UFFICIALE Garlasco, le prove sono contro Andrea Sempio: dopo 20anni il cerchio si stringe | Movente oscuro

Il caso Garlasco torna a sconvolgere. Nuove prove e vecchi misteri riaccendono i riflettori su Andrea Sempio, tra DNA, telefonate e uno scontrino. La verità è vicina?

UFFICIALE Garlasco, le prove sono contro Andrea Sempio: dopo 20anni il cerchio si stringe | Movente oscuro

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Il caso di Chiara Poggi, il delitto che ha scosso Garlasco nel 2007, torna drammaticamente al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria.

Una nuova fase investigativa si apre con urgenza, puntando i riflettori su Andrea Sempio, già coinvolto in indagini passate. La procura di Pavia, infatti, sembra aver messo in fila elementi che potrebbero riscrivere la cronaca di un omicidio che sembrava aver trovato il suo epilogo con la condanna di Alberto Stasi. Le indiscrezioni parlano di una svolta “clamorosa”, alimentando l’idea che la verità finora accettata sia solo una parte di un puzzle molto più complesso e inquietante. La pressione su Sempio è palpabile, con la sua vita sconvolta dalle attenzioni mediatiche, e gli inquirenti si mostrano fiduciosi: il cerchio si sta stringendo attorno a nuovi e determinanti indizi, tra i quali spiccano tracce di DNA, telefonate anomale e un misterioso scontrino. Il 18 dicembre è stata fissata una nuova udienza per l’incidente probatorio, un appuntamento cruciale che potrebbe delineare il futuro di questa inchiesta.

L’atmosfera è carica di attesa, con la prospettiva di un ribaltamento che potrebbe avere ripercussioni immense non solo per Sempio, ma anche per la condanna definitiva di Stasi. I dettagli che emergono ora, dopo anni di silenzio e certezze apparenti, suggeriscono un intricato intreccio di eventi e presenze. La narrazione investigativa sta prendendo una piega inaspettata, spingendo a riconsiderare ogni aspetto del delitto di via Pascoli. Cosa ha riacceso queste indagini con tale forza? E quali segreti sono rimasti celati per così tanto tempo?

Indizi incrociati: impronta, DNA e telefonate sospette

Indizi incrociati: impronta, DNA e telefonate sospette

Indizi incrociati: impronta, DNA e telefonate sospette svelano il mistero.

 

Gli elementi raccolti dagli investigatori si presentano come un mosaico complesso, dove ogni pezzo sembra rafforzare la posizione dell’indagato Andrea Sempio. Tra le prove più recenti e significative figura il DNA repertato sotto le unghie di Chiara Poggi, un dettaglio che, se confermato, avrebbe un peso determinante nel collegare Sempio alla scena del crimine. Questo elemento, unito ad altri indizi già noti, dipinge un quadro sempre più definito.

Un altro tassello fondamentale è l’impronta 33, individuata sul muro delle scale che conducevano al seminterrato della villetta. Secondo il procuratore di Pavia Fabio Napoleone, si tratta del palmo destro di Sempio, con una “corrispondenza di 15 minuzie dattiloscopiche“. Una prova tecnica che, nonostante non sia stata inclusa nell’incidente probatorio, rimane un pilastro per l’accusa. A ciò si aggiungono le tre telefonate ritenute “sospette” effettuate da Sempio a casa Poggi nei giorni immediatamente precedenti il delitto. Gli inquirenti sottolineano che Sempio avrebbe chiamato la vittima in un periodo in cui sapeva che il fratello di Chiara, Marco, era in vacanza in Trentino con i genitori, lasciando Chiara sola in casa. Sempio ha sempre sostenuto di aver chiamato per chiedere di Marco, ma il tempismo e la reiterazione di queste chiamate sollevano seri dubbi sull’autenticità delle sue motivazioni. Questi indizi, letti in sequenza, suggeriscono una presenza e un interesse di Sempio ben oltre quanto dichiarato, mettendo in discussione la sua versione dei fatti e rafforzando la tesi dell’accusa di un coinvolgimento diretto nell’omicidio di Garlasco.

Il mistero dello scontrino e un movente oscuro

Il mistero dello scontrino e un movente oscuro

Lo scontrino, indizio chiave di un mistero con un movente oscuro.

 

Tra le prove più discusse e enigmatiche spicca il famoso scontrino del parcheggio di Vigevano, datato 13 agosto 2007. Questo scontrino, presentato agli inquirenti quasi un anno dopo il delitto, avrebbe dovuto fornire ad Andrea Sempio un alibi cruciale, collocandolo lontano da Garlasco al momento dell’omicidio. Tuttavia, le presunte incongruenze e la testimonianza di chi avrebbe sostenuto che lo scontrino “non è suo” hanno trasformato quello che doveva essere un alibi in un ulteriore elemento di sospetto. Gli investigatori lo considerano un tentativo di precostituirsi una difesa, minando ulteriormente la credibilità della sua posizione.

A questo quadro si aggiunge la rivelazione di un possibile movente, su cui la procura starebbe indagando. Sebbene i dettagli siano ancora avvolti nel riserbo, la sua esistenza suggerisce una trama più profonda e personale dietro al delitto. Non da meno è l’inchiesta parallela a Brescia per corruzione in atti giudiziari, che vede coinvolto il magistrato in pensione Mario Venditti, sospettato di aver ricevuto denaro per scagionare Sempio nel 2017. Questo elemento, sebbene non direttamente legato al delitto, getta un’ombra inquietante sul contesto giudiziario che ha circondato il caso per anni.

Andrea Sempio, dal canto suo, si dichiara “perseguitato” e sostiene di vivere “come ai domiciliari”, con la quotidianità stravolta dalle indagini. Ribadisce la sua innocenza, affermando che “il colpevole, ad oggi, è Alberto Stasi”. Tuttavia, l’orientamento dei PM è quello di chiudere le indagini all’inizio del nuovo anno con una richiesta di rinvio a giudizio, aprendo la strada a un possibile nuovo processo e, non ultima, alla valutazione di una revisione della condanna di Stasi. Il caso Garlasco, dunque, è lontano dall’essere risolto, con la possibilità che la verità definitiva stia ancora aspettando di emergere.