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Aerolinee siciliane sempre più a rischio. Tar boccia la richiesta di spazi a Catania

Il tribunale amministrativo ha confermato la decisione della società di gestione dell'aeroporto di Catania: niente spazi per l'aspirante compagnia aerea siciliana. A rischio la sua stessa esistenza secondo l'amministratore Luigi Crispino, già tra i promotori di Air Sicilia e Wind Jet. Promette però di andare avanti in tribunale, "fino alla corte Europea e magari davanti al Csm"

“Con questo sistema che non tutela le imprese non mi sento di andare ancora avanti per fare una compagnia aerea”. Commenta così Luigi Crispino, amministratore di Aerolinee siciliane, la sentenza del Tribunale amministrativo di Catania che nega all’aspirante compagnia aerea gli spazi all’interno dell’aeroporto di Catania. Si tratta di 80 metri quadrati “in aera airside necessari per ospitare le strutture tecniche, dai ricambi agli attrezzi, che sarebbero poi stati valutati con una idoneità tecnica dall’Enac”, spiega l’amministratore il cui capitale è costituito da “un azionariato popolare di 160 soggetti”. I locali sarebbero serviti alla nuova compagnia, annunciata per la prima volta nel 2017, per ottenere il certificato di operatore aereo (Coa) dall’Ente di aviazione civile. La Sac, l’ente di gestione dell’aeroporto Fontanrossa di Catania, non li ha mai concessi e adesso il Tar le ha dato ragione. Nell’intricato iter davanti ai giudici amministrativi l’opposizione di Sac, avallata con sentenza depositata lo scorso 15 aprile, è motivata proprio dalla mancanza dei requisiti previsti da Enac, elencati in una nota tecnica inviata dall’Ente ad Aerolinee siciliane e prodotta ai giudici in sede di udienza. La nota, secondo Crispino, non avrebbe però “nessun valore amministrativo, tanto che assieme a questa mi hanno mandato l’acconto da pagare”. Un acconto per adempimenti che, se eseguiti prima di avere i locali in aeroporto “porterebbero a noi un esborso tra i seicento e i settecentomila euro al mese, a vuoto”, spiega l’amministratore di Aerolinee siciliane.

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Le tappe del contenzioso amministrativo

L’ultima evoluzione della vicenda della nuova compagnia aerea guidata da Crispino, già in passato promotore di Air Sicilia e Wind Jet, si snoda nell’arco di circa sette mesi. Il 14 settembre 2021 Aerolinee siciliane richiedeva infatti le aree “airside” all’interno dello scalo “dei locali e delle strutture per garantire in sicurezza l’operatività dei voli, necessarie per ottenere il Coa”. I locali sono stati però rifiutati dalla Sac, la società di gestione dell’aeroporto di Catania, motivando la scelta con il mancato possesso delle necessarie autorizzazioni da Enac, ovvero lo stesso Coa che, secondo quanto asserito da guidata da Crispino, può essere concesso solo con i locali. Un apparente paradosso secondo l’amministratore, che ha presentato in qualità di legale rappresentante dell’aspirante compagnia aerea un ricorso al tribunale amministrativo. Il 28 ottobre Aerolinee siciliane riceveva quindi dal Tar un decreto che attivava “le misure cautelari monocratiche richieste”, ovvero intimava a Sac la concessione degli stessi spazi o, in alternativa di argomentare “in modo puntuale in ordine all’eventuale indisponibilità di aree”. Il procedimento proseguiva quindi con un ulteriore diniego del 4 novembre alla concessione degli spazi da parte di Sac, anche questo oggetto di ricorso da parte di Aerolinee siciliane, che da quella data non ha più ottenuto dal Tribunale amministrativo i provvedimenti monocratici richiesti. Il 15 aprile è arrivato infine il rifiuto definitivo del Tar, che ribadisce come un eventuale concessione di locali possa avvenire solo con l’espletamento delle restanti procedure nel percorso si certificazione richiesto da Enac.

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“Potevamo andare ad Aosta, ma non decidono per noi”

La vicenda, secondo Crispino, “non sospende nessun procedimento di certificazione. Il Coa – spiega – è un procedimento fatto di continue interlocuzioni e note su modifiche e correzioni a vari atti. Sono note che Enac non avrebbe dovuto dare perché non riguardano né il procedimento né parlano dei locali, noi non avevamo ancora presentato la pianta dei locali in quanto aspettavamo che la Sac ce li desse. Al Tar non stiamo dicendo siamo pronti mancano solo i locali, noi chiediamo i locali all’aeroporto come previsto dall’articolo otto della convenzione di Sac con lo Stato”. I locali, quindi, potrebbero essere chiesti anche ad altri scali. “Comiso ce li ha negati – spiega Crispino -, ma non andiamo a chiederli in altre parti della Sicilia o d’Italia per motivi logistici. Potevamo ottenerli ad Aosta, ma io ho 72 anni, quattro bypass cardiaci e non ho nessuna intenzione di lasciare Catania perché i ‘padroni del vapore’ decidono dove una impresa debba operare. Di certo noi non li stavamo andando a chiedere per andare a passeggiare sul lato airside dell’aeroporto”. Sulla vicenda Crispino, ormai in dubbio sull’effettiva possibilità di far volare mai un aereo con livrea Aerolinee siciliane, però garantisce: “Andremo avanti col processo amministrativo, andremo al Consiglio di Stato e anche alla Corte di giustizia europea se necessario. E faremo anche un esposto al Consiglio superiore della magistratura”.

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Leandro Perrotta
Leandro Perrotta
Trentasette anni, tutti vissuti sotto l’Etna. Dal 2006 scrivo della cronaca di Catania. Sono presidente del Comitato Librino attivo, nella città satellite dove sono cresciuto.

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