Pedara, strada sull’orlo del dirupo e case a rischio | I residenti temono il disastro imminente

A Pedara, via Giovanni Grasso è un pericolo costante. Un dirupo minaccia residenti e passanti. Anni di richieste ignorate, ora l’allarme si fa più grave. La sicurezza a rischio.

Pedara, strada sull’orlo del dirupo e case a rischio | I residenti temono il disastro imminente

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A Pedara, via Giovanni Grasso è un pericolo costante. Un dirupo minaccia residenti e passanti. Anni di richieste ignorate, ora l’allarme si fa più grave. 

Un senso di profonda preoccupazione si sta diffondendo tra i residenti di Via Giovanni Grasso, un’arteria vitale di Pedara, paese incastonato alle pendici dell’Etna. Non è un timore generico, ma una paura concreta e tangibile, alimentata da una situazione di grave pericolo che si trascina ormai da troppo tempo. All’altezza del civico 22, la strada si trasforma in una trappola potenzialmente mortale, con un dirupo che incombe e minaccia l’incolumità di chiunque vi transiti. Un’urgenza che chiede un intervento immediato, prima che la disattenzione si trasformi in una vera e propria tragedia.

Una via stretta, un baratro silenzioso: I pericoli quotidiani

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Pericoli quotidiani: la via stretta si affaccia sul baratro silenzioso.

 

Sebbene formalmente classificata come strada a doppio senso di circolazione, la realtà di Via Giovanni Grasso, in prossimità del civico 22, è ben diversa. La sua larghezza, infatti, consente a malapena il passaggio di un singolo veicolo, costringendo automobilisti e motociclisti a manovre rischiose e spesso a vere e proprie discussioni per questioni di precedenza. Ma il pericolo più grave non è la congestione: è la presenza di un fossato-dirupo che corre a lato della carreggiata, un baratro silenzioso e insidioso.

Una minima distrazione, un colpo di sonno o una manovra azzardata potrebbero avere conseguenze devastanti, con la caduta di un mezzo nel dirupo. Le implicazioni per chi percorre quotidianamente la via per recarsi al lavoro o per svolgere le proprie attività sono drammatiche. E il rischio non si limita agli adulti: durante i mesi estivi, la zona si popola di bambini che giocano o circolano in bicicletta, esponendosi a un pericolo inaccettabile. A rendere il quadro ancora più desolante, il dirupo è diventato, nel tempo, una discarica abusiva, aggravando la situazione non solo dal punto di vista della sicurezza ma anche quello igienico-ambientale.

Un’urgenza ignorata: Le proposte dei residenti e l’appello finale

Un'urgenza ignorata: Le proposte dei residenti e l'appello finale

L’appello finale e le proposte dei residenti per un’urgenza ignorata.

 

La comunità di Via Giovanni Grasso non è nuova a queste problematiche. È con un misto di rabbia e delusione che i residenti constatano come questa situazione di pericolo si protragga da anni, attraversando diverse amministrazioni comunali. Nonostante l’aumento delle richieste di residenza nella zona abbia intensificato il traffico veicolare, non è stato destinato nemmeno un centesimo per la messa in sicurezza della via. Un’inerzia amministrativa che lascia i cittadini nel timore costante per la propria vita e quella dei propri cari.

Di fronte a questa emergenza, i residenti hanno formulato delle proposte concrete. La strada è limitrofa a terreni abbandonati da tempo: la soluzione più efficace e apparentemente semplice consisterebbe nell’acquisizione di tali particelle da parte del Comune per consentire un allargamento della carreggiata, garantendo così il doppio senso di circolazione in sicurezza. In alternativa, o come misura aggiuntiva, è ritenuta indispensabile l’installazione di un muro o una barriera protettiva lungo il lato a rischio. Pur riconoscendo gli sforzi dell’amministrazione nel contrasto all’inciviltà e nell’installazione di sistemi di videosorveglianza, i residenti ribadiscono con forza che l’incolumità fisica del cittadino deve essere la priorità assoluta. L’appello è ora rivolto al Sindaco e all’Assessore di competenza: che si agisca con la massima sollecitudine, prima che a Pedara si debba piangere una tragedia.