fbpx

Alluvioni, è corsa contro il tempo. Progetti per bacini filtranti sull’Etna

I sindaci di tre paesi a monte di Catania si sono riuniti per proporre insieme alla Regione iniziative contro le inondazioni, ma i problemi non mancano. I Comuni sono in crisi finanziaria e i progetti spesso sono vecchi e da aggiornare. Le soluzioni però sono in ottica "green"

Quattro settimane di inferno sotto l’acqua tra alluvioni, frane, inondazioni, trombe d’aria, cicloni, e perfino quattro morti sembrano avere scosso il torpore di cittadini e istituzioni, adesso impegnati in uno sforzo per trovare e realizzare velocemente progetti per la mitigazione del rischio idrogeologico e idraulico. Le iniziative e i tavoli tecnici si susseguono in una corsa contro il tempo, e anche nei paesi dell’Etna a monte di Catania si cercano soluzioni per evitare i fiumi impetuosi che si riversano a valle. Sembra che tutti gli attori della vita sociale, a partire dai cittadini, siano naturalmente portati a sottovalutare i problemi quando non immediatamente impattanti sulla vita quotidiana e sull’economia. Così in Sicilia, dimenticati o quasi gli incendi devastanti della scorsa estate, sindaci e sindacati, imprenditori e associazioni sono mobilitati con eventi e dichiarazioni che hanno l’obiettivo di salvaguardare il territorio e rendere le strutture resilienti in tempi di cambiamenti climatici. I problemi sono tanti, e tanto tempo si è perso negli anni e nei decenni passati. Anche adesso, quando si cerca di fare opere utili le difficoltà non mancano.

Pedara, Trecastagni e San Giovanni La Punta

Abbiamo parlato di recente dei progetti innovativi del comune di Valverde. Nei giorni scorsi altri sindaci si sono riuniti in autoconvocazione per affrontare il problema della captazione e smaltimento delle acque piovane, condividendo idee e progetti magari dimenticati da anni nei cassetti o bloccati dalla burocrazia, alla ricerca di soluzioni rapide e di finanziamenti. Si tratta dei sindaci di Pedara, Trecastagni e San Giovanni La Punta, paesi collinari a nord di Catania. I tre primi cittadini si sono riuniti per coordinare gli interventi in modo da garantirne l’efficacia e attrarre l’attenzione della Regione per ottenere sostegno e fondi. Alla riunione infatti ha partecipato anche un tecnico della struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico, politicamente guidata dal presidente della Regione e diretta da Maurizio Croce. Una struttura che negli anni recenti, ha rivendicato Musumeci, ha realizzato tante opere in Sicilia impiegando 421 milioni di euro e “pulito 87 fiumi che non vedevano un escavatore da 40 anni”.

Leggi anche – Alluvione a Catania: “Il canale di gronda c’è già”. Intervista a Tuccio D’Urso

Il ruolo della struttura regionale contro il dissesto

Il comune più avanti dei tre è quello di San Giovanni La Punta. “Siamo vicini al progetto esecutivo – dice il sindaco Nino Bellia – abbiamo un finanziamento di 1,3 milioni e speriamo di espletare la gara entro metà del 2022 e poi finire i lavori entro l’anno prossimo”. Lavori importanti, che riguardano la realizzazione di un tratto di condotta delle acque bianche che arrivano da monte e di una “vasca di espandimento” in cui convogliarle per evitare che continuino la corsa verso valle. La vasca, spiega Bellia, è formata da tre camere: “Accumulo, sedimentazione e smaltimento”. L’aspetto più interessante dal punto di vista ambientale è lo smaltimento, che non avverrà in qualche grande canale di gronda, per altro al momento non esistente, ma filtrerà in modo naturale nel terreno lavico opportunamente preparato e sarà immessa nel sottosuolo. Il sindaco parla anche del valore strategico della collaborazione con gli altri comuni: “La sinergia porta a lavori coordinati, sicuramente più efficaci rispetto a singoli lavori limitati a un territorio”. Bellia confida molto nella struttura guidata da Croce: “Abbiamo riesumato vecchi progetti che risalgono anche agli anni ’90 e con tanta fatica li stiamo aggiornando e sottoponendo all’ufficio contro il dissesto idrogeologico. Anche loro stanno correndo, il loro impulso sta rimettendo in moto una macchina ferma da anni, impantanata”.

Leggi anche –Alluvione a Catania, Fillea: “Canale di gronda atteso da 25 anni”

Opere incomplete

Alfio Cristaudo, sindaco di Pedara, invece ha parlato delle criticità del proprio territorio: “Abbiamo una vasca di espandimento nella zona di monte Troina, ma abbiamo anche una condotta realizzata da anni e non utilizzata perché senza sbocco”. Naturalmente la priorità esposta da Cristaudo è quella di completare il lavoro e fare in modo da utilizzare la conduttura bloccata”. Un anello importante nella catena di opere che mira a togliere l’acqua in eccesso dalle strade di questo versante dell’Etna.

Leggi anche – Alluvioni in Sicilia: in sette anni 700 milioni di danni. Risarciti solo 80

Comuni senza soldi e senza bilancio

Anche a Trecastagni esiste già una grande vasca di espandimento al confine con il territorio di San Giovanni La Punta. Anche in questo caso l’acqua raccolta viene poi smaltita nel sottosuolo, ma il sindaco Giuseppe Messina è preoccupato: “Mancano le condutture per convogliare l’acqua nella vasca o sono otturate, come sono otturate molte caditoie. In questo la cenere vulcanica costituisce un grave problema, per noi e per tanti altri centri abitati dell’Etna”. La preoccupazione principale del sindaco però riguarda l’aspetto finanziario: “Il nostro progetto ammonta a circa 2,4 milioni, ma noi siamo in difficoltà. Parliamo di progetti di dieci e più anni fa, da aggiornare. Servono circa 100 mila euro per la progettazione esecutiva, fondi che non abbiamo”. Messina quindi fa appello alla Regione, perché “paghi le spese per l’aggiornamento del progetto. Noi, come quasi tutti i comuni siciliani, siamo senza soldi e anche senza bilancio approvato”. Un ente in ginocchio in un territorio estremamente urbanizzato e cementificato. “La quantità di acqua che si riversa sulle strade è enormemente aumentata a causa delle nuove costruzioni, di nuovo cemento, di nuovi tetti che riversano acqua sulle strade. Basti dire che negli ultimi 12 anni la popolazione di Trecastagni è aumentata di migliaia di abitanti”.

- Pubblicità -
Turi Caggegi
Giornalista professionista dal 1985, pioniere del web, ha lavorato per grandi testate nazionali, radio, Tv, web, tra cui la Repubblica e Panorama. Nel 1996 ha realizzato da Catania il primo Tg online in Italia (Telecolor). È stato manager in importanti società editoriali e internet in Italia e all’estero. Nel 2013 ha realizzato la prima App sull’Etna per celebrarne l’ingresso nel patrimonio Unesco. Speaker all’Internet Festival di Pisa dal 2015 al 2018, collabora con ViniMilo, Le Guide di Repubblica e FocuSicilia. Etnalover a tempo pieno.

DELLO STESSO AUTORE

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Iscriviti alla newsletter

Social

18,249FansMi piace
313FollowerSegui
262FollowerSegui
- Pubblicità -

Ultimi Articoli