro si amplia, lasciando molti nodi irrisolti.
La complessità del caso di Crans-Montana si intensifica con queste nuove segnalazioni, che indicano un possibile allargamento dell’inchiesta. Sébastien Fanti, avvocato di parte civile, ha annunciato il deposito di un esposto che raccoglie decine di segnalazioni che punterebbero il dito contro i coniugi Moretti e il Comune, suggerendo un quadro ben più ampio di responsabilità. Nel frattempo, la scarcerazione su cauzione di Jacques Moretti ha generato un vero e proprio scontro diplomatico tra Italia e Svizzera, culminato con il richiamo dell’ambasciatore italiano a Roma. Rimane ancora avvolta nel mistero l’identità di chi abbia saldato la cospicua cauzione. Le indagini del Corriere della Sera hanno ristretto il cerchio a tre possibili figure: un assicuratore, un notaio con uffici vicini al locale, e un terzo individuo che Moretti avrebbe incontrato regolarmente per affari. Questi sviluppi suggeriscono che la verità dietro la tragedia di Crans-Montana è ancora lontana dall’essere completamente svelata, con molteplici interrogativi che attendono risposte.

