Sicilia sotto pressione: maxiemergenze sempre più frequenti | Servono oltre 300 persone da formare

La Sicilia si prepara a gestire meglio le maxiemergenze. Oltre 300 professionisti e 172 operatori formati in un evento cruciale per la sicurezza del territorio. Un nuovo modello integrato.

Sicilia sotto pressione: maxiemergenze sempre più frequenti | Servono oltre 300 persone da formare
La Sicilia si prepara a gestire meglio le maxiemergenze. Oltre 300 professionisti e 172 operatori formati in un evento cruciale per la sicurezza del territorio.

Il crescente numero di situazioni di maxiemergenza, che spaziano dagli eventi naturali complessi a quelli di origine antropica, impone una revisione costante e un potenziamento delle capacità di risposta. La Sicilia, un territorio particolarmente vulnerabile a diverse tipologie di rischio, ha recentemente ospitato un’iniziativa ambiziosa per rafforzare la sua preparazione. Si è tenuto il primo Congresso Regionale dedicato al Sistema Integrato dei Soccorsi in Maxiemergenza, noto come #SISMAXSicilia2026, che ha riunito centinaia di esperti e operatori in un evento cruciale per il futuro della gestione delle crisi regionali.

Questo impegno segna un passo fondamentale verso un sistema di soccorso più efficiente e coordinato. L’obiettivo primario è stato creare un fronte comune contro le emergenze, attraverso la condivisione di conoscenze e la standardizzazione delle procedure. Il congresso, durato tre giorni, ha fornito alta formazione e momenti di confronto istituzionale, puntando non solo a salvare vite, ma anche a minimizzare l’impatto di eventi catastrofici sulla comunità e sulle infrastrutture, garantendo una risposta più rapida e strutturata in ogni scenario critico.

Un modello integrato per la gestione delle crisi

Un modello integrato per la gestione delle crisi

Il modello integrato per una gestione efficace delle crisi.

 

Il cuore dell’iniziativa #SISMAXSicilia2026 è stata la promozione di un approccio integrato alla gestione delle emergenze. A Calanovella, nei Nebrodi, si sono radunati oltre 300 professionisti e più di 200 operatori provenienti da una vasta gamma di enti. Hanno partecipato la Protezione Civile, la SEUS 118, i Vigili del Fuoco, le Prefetture, le Forze dell’Ordine e numerose organizzazioni di volontariato come la Croce Rossa Italiana, ANPAS e Misericordie. Questa eterogeneità sottolinea l’importanza cruciale della sinergia tra professionalità diverse per garantire risposte rapide ed efficaci.

Riccardo Castro, Presidente SEUS 118 Sicilia, ha ribadito come «preparazione e collaborazione tra enti sono fattori determinanti per affrontare eventi complessi e salvare vite». Le sue parole hanno evidenziato la necessità di un’azione congiunta e ben orchestrata. Alessio Lubrani, Presidente di SISMAX, ha poi sottolineato la dimensione operativa del progetto: la costruzione di un gruppo realmente integrato, capace di offrire risposte coordinate e tempestive. Durante i tre giorni, 172 operatori sono stati formati, affiancati dai primi 20 formatori SISMAX siciliani, pronti a replicare e rafforzare questa rete formativa su tutto il territorio regionale.

Dalla formazione alla pratica: il futuro dei soccorsi

Dalla formazione alla pratica: il futuro dei soccorsi

Il futuro dei soccorsi prende forma dalla formazione alla pratica.

 

Il congresso non si è limitato alla teoria, ma ha dedicato ampio spazio alle prospettive future e alla formazione continua, elemento chiave per l’evoluzione del sistema di soccorso. Giuseppe Laccoto, presidente della VI Commissione Sanità della Regione Siciliana, ha evidenziato i progressi nel potenziamento del 118, con l’arrivo di nuove ambulanze e l’apertura di concorsi SEUS. Calogero Leanza, vicepresidente della Commissione, ha rimarcato l’importanza di trasformare l’esperienza operativa in conoscenza condivisa e addestramento strutturato, garantendo che le lezioni apprese sul campo diventino patrimonio comune.

Una dimensione significativa è stata anche quella europea, richiamata dall’europarlamentare Ruggero Razza, che ha sottolineato la necessità di rafforzare strumenti e partenariati per affrontare le sfide transnazionali in materia di sicurezza. Il culmine dell’evento è stata la grande simulazione finale, che ha messo alla prova procedure, coordinamento interforze e capacità di risposta operativa attraverso tre scenari di maxiemergenza. Questa prova sul campo ha confermato che solo attraverso la cooperazione, una formazione continua e un’integrazione operativa è possibile garantire la sicurezza, l’efficacia e la tutela della vita in Sicilia.