Collegamenti isole minori: Regione Siciliana e Caronte & tourist ai ferri corti

“Le nostre navi sono sempre più idonee ai collegamenti verso le isole minori”. La risposta dell’amministratore delegato dellaCaronte & tourist, Vincenzo Franza, alle dichiarazioni dell’assessore regionale ai Trasporti, Alessandro Aricò è arrivata a stretto giro di posta, attraverso l’ufficio stampa. E lascia prefigurare che la partita per ilnuovo affidamento delle tratteper le isole Eolie e per tutte le isole definite minori della Sicilia non sarà affatto semplice, anzi rischia di avvilupparsi in se stessa con conseguenze negative per le popolazioni che abitano in queste isole. Appena tre giorni fa il componente della giunta Schifani a una precisa domanda del nostro giornale sul futuro deicollegamenti marittimi da e per le isole minorialla luce delle vicende giudiziarie,aveva chiarito: “Sui collegamenti ricorreremo allaprocedura negoziata senza bando: entro la fine di agosto chiederemo un parere ai sindaci delle Isole minori prima di procedere”. Aricò aveva aggiunto che “in alcune tratte la Caronte non potrà essere invitataperché si tratta di lotti che la compagnia messinese si era aggiudicata e poi successivamente ha rinunciato dopo l’aggiudicazione provvisoria”. Leggi anche –Isole minori, intesa Regione-Caronte. Schifani: “Più collegamenti per le Eolie” L’assessore aveva anche insinuato, riferendosi a quanto stava avvenendo sulle isole Eolie a causa dell’aumento del 500 per centodei biglietti per i trasporti specialidisposto dalla Caronte, che allo stato attuale su alcune isole c’erano in atto fenomeni speculativi per l’aumento dei costi dei prodotti infiammabili. E per avvalorare questo suo concetto aveva fatto l’esempio di Lampedusa, “dove –ha detto– il costo dei carburanti rispetto a prima degli aumenti non è cresciuto”. Per quanto riguarda, invece, la vicenda specifica alla battaglia giudiziaria col sequestro a giugno, su disposizione dellaProcura di Palermo, della flotta della Caronte, va aggiunto che dopo il ricorso presentato al tribunale del riesame e rigettato a luglio con laconferma del sequestro della flotta, la Caronte allora ha dichiarato definitivamente risolti per sopravvenuta impossibilità della prestazione i contratti regionali, mantenendo inalterati i servizi ma erogandoli inregime di libero mercatoe cioè senza contributo pubblico. Le parole di Aricò non sono, quindi, apparse consone alla direzione della Caronte che ha replicato: “Che la Regione Siciliana cerchialtre compagnie di navigazioneinteressate a operare sulle rotte da e verso le isole minori è istituzionalmente doveroso. Va tuttavia chiarito, riguardo alle affermazioni dell’Assessore Aricò, che Caronte & Tourist, in riferimento a due lotti della precedente gara,non ha rinunciato all’aggiudicazioneprovvisoria, ma, essendo scaduti i termini di aggiudicazione, non ha confermato la propria offerta, a causa dei noti problemi interpretativi sulla normativa relativa alle persone a mobilità ridotta”. “D’altra parte – ha aggiunto l’amministratore delegato della compagnia –  continuiamo a ritenere che le nostre navi, peraltro di recente dotate di ascensori per come richiesto specificamente dagli ultimi bandi della Regione Siciliana, sianole più idonee a operare per i servizi richiesti per le loro caratteristiche tecnico nautiche“. “E, aggiungiamo – ha proseguito nel discorso -, l’essere riusciti ad effettuare – per quanto possibile – i collegamenti in regime di libero mercato, nonostante ilsequestrodi tre mezzi navali, testimonia una capacità organizzativa che non potrà che ulteriormente affinarsi con il prossimo arrivo in Sicilia dellaNerea, che a brevearricchirà di nuove tecnologie la flottadel Gruppo Caronte & Tourist”. L’amministratore a questo punto ha anche ventilato la possibilità di ricorrere in Tribunale avverso le procedure della Regione. “Non c’è nulla di anomalo nel tutelare le proprie ragioni nelle sedi competenti, soprattutto quando i temi in discussione paiono – a chi li vive – assolutamente chiari. Noi continueremo a farlo, forti delle nostre convinzioni e della fiducia nella giustizia e in chi la amministra”.