Palermo, nuovo incidente all’incrocio più pericoloso della città: finché non sistemano non passate da qui | Rischio elevato
A Palermo, l’incrocio tra Via Terrasanta e Via Costantino è un vero incubo per gli automobilisti. Scopri perché si verificano così tanti incidenti e cosa si può fare.
Esiste un punto preciso, incastonato nel tessuto urbano, che da tempo immemore è teatro di scontri preoccupanti e incidenti che, purtroppo, non fanno più notizia se non per la gravità delle loro conseguenze. Parliamo dell’intersezione tra Via Terrasanta e Via Domenico Costantino, un crocevia che i residenti e gli automobilisti più esperti ormai identificano come un “incrocio maledetto”. Ma cosa rende questo punto della città così pericoloso? E perché, nonostante la frequenza degli eventi, sembra che la situazione non trovi una soluzione definitiva, lasciando i cittadini in balia di un rischio costante?
La preoccupazione è palpabile. Ogni nuovo incidente riaccende il dibattito sulla sicurezza stradale in quella zona, ma i mesi passano e la dinamica si ripete con una sconcertante regolarità. Il timore di attraversare o percorrere questa strada è più che giustificato, alimentato dalle cronache che continuano a documentare collisioni, tamponamenti e mancate precedenze. L’urgenza di intervenire è evidente, poiché in gioco c’è l’incolumità pubblica e la serenità di chi quotidianamente transita per necessità o abitudine. È giunto il momento di analizzare a fondo le cause di questa pericolosità endemica e capire quali possano essere le strategie più efficaci per spezzare questa catena di incidenti.
La dinamica dell’incidente tipo: troppa velocità dopo il semaforo

Incidente tipo: eccesso di velocità dopo il semaforo.
L’analisi degli incidenti che si verificano all’incrocio tra Via Terrasanta e Via Domenico Costantino rivela una dinamica ricorrente, quasi un copione tristemente noto agli addetti ai lavori e ai residenti. Il problema principale sembra risiedere nella velocità eccessiva con cui molti veicoli affrontano l’incrocio, in particolare quelli provenienti da Via Terrasanta. Dopo aver superato il semaforo di Via Sciuti, che spesso impone lunghe attese, gli automobilisti tendono a premere sull’acceleratore, percependo il tratto successivo come un’opportunità per recuperare il tempo perduto. Questa fretta, combinata con una scarsa attenzione alle precedenze e alla segnaletica orizzontale, trasforma un normale incrocio in una trappola potenzialmente letale.
La confluenza con Via Costantino, strada non meno trafficata, diventa così un punto critico dove le mancate precedenze sono all’ordine del giorno. I veicoli che sopraggiungono da Via Costantino spesso si trovano impreparati di fronte alla repentinità con cui le auto da Via Terrasanta irrompono nell’intersezione. Nonostante la presenza di segnali di stop o di dare precedenza (a seconda della direzione specifica e delle modifiche nel tempo), la percezione di impunità o la distrazione giocano un ruolo fondamentale. Fortunatamente, in molti casi, le conseguenze non sono state tragiche, limitandosi a danni materiali o ferite lievi, ma il rischio di esiti ben peggiori è costantemente in agguato e non può essere ignorato.
Soluzioni concrete per trasformare l’incrocio maledetto
Le soluzioni concrete proposte per trasformare l’incrocio maledetto in un punto sicuro.
Di fronte a un problema così persistente e pericoloso, è imperativo che le autorità competenti e la cittadinanza collaborino per trovare e implementare soluzioni efficaci. Non si tratta solo di installare un nuovo cartello o di ritoccare la vernice sull’asfalto; è necessaria una strategia integrata che agisca su più fronti. Tra le proposte più discusse e urgenti, spiccano:
- L’installazione di autovelox o sistemi di rilevamento della velocità nel tratto precedente all’incrocio su Via Terrasanta, per indurre gli automobilisti a rallentare preventivamente.
- La riconsiderazione della tempistica semaforica di Via Sciuti, per evitare che lunghe attese inducano alla fretta eccessiva nel tratto successivo.
- Un rafforzamento della segnaletica verticale e orizzontale all’incrocio stesso, rendendo più evidenti gli obblighi di precedenza e i limiti di velocità.
- La valutazione di modifiche alla conformazione fisica dell’incrocio, come l’introduzione di isole spartitraffico o di “occhi di gatto” che possano fungere da deterrente visivo e tattile per la velocità.
- Campagne di sensibilizzazione per gli automobilisti, focalizzate sui pericoli della guida distratta e della velocità eccessiva in contesti urbani complessi.
Solo attraverso un impegno congiunto e l’adozione di misure concrete sarà possibile trasformare questo “incrocio maledetto” in un luogo sicuro. La vita dei cittadini di Palermo non può attendere oltre: è tempo di agire con decisione.

