Aci Castello, il punto sul collettore. “Fine lavori, forse, entro l’anno”
Anni di lavori per un collettore fognario. Ma forse definire solo collettore fognario l’imponente opera che collegala parte Nord del Golfo di Catania con il depuratore di Pantano d’Arci, nella zona industriale di Catania oltre18 chilometri più a Sud, è riduttivo. La buona notizia è che l’opera, almeno per la parte di cui più si è parlato è scritto, quella nelComune di Aci Castello, si avvia a unafase di conclusione. Ieri sono iniziati i lavori nell’area dellungomare Scardamiano, ma tutte le “stazioni di sollevamento”, ovvero le infrastrutture che permettono alle “acque nere” di proseguire il loro viaggio senza interruzioni, potrebbero essere completate “entro l’anno”. A dirlo è ilsindaco Carmelo Scandurra. Fine lavori, però, non significa operatività. “A fine lavori l’opera dovrà essere consegnata alla stazione appaltante, collaudata e poi affidati all’aziendaSie(Servizi Idrici Etnei) che la gestisce”. Il progetto,partito dalla Regione siciliana e il cui costo è di 21,7 milioni di euro, è ormai da almenotre anninelle fasi finali. L’opera era infatti completa al 90 per cento già nel periodo post-Covid. Nell’estate 2022 erano sorte problematiche relative alproseguimento di alcuni lavori per l’installazione delle stazioni di sollevamento. Operare nelsottosuolodi una zona altamente urbanizzata ha infatti generato vari ritardi sui sottoservizi, ovvero tubazioni elettriche, idriche, del gas. Eppure, come sottolinea il sindaco Scandurra “ilavorinon si sono mai fermati”. Ma anzi, sono stati motivo per un controllo più accurato del territorio. “Da aprile 2022, cioè da quando abbiamo potuto riprendere l’attività liberamente nelpost-pandemia, abbiamo due operai e un tecnico all’opera per verificare gli scarichi dei vari condomini. Questo perché i lavori del collettore fognario riguardano soprattutto chi scarica abusivamente”, afferma ilsindacodi Aci Castello. Il progetto prevededieci stazioni di sollevamentolungo il percorso che parte daCapo Mulini(comune di Acireale, con una stazione di sollevamento) e finisce appunto nella zona industriale diCatania, Comune nel quale sono previstequattro stazionidi sollevamento. “Quiad Aci Castello sono cinque in totale– spiega il sindaco – e siamo chiaramente il Comune più interessato all’opera, pur non essendo – sottolinea – stazione appaltante”. Le opere idrauliche “che contengono all’internopompe idrauliche e gruppi elettrogeni, dopo la fine dei lavori dovranno poi essere gestite con un sistema complesso”. Al momento, “è statacompletata la stazione sul lungomare, all’altezza del lido Esagono. Ilavori in corso sullungomare Scardamianoproseguiranno fino a metà maggio, mentre una terza stazione “in via Livorno, nei pressi della statale 114, ha al momento unproblema con dei sottoserviziche verrà però risolto a breve”, spiega ancora Scandurra. Leggi anche –Catania allagata “ma non c’entra il canale di gronda”. Le proposte di Tuccio D’Urso Restano altre due stazioni: laprima, nei pressi del municipio in via Cannizzaro“spostata dal progetto originario che prevedeva scavi profondi oltre sette metri tra due palazzi, e per la quale sono pronti quasi tutti i pareri tecnici”. L’ultima è quella chedovrà essere realizzata sul lungomare di Aci Trezza, “non lontano da dove ha sede il cantiere dei mastri d’ascia Rodolico”, spiega Scandurra. Ma per quest’opera oltre ai pareri tecnici “serviranno i pareri dellaSoprintendenza ai Beni Culturali e della Soprintendenza del Mare“, essendo interessate laRiserva marina protetta ‘Isole dei Ciclopi’ antistante.I lavori di Aci Castello, oltre a dotare il territorio di un’infrastruttura indispensabile che serve anche il vicino Comune di Aci Sant’Antonio, una volta ultimati contribuiranno a ridurre lesanzioni per le procedure di infrazione comunitaria(2004/2034 e 2009/2034) aperte acarico dello Stato per le inadempienze della Sicilia. Complessivamente, 20 milioni di euro ogni sei mesi, 110 mila euro al giorno.