Inquinamento, Palermo peggiora controcorrente: è una vero rischio per chi ci vive | Solo una città e nella top 5

L’Italia respira meglio ma non tutti. Scopri quali città affrontano un’emergenza smog critica, con Palermo e una “sorpresa” tra le peggiori.

Inquinamento, Palermo peggiora controcorrente: è una vero rischio per chi ci vive | Solo una città e nella top 5
Ogni giorno, milioni di italiani inspirano un’aria la cui qualità è ben lontana dagli standard di sicurezza, soprattutto in queste zone della Sicilia.

Nonostante alcuni segnali di miglioramento a livello nazionale, la minaccia dello smog rimane una realtà concreta e spesso sottovalutata, con picchi preoccupanti in alcune delle nostre città più popolose. Questo inquinamento invisibile non è solo un dato statistico; è un pericolo tangibile per la salute pubblica, capace di incidere profondamente sulla qualità della vita e sulla durata della stessa. Le polveri sottili, gli ossidi di azoto e altri inquinanti atmosferici si infiltrano nei nostri polmoni, nel nostro sangue, diventando una causa silente di malattie respiratorie, cardiovascolari e neurologiche. La consapevolezza di vivere in aree dove l’aria è costantemente al limite, se non oltre, dovrebbe suscitare un senso di urgenza collettiva. È fondamentale comprendere che dietro i numeri e le statistiche si celano storie di vite compromesse e futuri incerti, rendendo la lotta all’inquinamento atmosferico non più una questione marginale, ma una priorità assoluta per il benessere di tutti i cittadini.

L’Italia migliora, ma le “maglie nere” persistono

L'Italia migliora, ma le "maglie nere" persistono

L’Italia progredisce, eppure le maglie nere continuano a frenare il cambiamento.

 

Il recente rapporto “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente offre un quadro dettagliato e agrodolce della situazione. Da un lato, emerge un trend positivo: nel 2025, il numero di città italiane che hanno superato i limiti giornalieri di PM10 (fissati a 50 microgrammi per metro cubo per un massimo di 35 giorni all’anno) è sceso a 13, un netto miglioramento rispetto ai 25 del 2024 e ai 29 del 2022. Questo rappresenta uno dei bilanci più favorevoli degli ultimi anni, suggerendo che alcune politiche e cambiamenti stanno iniziando a produrre effetti. Tuttavia, questa tendenza positiva non è affatto uniforme. Alcune realtà urbane continuano a presentare livelli di inquinamento estremamente preoccupanti. A spiccare negativamente è Palermo, che si conferma la “maglia nera” dell’Italia per la qualità dell’aria. Immediatamente dopo il capoluogo siciliano, seguono Milano e Napoli, città da tempo alle prese con problematiche legate al traffico e all’industria. Ma la vera sorpresa di questa classifica è Ragusa, che si posiziona al quarto posto tra le città più inquinate, un dato che solleva interrogativi e pone l’attenzione su realtà geografiche meno attese nel panorama dell’inquinamento atmosferico.

Le conseguenze invisibili e l’urgenza di agire

Le conseguenze invisibili e l'urgenza di agire

Le conseguenze silenziose emergono, rendendo urgente ogni azione.

 

Le implicazioni di questi dati vanno ben oltre la mera violazione di soglie normative. Vivere in un ambiente dove l’aria è costantemente compromessa significa esporsi a rischi significativi per la salute. Particelle PM10 e PM2.5 sono in grado di penetrare in profondità nell’apparato respiratorio, aumentando l’incidenza di asma, bronchiti croniche e malattie polmonari ostruttive. Ma non solo: studi recenti evidenziano un legame tra l’esposizione prolungata all’inquinamento atmosferico e l’aumento di patologie cardiovascolari, ictus e persino alcuni tipi di tumore. Per i soggetti più fragili – bambini, anziani e persone con patologie preesistenti – l’impatto può essere devastante. La situazione richiede un’azione decisa e coordinata a tutti i livelli, dalle politiche nazionali e regionali, che devono puntare su una mobilità sostenibile e un’industria meno impattante, fino alle scelte quotidiane di ciascun individuo. La consapevolezza è il primo passo: sapere che l’aria di Palermo o Ragusa è particolarmente critica, ad esempio, deve spingere a riflettere sui comportamenti e sulle richieste ai decisori pubblici. Solo attraverso un impegno congiunto sarà possibile garantire un futuro in cui respirare aria pulita non sia più un privilegio, ma un diritto fondamentale per tutti.