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Ambiente, tecnologia e relazioni umane, Sicilia in chiaroscuro. I dati Bes 2021

Nell'Isola la natura è messa a rischio dai ritardi nella gestione dei rifiuti, dalla dispersione idrica e dalla mancanza di infrastrutture. Anche sull'innovazione la regione è indietro, con molte famiglie che non possiedono nemmeno un computer. In crisi persino i rapporti umani

Un’Isola che trascura il patrimonio naturale, fatica a mettersi al passo con la digitalizzazione e nella quale i legami interpersonali si stanno diradando. È la fotografia della Sicilia che emerge dai capitoli del rapporto Bes 2021 dedicati all’ambiente, all’innovazione e alle relazioni sociali. In ciascuna di queste macro-aree, l’Isola mostra di avere luci e ombre. Sul piano ambientale, per esempio, è tra le Regioni che ospitano “la maggior parte degli 11 mila chilometri quadrati di aree marine protette italiane”, insieme a Toscana, Sardegna e Puglia. Allo stesso tempo è “la principale destinataria” delle procedure d’infrazione europee relative alla depurazione, ed è “molto intenso” il consumo di suolo anche sulle coste. Anche sull’innovazione si viaggia a due velocità. La Sicilia registra il terzo maggior incremento delle vendite online rispetto al periodo pre-pandemia, ma resta indietro sulla modernizzazione del sistema produttivo e la connessione delle famiglie. Quanto ai rapporti umani, continuano ad avere “un ruolo fondamentale” ma sono in calo nell’ultimo anno. Una tendenza condivisa con il resto del Mezzogiorno.

Suolo consumato per regione nel 2020. Percentuale della superficie regionale. Dati Bes 2021.

Aria buona ma troppi rifiuti

Tra i parametri ambientali esaminati da Istat, spicca quello relativo alla qualità dell’aria. La situazione in Sicilia sta migliorando. Su cento rilevazioni effettuate per testare la presenza di particolato Pm 2,5, la metà ha registrato valori superiori a quelli fissati dall’Oms. Il dato è migliore rispetto a quello del Mezzogiorno (62 per cento), del Centro (72 per cento) e del Nord (91 per cento). Qui la situazione è “grave”, mentre risulta “sopra la media” il miglioramento nel Sud “e soprattutto nelle Isole, dove i superamenti da PM2,5 si riducono di circa 15 punti percentuali rispetto al 2019”. Meno entusiasmanti i dati sul verde urbano. La Sicilia mette a disposizione 15 metri quadrati per abitante, contro i 20 del Mezzogiorno, i 27 del Centro e i 41 del Nord. Una nota dolente è rappresentata dai rifiuti. In Sicilia se ne producono 443 chili l’anno per cittadino, in linea con il Mezzogiorno e meno che al Centro (552) e al Nord (505). Ciò che cambia è lo smaltimento, che nell’Isola avviene ancora per il 60 per cento in discarica, ben oltre l’obiettivo europeo del dieci per cento fissato per il 2035. A centrarlo (quasi) è il Nord, dove solo il 10,6 per cento dei rifiuti va in discarica, meno del Centro (28 per cento) e del Sud (29 per cento).

Rifiuti urbani prodotti per regione negli anni 2019 e 2020. Chilogrammi per abitante. Dati Bes 2021.

Poca acqua, tanti sprechi

Capitolo a parte merita la gestione idrica. Istat fotografa anzitutto la situazione delle precipitazioni. In Sicilia nel 2021 sono stati 39 i giorni consecutivi senza pioggia, otto in meno rispetto al 2020. Malgrado ciò il dato resta più alto della media del Mezzogiorno (36 giorni) del Centro (23 giorni) e del Nord (20 giorni). Se le precipitazioni sono poche, il tasso di dispersione è molto alto. Nell’Isola supera il 50 per cento, dato simile a quello del Sud e del Centro Italia. L’obsolescenza dell’infrastruttura idrica, scrive Istat, ha costretto a misure di razionamento, con sospensione e riduzione dell’acqua potabile “in quasi tutti i capoluoghi siciliani, coinvolgendo quasi 217 mila cittadini pari al 13,9 per cento dei residenti della regione”. Misure simili hanno interessato anche Calabria, Abruzzo e Campania. Legato all’acqua è il tema della depurazione. Come accennato la Sicilia è sotto procedura d’infrazione. “Il 6,4 per cento della popolazione risiede in 25 comuni completamente privi di servizio pubblico di fognatura e il 13,3 per cento in 80 comuni privi del servizio pubblico di depurazione”.

Acqua erogata e perdite idriche nei comuni capoluogo di regione nel 2020. Dati Bes 2021.

La strada per l’innovazione

Un capitolo del rapporto Bes è dedicato al tema dell’innovazione, con particolare riferimento all’impatto della pandemia da Covid-19. La Sicilia è una delle Regioni con il maggiore incremento di imprese che vendono via web. Nel 2021 sono il 23 per cento, in crescita di sette punti rispetto al 2019. A fare meglio solo la Valle d’Aosta (più 11 punti), e le Marche (più nove punti), ma gli aumenti riguardano “tutte le regioni italiane con l’unica eccezione della Calabria, che perde sei punti percentuali”. Se l’Isola è ai primi posti sulla crescita delle vendite online, altri indicatori la vedono indietro. Il tasso di innovazione del sistema produttivo non raggiunge il 48 per cento, in linea con il Mezzogiorno ma meno di Centro (52 per cento) e Nord (59 per cento). Sul fronte delle famiglie, la disponibilità di almeno un computer e della connessione a internet – particolarmente importante per la didattica a distanza, nel corso della pandemia – è del 61 per cento, meno di Mezzogiorno (64 per cento), Centro (73 per cento) e Nord (72,5 per cento). Un tema non da poco visto che il livello di istruzione, annota Istat, “si associa significativamente con le differenze nella disponibilità e nell’accesso alle tecnologie digitali”.

Imprese che nell’anno precedente hanno venduto via web a clienti finali per regione. Dati Bes 2021

Relazioni sociali in calo

Sul fronte delle relazioni sociali, infine, l’Isola non è “calorosa” come ci si aspetterebbe. Il tasso di soddisfazione per le relazioni familiari è del 28,5 per cento, più alta della media del Mezzogiorno (26,5 per cento) ma più bassa di Centro (32 per cento) e Nord (35 per cento). Non va meglio per le relazioni amicali, che in Sicilia soddisfano il 16 per cento degli intervistati, in linea con il Mezzogiorno ma meno di Centro (10 per cento) e Nord (20,5 per cento). Secondo Istat, la rete di relazioni con parenti non conviventi, amici e vicini “continua a svolgere un ruolo fondamentale”, ma nel 2021 risulta in calo soprattutto “nelle regioni del Mezzogiorno (meno 3,3 punti) mentre la quota rimane stabile nel Centro-nord”. Per quanto riguarda la partecipazione civica e politica l’Isola mostra meno entusiasmo di altre parti del Paese. A partecipare attivamente è meno del 51 per cento dei siciliani, meno di Mezzogiorno (56 per cento), Centro (70 per cento) e Nord (69 per cento). Nonostante i dati siano meno positivi che altrove, scrive Istat, “nell’ultimo anno, l’interesse per i temi civici e politici è aumentato soprattutto nelle regioni del Centro (5,2 punto) e del Mezzogiorno (4,7 punti). Nel Nord la crescita è stata più contenuta (più 1,5 punti)”.

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Valerio Musumeci
Valerio Musumeci
Valerio Musumeci (Catania, 1992), è giornalista pubblicista e scrittore. Nel 2015 ha esordito con il pamphlet storico-politico "Cornutissima semmai. Controcanto della Sicilia buttanissima", Circolo Poudhron, con prefazione della scrittrice Vania Lucia Gaito, inserito nella bibliografia del laboratorio “Paesaggi delle mafie” dell'Università degli Studi di Catania. Nel 2017, per lo stesso editore, ha curato un saggio sul berlusconismo all'interno del volume "L'Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino", con prefazione dell'economista Nino Galloni. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Agata rubata", Bonfirraro Editore.

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