Terremoto Palermo, nuove scosse fanno preoccupare i cittadini | Sono sempre più forti
Quattro scosse di terremoto in meno di un’ora hanno interessato il largo di Palermo. Scopri i dettagli degli eventi sismici, le magnitudo e l’attività recente della zona.
La sequenza sismica: Dettagli su intensità e profondità
La sequenza sismica: un’analisi di intensità e profondità.
L’attività sismica odierna si è manifestata con una sequenza ben definita, iniziata con una scossa di magnitudo 3.4 alle 14:40, localizzata a 10 chilometri di profondità nello stesso settore del Tirreno meridionale, a circa 90 chilometri a nord-ovest di Palermo e 84 da Bagheria. Solo dieci minuti dopo, alle 14:50, è avvenuto l’evento di magnitudo 3.9, con una profondità maggiore (31 chilometri), il cui epicentro è stato posizionato tra Ustica e le isole Eolie. Tra queste due scosse principali, alle 14:44, è stata registrata un’ulteriore scossa di magnitudo 2.7, a una profondità di 11 chilometri. La sequenza si è conclusa, per ora, con una quarta scossa di magnitudo 2.9 alle 15:23. Tali dati, forniti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), offrono un quadro preciso della dinamica in atto. Nonostante l’intensità percepita e la vicinanza degli epicentri alla costa siciliana, le autorità hanno prontamente confermato l’assenza di danni a persone o cose, un aspetto che contribuisce a mantenere la calma e a prevenire allarmismi ingiustificati.
Contesto regionale: La Sicilia e l’attività sismica
La Sicilia: il contesto regionale e l’attività sismica.
L’area del Palermitano e più in generale la Sicilia, si trovano in una zona geologicamente attiva, storicamente caratterizzata da una significativa attività sismica. Gli eventi di oggi, sebbene concentrati, non sono un fatto isolato nelle recenti settimane. Si ricordano infatti diversi episodi minori, come la scossa con epicentro a Casteldaccia di magnitudo 2.7, e un’altra di magnitudo 3 a Sclafani Bagni. Solo sei giorni fa, una tripla scossa era stata registrata sempre al largo di Palermo. Ancora più recente, due settimane fa, è stata una serie di scosse a Blufi, la più forte delle quali di magnitudo 3.7. Questi eventi, seppur di magnitudo contenuta e senza conseguenze dirette per la popolazione, rammentano che la Sicilia è classificata tra le regioni italiane a più alta pericolosità sismica. La costante attività di monitoraggio da parte dell’Ingv è quindi fondamentale per studiare e comprendere i movimenti tettonici sottostanti. La resilienza delle comunità locali e la prontezza delle istituzioni nel fornire informazioni accurate sono elementi chiave nella gestione di questo fenomeno naturale intrinseco al territorio.
