Cultura, la Sicilia è l’isola infelice. Troppi Neet, bassi livelli di istruzione

C’è poco spazio inSiciliaper l’istruzione, la formazione, lacultura. E quindi, forse, anche per lafelicità. Lo certifica l’ultimo rapportoIstatsul Benessere equo e sostenibile (Bes), che mostra livelli, tendenze edisuguaglianzedelle regioni italiane. Nel versantedell’istruzionee della formazione, l’Isola si colloca alprimoposto perNeet, ovvero quei giovani che non sono impegnati in attività di studio, né lavorano. È anche ultima perdiplomatie perlaureati. Ultima per cittadini che svolgono attività di formazionecontinua. Ancora, ultima per competenze alfabetiche (italiano) e numeriche (matematica) tra i ragazzi di terza media. Ultima per partecipazioneculturalefuori casa, ovvero cinema, teatri e musei. Inoltre: la Sicilia è penultima per lettura dilibriequotidianied è la seconda d’Italia per uscitaprecocedal sistema dell’istruzione. Infine: l’Isola è la terzultima regione d’Italia per competenzedigitalidi base e per fruizione dellebiblioteche. Leggi anche –Turismo, a Pasqua “boom di visitatori” per i siti culturali della Regione. I numeri Questo mix di primatinegatividelinea uno scenario moltopreoccupante, tale da diventare persino la cartina di tornasole dellafelicità(o meno) dei cittadini. I livelli di istruzione o più in generale lequalitàculturali sono infatti tra leleveche fanno sentire i cittadini piùsoddisfattidelle proprie condizioni di vita. Per semplificare, più “felici” nel contesto sociale in cui si trovano. Lo sottolinea sempreIstatin un altro report: risulta maggiormentesoddisfattodelle proprie condizioni di vita chi possiede un’istruzioneelevata. Nel 2023 il 50,9% di chi attribuisce un punteggio alto alla propria soddisfazione possiede unalaureao undottoratodi ricerca, mentre solo il 38,6% dei molto soddisfatti ha la licenzaelementare. Alto il livello di soddisfazione anche da parte di chi èoccupatoostudia, rispetto a chinonsvolgenessuna di questa attività. Leggi anche –Stabilizzazione Asu , i sindacati: “I precari tengono aperti i siti culturali” InItalianel 2023 è scesa la percentuale digiovaniche non si trovano più inseriti in un percorsoscolasticoe non sonoimpegnatinel lavoro. Sono i cosiddettiNeet(Neither in Employment nor in Education and Training). La quota dei Neet 15-29 enni èscesaovunque dal 19% del 2022 al 16,1 per cento. Inquattroregioni del Mezzogiorno, però, i valori restano alti e laSiciliaè la peggiore. Più di un giovane su quattro, è un Neet. SeguonoCalabria,CampaniaePuglia. I dati nazionali vedono la quota di Neet piùaltatra le giovanidonne(17,8%). È minore tra igiovanissimidi tra 15 e 19 anni (più inseriti nel sistema scolastico), ma più alta tra i 20 e i 24 anni, “per effetto dell’elevato tasso di mancata partecipazione almercatodel lavoro”. Tra i 25 e i 29 anni i Neet prevalgono alfemminile: sono il 28,7%. Leggi anche –Giovani, lavoro e Neet. Nasce il Coordinamento regionale tra Enti locali La quota più alta distudentiche non raggiungono un livello sufficiente di competenze initalianoo inmatematicasi trova nel Mezzogiorno. L’analisi riguarda i ragazzi diterzamediae si basa sulle rilevazioni nazionaliInvalsi. Istat sottolinea come la situazione sia particolarmentegrave, per l’italiano, proprio inSicilia. Qui si classificano come “insufficienti” il 50,2% degli studenti, seguiti dagli alunni diCalabria(49,4%),Campania(46,1%) eSardegna(45,9%). Competenze insufficienti per gli studenti siciliani anche inmatematica(61,4%). Li seguono gli scolari diCalabria(60,7%),Sardegna(58,1%) eCampania(57,7%). La media italiana è del 38,5%, quella delMezzogiornoè del 45,6%. Percentuali che rimangono “pressochécostanti” rispetto all’anno scorso, tranne che per alcune regioni delSud, e ancora decisamentepeggioridelle percentuali raggiunte nel periodo pre-pandemia, ricorda Istat. Leggi anche –Piccoli Neet crescono. Siciliani impreparati già dalle elementari I siciliani sono il fanalino di coda d’Italia anche perattivitàculturaliin genere. A stento un cittadino su quattro (dai sei anni in su) ha praticato attività come recarsi alcinemaalmeno quattro volte nell’ultimo anno o una volta ateatro, visitaremuseie mostre, sitiarcheologici, monumenti, partecipare aconcertimusicali. Sicilia al penultimo posto, poi, per lettura dilibriequotidiani, preceduta solo dalla Campania. Poco più di un cittadino ogni cinque ha letto almeno quattrolibrinell’ultimo anno oquotidianialmeno tre volte a settimana. La media nazionale è invece di oltre un cittadino ogni tre. In tutta Italia solo il 12,4% dei cittadini si reca inbibliotecaalmeno una volta l’anno. In Sicilia il dato è molto più basso: solo un cittadino ogni 20, il 5,5%. Restano basse anche lecompetenzedigitalidi base, quelle di cui ormai c’è bisogno anche solo per far funzionare unelettrodomestico, la propria automobile o gestire il propriocontoin banca. Le possiedono il 34,5% dei cittadini, contro una medianazionaleche sfiora il 46%.